Venerdì 4 aprile è uscito su tutte le piattaforme il nuovo disco di Luigi Friotto, Dedalo, con Rosmarì e il suo video a fare da biglietto da visita con immagini che raccontano, con semplicità, importanti riflessioni del cantautore che, con uno stile inconfondibile, libero da condizionamenti, esprime la propria creatività con garbo ed un’eleganza fuori dal tempo.
Un viaggio tra personaggi che appartengono alla quotidianità, vicini di casa, gente comune, vecchi e bambini, ciascuno con la sua individuale dolcezza, per riflettere sulla necessità di fare spazio dentro di noi, lasciando andare quello che non è davvero necessario. In un mondo che spinge al possesso compulsivo, a trattenere anche il superfluo, che siano cose o sentimenti, con un atto ancora una volta rivoluzionario, in Rosmarì Luigi Friotto ci invita a “lasciar andare”:
“È il tempo di lasciar andare le cose, le persone, i privilegi, i rancori. Di non aggrapparci più a quella che crediamo la nostra salvezza, al piatto pieno, alla luna dentro il pozzo, alle mani che chiamiamo in aiuto, spesso invano. È ora il tempo di non passare più sulla strada che ci riporta alla partenza. Di non legare il nostro destino a ciò che è fuori dalla porta e non ci appartiene. È finalmente il tempo di baciare chi ci ha fatto male, e lo ha fatto per bene, forse solo per farsi perdonare senza rimorsi o, in fondo, per donarci un’occasione di pietà”.
Luigi è un viaggiatore curioso e attento che scruta, con occhi sinceri e scevri da pregiudizi, l’animo umano con tutte le sue sfumature e la sua caducità che prendono forma nel suo nuovo lavoro. Dedalo è il labirinto che apre e chiude le porte dell’animo umano senza la pretesa di trascinarlo fuori. Il corridoio verso l’uscita esiste ma è solo la via finale da percorrere: prima della salvezza, per chi vorrà trovarla, ci sono innumerevoli stanze in cui far luce:
“Un lavoro tanto nuovo quanto antico, una culla di canzoni che sono nate, cresciute e rinate con gli anni per somigliare ancora di più a sé stesse. È la fine di una corsa durata a lungo, con le mie canzoni, conservate in un caveau, che diventano la rincorsa per tutto quello che mi sento ancora di raccontare da qui al futuro”.
Dedalo contiene, oltre a Rosmarì, Babele che ha anticipato l’album e Preghiera dell’alto mare, Io sono tua madre, Mirecah, Canto di passaggio (Kthehesh), Tutte le stelle dell’altro polo e Zeno. “Ho deciso di pubblicare Dedalo il 4 aprile chiamato, dalla leggenda popolare, “Quattro brillanti”. Gli antichi confidavano nella pioggia dei primi giorni del mese perché, secondo il detto, avrebbe poi piovuto per i successivi quaranta. Questo per loro era auspicio di una buona annata: siano così per me i brillanti auspicio di musica sempre fertile”. Luigi Friotto
DEDALO: testi e musica di Luigi Friotto, prodotto in collaborazione con Lucio Piccirilli per l’etichetta SUMMA Le produzioni musicali. Il montaggio e la regia del videoclip sono di Alessio Pancella.
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