Gattaca. In un futuro lontano, le famiglie scelgono come concepire. Figli in vitro, perfetti, nati per essere delle eccellenze e dal profilo genetico modificato per avere un ruolo nella società e per evitare le brutture legate alle malattie delle generazioni passate. Non è il caso di Vincent Freeman (Ethan Hawke) nato dall’amore e dalla passione dei suoi genitori. Il suo DNA imperfetto, lo rende un ‘non valido’ e gli preclude, così, da sempre la possibilità di essere qualcuno. Con un problema congenito cardiaco, il ragazzo è destinato a non superare i trent’anni di vita e, quindi, essendo difettoso, non potrà mai aspirare a fare una carriera brillante se non lavori umili.
Storia diversa per il fratello minore Anthony (Loren Dean), il quale è stato concepito come geneticamente superiore e, quindi, dal futuro brillante. Amato dai genitori, è convinto di essere superiore al fratello che sfida costantemente a gare di nuoto sapendo che sarà sempre lui a vincere.
Un giorno, però, le cose cambiano. Durante l’ennesima gara, Anthony si sente male e rischia di annegare. Salvato da Vincent, si rende conto di non essere così infallibile. Per Vincent, è la prova che anche lui può farcela e che con la determinazione riuscirà a diventare qualcuno. Da qui parte il sogno di entrare a Gattaca, la base spaziale che gli permetterà di diventare un astronauta. Ma Vincent è comunque un imperfetto per la società e non gli sarà facile riuscire ad entrare lì e poter così realizzare il suo sogno. L’incontro con il misterioso Jerome Eugene Morrow (Jude Law) e con la bella e affascinante Irene Cassini (Uma Thurman) cambierà per sempre le sorti del giovane sognatore anticonformista.
Il regista neozelandese Andrew Niccol dirige un’opera unica nel suo genere che richiama i racconti di Philip K. Dick. Lo fa con grazia e senza mai stonature. “Gattaca” rappresenta il mondo della fantascienza: il futuro distopico nel quale le speranze del protagonista, interpretato da Ethan Hawke si fondono e si perdono. Il giovane Vincent vuole andare contro gli schemi imposti alla nascita e lottare per ottenere il meglio dalla vita. Andare nello spazio rappresenta per il giovane uomo il suo lasciapassare verso le stelle, il suo “Stargate”.
Il film a primo impatto potrebbe passare per il solito psicodramma fantascientifico quando, in realtà, ha tutti gli elementi per essere un Cult di prima grandezza. Passati ormai venticinque anni dalla sua uscita, è una perla rara che va ricordato.
Prodotto dall’attore Danny De Vito e con un cast di attori di prima grandezza, come l’anziano Ernest Borgnine e lo scrittore Gore Vidal, il film di Niccol spingerà lo spettatore a porsi serie domande sulla vita, sull’esistenza e sul coraggio. La colonna sonora del film a cura del compositore inglese Michael Nyman vi porterà in un viaggio attraverso le barriere del tempo e dello spazio.
Jude Law in veste di paralitico, ex nuotatore d’eccellenza, è fortemente preparato e molto intenso soprattutto nei dialoghi con Ethan Hawke. Il personaggio algido, glaciale, quasi robotico della Thurman è perfetto e mai fuori parte. Il nome stesso (Irene Cassini) è dedicato all’astronomo Giovanni Domenico Cassini che per primo, nel 1675 scoprì gli anelli del pianeta Saturno e ipotizzò la loro suddivisione. A troneggiare su tutti, ovviamente, Ethan Hawke e la sua brillante interpretazione degna di un Oscar (i soliti errori dell’Academy).
Vivo, sincero, emozionato, mai irriverente e allo stesso tempo coraggioso, rende così credibile il personaggio di Vincent che deve fingere di essere Jerome per lavorare a Gattaca e questo è qualcosa di veramente ammirevole.
Lo scontro con il fratello, ormai adulto che non vede da anni e che lo aveva creduto morto, lascerà gli spettatori con un nodo alla gola che difficilmente riusciranno a togliere.
La porta dell’universo vi aspetta, cosa siete disposti a fare per raggiungere il pianeta Titano e volare in mezzo alle stelle?
Buona visione!
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