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“La colpevole” di B. A. Paris: il thriller che mostra l’ossessione in tutte le sue forme

Le notti insonni generano grandi idee o grandi mostri – Filippo Alosi

Nell Masters è una donna realizzata. Ha una bella relazione con Alex, le piace il suo lavoro e, finalmente, è serena. Se non fosse, be’, per quella fastidiosissima sensazione di essere continuamente osservata. Di essere seguita. Avete presente quale? Quella per cui ci giriamo quando sappiamo che dietro di noi non c’è nessuno. Quella sensazione difficile da spiegare, che ci fa guardare alle nostre spalle anche quando non abbiamo alcun motivo razionale per farlo. C’è qualcosa, nel cervello dell’essere umano, che riesce ad avvisare di un pericolo pur non riuscendo (in parte o del tutto) a capirlo. E se fosse proprio quell’istinto a cercare di dirci qualcosa?

Quando poi compaiono fiori inaspettati e altre cose, Nell ne è certa: qualcuno la segue. E a quel punto la serenità che sembrava aver conquistato comincia a incrinarsi. Perché un conto è avere paura senza sapere perché, un altro è cominciare a trovare piccoli indizi che sembrano confermare i nostri sospetti. E quando non sappiamo chi ci sia dall’altra parte, quando non riusciamo a dare un volto alla minaccia, la mente comincia inevitabilmente a lavorare. Ma siamo sicuri che la verità sia sempre quella che immaginiamo?

E se la colpevole fosse l’ossessione?

Ma c’è una cosa che Nell tiene segreta a tutti. Quattordici anni prima, non si chiamava così. Aveva un altro nome, Elle. Una sera, vide alla finestra una ragazza che saliva su un’auto e si convinse di sapere chi fosse l’autista. Quando poi la ragazza venne trovata morta, la sua divenne ossessione e tentò in tutti i modi di rintracciarlo. Andando a casa sua, cercando di entrare nella sua vita. Ma le cose non ebbero un buon epilogo e dopo la morte di un innocente, a causa di una minaccia di morte ricevuta, Elle diventò Nell.

Ecco, dunque, che il passato assume un peso tutt’altro che secondario. Non si tratta soltanto di un episodio doloroso da archiviare, di una parentesi della vita che si vorrebbe dimenticare per ricominciare da capo. È qualcosa che ha cambiato Elle al punto da costringerla a diventare un’altra persona, almeno nel nome. Ma quanto si può davvero cambiare lasciandosi alle spalle ciò che si è stati? E soprattutto, quanto può costare la convinzione di essere dalla parte della giustizia, quando il desiderio di scoprire la verità finisce per prendere il sopravvento su tutto il resto? L’ossessione, in fondo, ha proprio questo di pericoloso: può nascere anche da un’intenzione che riteniamo buona. Talvolta però rischia di diventare il centro della nostra esistenza.

I fatti del passato possono condizionare il nostro presente

Okay, abbiamo detto che Nell è convinta di essere seguita. Ed è spaventata. Proviamo a pensare al passato, a quello che le è accaduto. Spesso accade che, nonostante gli sforzi che si facciano per tenerlo chiuso a doppia mandata, quel che è stato torni a bussare alla nostra porta. E se fosse così? Ma se si prova a invertire le cose, può anche accadere che fatti del passato condizionino il nostro presente. Quale delle due è la giusta? È una delle domande che accompagnano la lettura: siamo di fronte a qualcosa che sta accadendo davvero oppure è il passato a rendere ogni dettaglio più inquietante? Perché quando abbiamo vissuto qualcosa che ci ha segnato, è difficile guardare al presente con occhi completamente liberi.

Un gesto, una coincidenza, una presenza inattesa possono assumere un significato diverso da quello che avrebbero avuto altrimenti. E il confine tra prudenza e paura, tra intuito e sospetto, può diventare molto sottile. Il lettore si ritrova così a interrogarsi, a cercare collegamenti e a provare a distinguere ciò che è reale da ciò che potrebbe essere frutto di una percezione alterata dagli eventi. E non è forse questo uno degli aspetti più intriganti di un thriller?

Tra scheletri nell’armadio e assenza di serenità

Abbiamo diverse linee temporali. Il passato, dove Elle cerca il colpevole della morte di Bryony. Il presente, con la relazione con Alex. L’incontro con Alex, diverso tempo prima. B. A. Paris è un portento nel tenere incollato il lettore, segreto dopo segreto. Sì, perché tutti ne hanno. E le cose nascoste piacciono così tanto, a noi lettori, perché tutti noi ne abbiamo. Chiunque ha qualche scheletro nell’armadio, alcuni di lucertola altri di balena. La costruzione della storia funziona proprio grazie a questo continuo passaggio tra momenti diversi, che permette di aggiungere un tassello alla volta senza consegnare subito tutte le risposte. Il passato e il presente dialogano, si intrecciano e, pagina dopo pagina, contribuiscono a creare un quadro nel quale anche i dettagli apparentemente meno importanti possono assumere un significato nuovo. E quando pensiamo di aver capito qualcosa, ecco che arriva un altro elemento a rimettere in discussione le nostre convinzioni.

E qui torniamo agli scheletri nell’armadio. È facile giudicare le azioni degli altri quando non conosciamo tutto quello che le ha precedute. Ed è altrettanto facile convincersi di aver capito una persona, salvo poi scoprire che ci mancavano informazioni fondamentali. B. A. Paris gioca proprio con questa curiosità, alimentandola attraverso le diverse linee temporali e i segreti dei personaggi. Noi, quando leggiamo un thriller, vogliamo risposte… possibilmente subito. Ma qui c’è da aspettare.

Un finale che definire lieto è un controsenso: è un thriller, cosa ci si aspetta? Mai banale. Molto bello. Ben scritto, fluido. Tachicardico QB. Da consigliare. Ci sono storie che si concludono lasciando tutto al proprio posto, con una sensazione rassicurante di completezza. E poi ci sono quelle che ci ricordano quanto possano essere complicate le persone, quanto sia difficile separare nettamente le responsabilità e quanto il passato possa continuare a esercitare la propria influenza anche quando pensiamo di averlo superato. La colpevole appartiene a questa seconda categoria.

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Federica Cabras

Giornalista pubblicista, editor e scrittrice, ha in tasca una laurea in Lettere e un master in Criminologia. Ha pubblicato sette libri, spaziando dall'horror al romance, e lavora nel campo del giornalismo da dieci anni. Tra le sue pubblicazioni, "I segreti di una culla vuota" e "Chi me lo ha fatto fare".

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