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Raw Ring, un anello per scovarli tutti? Quando l’amore si misura a suon di battiti e temperatura

Un Anello per domarli, un Anello per trovarli, un Anello per ghermirli e nell’oscurità incatenarli

Sono queste le parole con cui Gandalf, il Grigio Pellegrino più famoso del grande schermo, nel riprendere parte della celebre poesia dell’Unico Anello scritta da J. R. R. Tolkien, autore di una delle cosmogonie fantasy per antonomasia dell’età contemporanea, descrive le abilità di un piccolo ma tremendamente potente oggetto. Qualità certamente soprannaturali, che difficilmente si potrebbero riprodurre in natura. Non a caso, sono il frutto del genio creativo di uno degli scrittori più intriganti del XX secolo, ma siamo davvero così sicuri che un accessorio di tale portata non possa esistere nella realtà immanente?

La risposta più ovvia alla nostra domanda sarebbe un “sì”, eppure, strano ma vero, c’è qualcuno che presto potrebbe essere in grado di farci ricredere!

L’ambiziosa progettazione del Raw Ring

Avete mai sentito parlare del Raw Ring? Qualora non aveste ancora avuto il piacere di imbattervi in esso, vi anticipiamo che si tratta di un progetto tanto ambizioso quanto fantascientifico che potrebbe vedere la luce nel 2026. Ma, nello specifico, in che cosa consiste? Che ci crediate oppure no, stiamo parlando di un anello ideato per “capire” se il nostro partner ci sta tradendo. Sì, avete letto bene, non vi trovate dinanzi all’inedita trama dell’ennesima serie distopica. Al contrario, abbiamo a che fare con il concept reale di un wearable ideato dai creatori dell’app di dating RAW, in collaborazione con Queens Tech, che Mithrandir descriverebbe solennemente come “un anello per scovarli tutti“!

Citazioni epiche a parte, la promessa è senza ombra di dubbio intrigante, ma presenta svariate controversie. Stando alle prime indiscrezioni a riguardo, tale il funzionamento di siffatto anello si baserebbe sul rilevamento di variazioni biometriche (battito cardiaco, temperatura cutanea, movimento e persino tono della voce) che, tramite algoritmi di intelligenza artificiale, mirerebbe a segnalare “variazioni emozionali significative”. E fin qui, nulla di eccessivamente assurdo se non fosse che tali indici potrebbero, o meglio dovrebbero, rappresentare i segnali spia di atti o atteggiamenti strettamente correlati o identificabili con l’infedeltà. Il che, lasciatecelo dire, sa già di utopico o eccessivamente fantasioso!

Le problematiche

A tal proposito, gli esperti parlano di falsi positivi: lo stress, una corsa per prendere il bus o un raffreddore possono alterare i parametri tanto quanto un incontro clandestino. Inoltre, i rischi per privacy e consenso sono enormi: se la relazione ha bisogno di un sensore per funzionare, forse il problema non è tecnico, ma umano. Molti temono che un simile oggetto possa alimentare rapporti tossici e dinamiche di controllo, trasformando la vita di coppia in un flusso di dati da interpretare anziché un dialogo da coltivare. Altri, più incuriositi che preoccupati, vedono nel RAW Ring un gadget da “provare” per divertimento, senza prenderlo troppo sul serio.

Non sarebbe comunque la prima volta che la tecnologia entra in scena nei sospetti di infedeltà. Negli ultimi anni, infatti, videocamere domestiche, bilance smart e app di monitoraggio hanno inconsapevolmente fornito “indizi” che hanno acceso drammi sentimentali, spesso con il dubbio che i fatti reali coincidessero davvero con le conclusioni tratte.

Alla fine, dunque, la domanda resta: vogliamo davvero che la fedeltà diventi una questione di sensori e algoritmi? Forse il RAW Ring, più che smascherare tradimenti, finirà per misurare il livello di fiducia che siamo disposti a delegare a un oggetto piuttosto che alla persona che abbiamo di fronte. Ed è lì che, più che nella variazione del battito, si gioca il vero cuore della questione!

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La Redazione

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