Red Lights. Margaret Matheson (Sigourney Weaver) lavora come docente di psicologia in una università americana. Da sempre interessata al mondo della parapsicologia, ha dedicato gli ultimi trent’anni a girare vari Paesi investigando e soprattutto smascherando sedicenti medium e truffatori pronti ad estorcere denaro a vittime ignare, persone malate e bisognose di un reale supporto medico. Ad aiutarla come assistente vi è Tom Buckley (Cillian Murphy), giovane aitante e tenebroso dagli occhi azzurri e penetranti che la segue ovunque vada e le fornisce la sua assistenza tecnica sebbene sia laureato in Fisica.
Dopo aver smascherato l’ennesimo finto mentalista, l’argentino Leonardo Palladino (Leonardo Sbaraglia), emerge la notizia che Simon Silver (Robert De Niro), uomo non vedente dalle grandi capacità medianiche, ha intenzione di tornare sulle scene dopo anni e soprattutto dopo la morte accidentale (?) di un giornalista che era sul procinto di scrivere un libro-verità contro di lui. Entra nel gruppo di ricerca la studentessa universitaria Sally Owen (Elizabeth Olsen), dal grande intuito e molto attenta ai dettagli nonché alle famose ‘luci rosse’ (del titolo) che rappresentano le stonature, ossia quei particolari che permettono di identificare i finti maghi.
La Matheson non ha intenzione di rivivere lo stesso scontro che aveva avuto in passato con Silver e cerca di convincere Tom a non iniziare né proseguire indagini sull’uomo. Iniziano, però, ad accadere una serie di fenomeni inspiegabili che andranno a condizionare radicalmente le vite dei personaggi.
Red Lights è un film unico, girato con maestria dal regista spagnolo Rodrigo Cortés che per l’occasione ne ha curato anche la sceneggiatura e il montaggio. La bravura del regista si rivela sin da subito incalzante nonostante il film non abbia ricevuto il meritato plauso del pubblico e della critica statunitense. Interamente girato a Barcellona (sebbene sia ambientato negli Stati Uniti), il film di Cortés del 2012 si regge sull’ottima interpretazione dei personaggi principali. La Weaver è una veterana del cinema e la sua interpretazione non va mai sopra le righe. La sensibilità che dimostra l’attrice nel mostrare la fragilità del suo personaggio quando si rivolge al figlio da anni in coma non ha rivali e la messinscena è quantomeno perfetta. Cillian Murphy, invece, è sempre una scoperta, l’attore irlandese dallo sguardo magnetico è camaleontico e la sua recitazione è sempre ben calibrata e decisa.
A fare da antagonista il sempreverde Robert De Niro, spalleggiato da Joely Richardson nel ruolo della sua manager Monica Hansen. Insomma, una pellicola che, al di là della tematica all’apparenza frivola e di poco conto, tocca in realtà corde molto più profonde. Quanto può spingersi una persona per poter arrivare alla verità? Le cose sono sempre come sembrano? A voi l’onore e la possibilità di scoprirlo.
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