È iniziata in questi giorni l’attività dei RIS, disposta dal GUP di Pavia, Daniela Garlaschelli, con l’obiettivo di recuperare tutti i reperti risalenti alle prime indagini sul tristemente noto Delitto di Garlasco. Si procederà all’analisi dei materiali con tecnologie all’avanguardia, al fine di non lasciare nulla d’intentato. Si tratterà di un lavoro di massima precisione, ma anche estremamente complesso, per via della distruzione di alcuni reperti nel 2022, come ad esempio il pigiama che Chiara indossava quella mattina. Questo capo di abbigliamento avrebbe potuto rivelarsi fondamentale, poiché presumibilmente conteneva tracce di DNA, forse anche dell’assassino.
La giustizia non è vendetta. È la paziente ricerca della verità — Piercamillo Davigo, magistrato italiano
Saranno analizzati vari reperti rinvenuti sia in bagno che in cucina, oltre all’impronta numero 10, trovata sulla porta d’ingresso della villetta, e a campioni biologici prelevati durante l’autopsia nelle prime fasi delle indagini dell’agosto 2007, coordinate dal comandante Luciano Garofano. Quest’ultimo, oggi consulente della difesa di Andrea Sempio, ha sempre sostenuto che le indagini rispettarono i protocolli, compatibilmente con le tecnologie scientifiche disponibili all’epoca.
Tuttavia, alcuni opinionisti e giornalisti lo accusano di scarsa professionalità, affermando, ad esempio, che non ci fu un adeguato isolamento della scena del crimine e che ciò avrebbe causato una contaminazione da parte di tracce estranee, complicando l’identificazione del vero colpevole.
Questa fase preliminare all’incidente probatorio rappresenta un riesame completo dei reperti con tecniche di laboratorio aggiornate e decisamente più avanzate. Particolare attenzione avranno i reperti trascurati nelle indagini iniziali, come l’impronta palmare trovata sul muro della scala che porta alla taverna — il luogo in cui fu rinvenuto il corpo di Chiara. Secondo alcuni consulenti, tale impronta apparterrebbe a Sempio, mentre per altri mancherebbero i requisiti tecnici necessari per attribuirgliela con certezza.
È evidente che questa nuova indagine si giochi in gran parte sulle analisi e sulle perizie fornite dai consulenti delle due parti: quella di Andrea Sempio e quella di Alberto Stasi. Al momento, Andrea Sempio è l’unico iscritto nel registro degli indagati.
In questa fase, ci sarà un secondo e nuovo ascolto di tutte le persone che, all’epoca, facevano parte della cerchia di amicizie e conoscenze di Chiara. Ogni risultato verrà rivisto con estrema cautela, per evitare di commettere errori simili a quelli del passato, quando l’accusa ricadde su Alberto Stasi. È fondamentale ricordare che una persona può essere condannata solo oltre ogni ragionevole dubbio: un principio giuridico cardine, secondo cui la colpevolezza dell’imputato deve essere dimostrata in modo inequivocabile, escludendo ogni altra spiegazione plausibile dei fatti.
In ambito penale, questo principio è direttamente collegato alla presunzione d’innocenza, secondo cui ogni persona è considerata innocente fino a quando la sua colpevolezza non è dimostrata.
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