Le Nostre Rubriche

Fedez, quando l’autotune non è sufficiente a fare di qualcuno un cantante

Qualcuno, non troppo tempo fa, ha scritto su una delle più famose reti sociali esistenti, che:

L’Italia è quel paese dove se nasci tondo non puoi morire quadrato, ma se nasci stonato – stai pur sicuro – puoi morire cantante.

Non so quello che pensate voi, tuttavia questa pillola di saggezza, oggi più di ieri, mi fa riflettere su quanti dei nostri amati ed emulati (forse un po’ troppo) beniamini, nel caso in cui dovessero mostrare le proprie velleità artistiche senza ricorrere a tutti quei mezzi che abbiamo a disposizione per aggiustare il “tiro” (grazie al progresso tecnologico), possano essere realmente considerati degni di nota.

Ma Fedez non farebbe prima e meglio a cambiare mestiere?

Pur di essere qualcuno si è disposti a diventare chiunque

Da uno scrittore, credo io, è normale aspettarsi che sappia scrivere un libro, così come dovrebbe essere un gioco da ragazzi per un avvocato redigere un atto. E lo stesso, naturalmente, si potrebbe (e si dovrebbe poter) dire di qualsivoglia professionista che si ritiene tale. Questo include perfino quella miriade di presunti artisti e improbabili cantanti che popolano il panorama dello showbiz nostrano odierno, il cui mestiere sarebbe nullo (e per alcuni dovrebbe esserlo davvero) senza almeno un briciolo di talento.

Strano ma vero, in quest’epoca dove l’identificazione personale la fa da padrona, Daniela Del (fico) Secco rimembra, si è disposti ad essere chiunque pur di diventare qualcuno. O peggio, i più possono vantare addirittura il lusso di essere considerati non solo ciò che non sono, ma anche e sopratutto ciò che non potrebbero mai diventare (per via dell’evidente mancanza di capacità). I tuttologi di questo nostro sventurato millennio hanno ben poco da insegnare, eppure non fanno altro che ergersi a possessori di qualità che non possiedono minimamente.

Il caso

A tal proposito Federico Leonardo Lucia, in arte semplicemente Fedez, nei giorni scorsi si è reso protagonista di una disastrosa gaffe in occasione del suo concerto al Festival Agroalimentare di “Amunì” a Torrenova, in Sicilia. Durante l’esecuzione dal vivo del singolo Sexy Shop, altrettanto devastante omaggio alla sua ormai naufragata favola d’amore con (“ei fu“) Chiara Ferragni registrato con Emis Killa, l’autotune non è inavvertitamente partito, mostrando al pubblico in platea le sue reali “doti” canore e generando un mare di polemiche, alle quali il diretto interessato ha deciso di rispondere con un paragone decisamente fuori luogo.

Per carità, non serviva lui a ricordarci sui suoi social network di non essere Céline Dion, il paragone non avrebbe retto comunque, nemmeno con Gigione, se l’autotune avesse funzionato. Ciò nonostante, non toccherebbe neanche a me dovergli rammentare qual è il modo migliore per evitare delle pessime figure, con i propri ammiratori per giunta! Forse non è il sentirsi in dovere di rispondere alle critiche con quell’arroganza che da sempre sembra contraddistinguerlo (d’altronde, quando ci si espone, bisogna accettare il bello e il brutto delle cose), o chissà, magari essendo lui, a mio non modesto avviso, uno dei cantanti più sopravvalutati della storia della musica italiana, farebbe sicuramente prima e meglio a cambiare mestiere!!!

Credit copertina: Simone Di Matteo e Fedez (web)

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Simone Di Matteo

Simone Di Matteo, Latina 25 gennaio 1984. Curatore della DiamonD EditricE, autore, scrittore e illustratore grafico è tra i più giovani editori italiani. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie. Molti dei suoi libri invece sono distribuiti all'interno degli istituti scolastici italiani. È noto al grande pubblico non solo esclusivamente per la sua variegata produzione letteraria, ma anche per la sua partecipazione nel 2016 alla V edizione del reality on the road di Rai2 Pechino Express. Consacratosi come Il giustiziere dei Vip, da circa due anni grazie a L’Irriverente, personaggio da lui ideato e suo personale pseudonimo, commenta il mondo della televisione, dei social network e i personaggi che lo popolano, senza alcun timore, con quel pizzico di spietatezza che non guasta mai attraverso le sue rubriche settimanali.

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