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“La casa silenziosa” di H. M. Lynn: una dimora in cui respirare mozza davvero il fiato!

Sto davvero perdendo la testa…o qualcuno mi sta spingendo verso il baratro? – [Estratto dal libri]

Imogen, artista affermata, e suo marito Patrick hanno deciso di cambiare vita. Dopo un momento difficile, comprano una casa di quelle che si trovano solo nei thriller: isolata che di più non si può, completamente da sistemare, con quell’aura cupa capace di far rizzare i peli nella schiena. Un posto dove una persona sana di mente non andrebbe a vivere nemmeno sotto pagamento di denaro, non solo pagando – per l’appunto – lei. Ma vabbè, se i meccanismi fossero questi, i libri thriller non saprebbero proprio dove ambientarli… quindi Dio benedica i protagonisti coraggiosi, quelli che amano i posti tenebrosi che puzzano di bruciato e di segreti. E che rimettono a posto catapecchie piene di crepe e di sibili e di soffitte strane. Ma torniamo a noi: così inizia La casa silenziosa di H. M. Lynn.

Una casa silenziosa che sembra sussurrare più di qualcosa!

Imogen, abbiamo detto, e Patrick fanno quindi il loro ingresso nella loro nuova casa ma sin dall’inizio c’è qualcosa che non quadra. Una vicina di casa che li accoglie in maniera, ehm, poco ortodossa. Fatti strani che accadono. Gente che pare entrare in casa. La cosa buffa, e inquietante, è che il bersaglio di queste rappresaglie sembra essere proprio l’artista. Suo marito, in effetti, pur credendole, non può dire granché: a lui strani inseguimenti, pedinamenti, incidenti e altre cose spaventose non ne sono capitati. Dopo un iniziale momento di paura, però, inizia a pensare che Imogen abbia i nervi a fior di pelle. Sì, perché dopo una FIVET, la donna potrebbe essere incinta. E se fosse l’ansia da ormoni a scatenare tutte queste fobie?

La paura di essere impazzita

Imogen stessa, che ha un passato molto inquieto, si pone questi quesiti: sono io esagerata, che vedo cose che non esistono, o per davvero qualcuno mi vuole far male o spaventare a morte? Non sa, non trova spiegazioni. A tutto ciò si aggiunge il fatto che lei finalmente abbia deciso di lasciarsi il passato alle spalle per rinascere dalle proprie ceneri: bellissimo, no? Sì, in teoria. Perché i suoi quadri e la sua nomea si basano sul tormento delle sue opere. Perdendo il vecchio, caro passato, perde anche il suo pubblico: può essere questo motivo di esaurimento e paranoia?

Bello, ricorda le atmosfere di Freida McFadden. La sensazione è da subito che qualcosa non torni, che la faccenda sia più complicata di come sembri. Si legge con la sensazione amara che stia sfuggendo qualcosa, che non si stia capendo qualche punto. A un certo punto, però, i nodi vengono al pettine. Anche in questo caso, come in altri che hanno una casa come posto primario e fulcro della narrazione, questa non è solo una dimora ma è molto di più: è anima del libro, è teatro di ingiustizie e scheletri, è tormento e tenebra.

Sicuramente non banale, regge fino alla fine. Non troppo lungo, nemmeno veloce: i capitoli brevi permettono di non annoiarsi mai, il ritmo è vivace. Promosso.

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Federica Cabras

Giornalista pubblicista, editor e scrittrice, ha in tasca una laurea in Lettere e un master in Criminologia. Ha pubblicato sette libri, spaziando dall'horror al romance, e lavora nel campo del giornalismo da dieci anni. Tra le sue pubblicazioni, "I segreti di una culla vuota" e "Chi me lo ha fatto fare".

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