Attualità

Pagelle e ricorsi: quando i genitori attaccano la scuola e dimenticano di educare i propri figli al fallimento!

Il mese di giugno è tempo di pagelle, di aspettative e delusioni. La nuova riforma sulla valutazione, la Legge n. 150, entrata in vigore il 1° ottobre 2024 insieme all’Ordinanza Ministeriale del 10 gennaio 2025,
segna il passaggio ad un nuovo sistema di valutazione periodica e finale degli apprendimenti nella scuola primaria, con l’obiettivo di rendere la valutazione più chiara e comprensibile per gli studenti e le famiglie. In 5 anni però i ricorsi per le pagelle sono incrementati del 25%. Ma perché questo accade?

Come reagire ad una pagella che non soddisfa le nostre aspettative?

A sottolineare la gravità del problema è stato Narciso Mostarda, neuropsichiatra infantile, direttore generale del 118 e già direttore del San Camillo di Roma, a Il Messaggero:

“Questo fenomeno, che è in aumento già da diversi anni, avviene perché è fallito ormai il patto educativo tra le generazioni. Prima un insegnante era visto come una figura di riferimento in continuità con la famiglia. Ora il suo ruolo è messo in discussione, così come quello della scuola. Ma il problema non sono gli adolescenti: sono gli adulti che non riescono a svolgere il loro ruolo educativo. Quelli che si possono definire ‘adultescenti’ – queste le sue parole – Parliamo di uomini e donne rimasti adolescenti – prosegue – e che a loro volta non aiutano i loro figli a diventare maturi. Anzi, si continua a scaricare sui giovani le responsabilità di errori commessi dalle generazioni precedenti”.

Fanno ricorso quindi perché depositano sui figli aspettative molto alte che non lasciano spazio ai fallimenti. Quando un figlio non ottiene il massimo dei voti, la colpa ricade sull’operato degli insegnanti. Il
genitore vuole far parte della vita scolastica del figlio ma non se ne assume la responsabilità. Se manca un quaderno? Ci pensa la maestra. L’alunno dice le parolacce? Le ha sentite in classe. Non ha studiato per l’interrogazione? Aveva la partita di calcio, la gara di ginnastica o il torneo di nuoto. É evidente che manca quell’imprescindibile patto di collaborazione tra famiglia e scuola.

Come mai è venuta a mancare questa fiducia nella scuola e negli insegnanti?

Talvolta i genitori, di fronte ad un fallimento scolastico del proprio figlio, si sentono sbagliati, pensano di non saper educare i propri figli. Provano un forte senso di colpa perché pensano di star fallendo come genitori e temono che il figlio possa essere giudicato in modo ingiusto in base alle sue potenzialità. Mentre gli insegnanti vivono costantemente la paura di essere giudicati e attaccati e ciò li porta a mettersi in una posizione di difesa nei confronti dei genitori; genitori che, non rispettando il ruolo degli insegnanti, rischiano di dare un cattivo esempio ai propri figli, i quali si comporteranno in egual modo quando saranno in classe.

Quali saranno le conseguenze di questi comportamenti? Alla luce dei dati odierni sui ricorsi che aumentano ogni anno ci si deve interrogare se questi genitori, sostenitori dei figli anche negli errori, stiano davvero facendo il loro ruolo educativo nel migliore dei modi. Se non abituiamo i ragazzi al fallimento, alla frustrazione, ad un compito andato male ostacoleremo la loro crescita emotiva e personale.

Se ogni volta che cadranno il genitore si farà portavoce della loro causa e spalancherà le porte di un’aula di un tribunale sarà fallito, invece, il tentativo, maldestro e disfunzionale, di recuperare le mancanze dei genitori che cercano di colmare i loro sensi di colpa. Sensi di colpa per il minor tempo di ‘’qualità’ dedicato ai figli, come un viaggio, un film, una passeggiata, una lettura serale, una coccola in più, poiché spesso oberati da impegni professionali, o smarriti dietro un video tik tok.ù

Il punto cruciale è quello dell’incontro di base fra genitori e insegnanti, forma concreta dell’incontro fra Scuola e Società: se questo incontro fallisce, la struttura non vive – Gianni Rodari, “A scuola di fantasia”

Per rimanere aggiornato sulle ultime opinioni, seguici su: il nostro sito, Instagram, Facebook e LinkedIn

Monica Raeli

Nata a Noto, paesino della Sicilia Orientale, dove ogni giorno sapeva di sole, mare e granita alle mandorle. Si trasferisce a Milano nel 2005 per diventare pendolare, precaria e vivere quotidianamente di corsa. Insegna da 20 anni, nell’hinterland milanese, con passione, dedizione e spirito di sacrificio. Ama cucinare sorseggiando un buon bicchiere di vino, legge per rilassarsi e adora guardare tutti i tipi di film, ad eccezione degli horror. Quando può, viaggia alla scoperta di nuovi tramonti anche se non le piace prendere l’aereo. Fotografa ogni cosa, anche quelle che possono sembrare banali per poi chiedersi come mai la memoria del suo telefono sia sempre piena!

Recent Posts

Maria Callas e Onassis: quando essere amata non significa essere scelta

Ci sono donne alle quali sembra impossibile poter preferire qualcun'altra. Quelle che entrano in una…

13 ore ago

Caso Campitiello, Cirielli replica: «Nessuna nomina al cognato»

La nomina, secondo la ricostruzione fornita dal viceministro Edmondo Cirielli, nomina non sarebbe mai stata.…

14 ore ago

«Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta», ma siamo sicuri che sia davvero così?!

Quante volte abbiamo intonato il primo verso dell'Inno di Mameli, «Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta»,…

16 ore ago

Oroscopo Etico settimanale: le previsioni zodiacali dal 12 al 18 ottobre 2026

Ottobre prosegue e l’Oroscopo Etico di questa settimana riparte da una domanda lasciata aperta nei…

20 ore ago

“La colpevole” di B. A. Paris: il thriller che mostra l’ossessione in tutte le sue forme

Le notti insonni generano grandi idee o grandi mostri - Filippo Alosi Nell Masters è una donna realizzata.…

2 giorni ago

Rimpatri, l’UE cambia passo: la linea di Meloni entra nelle nuove regole della comunità

Il Consiglio dell’Unione europea ha approvato lo scorso 1° ottobre le nuove regole sul rimpatrio…

3 giorni ago