Oltre Il Tempo: Storie di Grandi Vite

Freddie Mercury: il ritratto umano e intimo di un mito

È facile ricordare Freddie Mercury come un monumento della cultura pop, una figura che sembra appartenere più alla leggenda che alla biografia. Ma ogni mito, se lo guardi da vicino, perde i contorni dorati e rivela l’uomo. E l’uomo, nel caso di Freddie, era un intreccio bellissimo e doloroso di fragilità, desideri, timidezze e bisogno d’amore.

Dietro il mito c’era un ragazzo che cercava disperatamente un modo per sentirsi abbastanza: abbastanza libero, abbastanza amato, abbastanza vivo.

Gli eccessi di Freddie Mercury: un modo per essere voluto

Freddie amava gli eccessi, sì. Ma non per la sfrontatezza di una rockstar che vuole bruciare tutto.
Li amava perché gli riempivano i vuoti. Dietro le feste sfrenate e le notti di alcool c’era un uomo che aveva paura del silenzio, c’era un ragazzo che temeva di non essere mai abbastanza né per gli altri, né per sé stesso. Ecco il punto: Freddie non voleva essere adorato, voleva essere voluto.

Perché dietro lo scintillio, Freddie era fragile. E quella fragilità, invece di annientarlo, lo trasformava in qualcosa di veramente umano, in qualcosa che era ben distante dal mito che gradualmente cresceva.

Mary Austin: l’amore che arrivò quando la festa finì

Credit: web

Ed è in questo spazio di fragilità, e non certo un un momento di eccesso, che la figura di Mary Austin prende tutta la sua importanza. Non è un dettaglio che Mary entrò subito in contatto con l’uomo e non con la rockstar. Mary fu l’unico vero amore della sua vita non perché lo salvò, ma perché lo vide. Lo vide davvero. Questa differenza la fece diventare il centro gravitazionale della sua vita.

Freddie arrivò a lei proprio nel momento in cui capì che nessuna festa, nessuna notte, nessuna follia poteva salvarlo da sé stesso. Mary non riempì i vuoti: li ascoltò. Non gli promise stabilità: gli diede casa.
Per anni fu il suo amore assoluto. E quando lui trovò il coraggio di dirle che amava anche gli uomini, Mary non scappò: si trasformò da fidanzata a famiglia.

Jim Hutton: l’amore che scelse il silenzio

Poi arrivò Jim Hutton, l’uomo che gli regalò la normalità che Freddie non aveva mai osato chiedere.
Non voleva il mito. Non voleva una star. Voleva Freddie, quello che camminava scalzo, quello che rideva piano, quello che aveva bisogno di tranquillità. Negli ultimi anni della sua vita, Jim fu presenza, cura, quotidianità: la cosa più strana e rara che potesse capitare a un uomo che aveva sempre vissuto tra rumore e luci artificiali.

La scelta dignitosa del silenzio sulla malattia

Quando l’AIDS iniziò a consumarlo, Freddie decise di non trasformare la malattia in spettacolo perché non voleva compassione, voleva solo la sua famiglia, senza sbandierare tragedie. Annunciò al mondo la diagnosi solo due giorni prima della sua morte. Il 24 novembre 1991, esattamente 34 anni fa, circondato da Mary, da Jim e da pochissimi amici veri, si spense nella sua casa di Garden Lodge.

Niente clamore, solo silenzio.

Un solido ma fragile mito

Freddie Mercury è diventato un solido mito, sì. Ma il rischio, quando amiamo troppo un mito, è dimenticare ciò che lo ha reso grande: la sua fragilità. Perché se non ricordiamo l’uomo, allora cosa celebriamo davvero? Una statua? Un poster? la sua musica?

Freddie Mercury non era perfetto, era vulnerabile, contraddittorio, disordinato, e molto, molto umano. E allora a 34 anni dalla sua morte, non accontentiamoci di celebrare il mito impeccabile, ma guardiamo l’essere umano che tremava dietro quel mito. Lui ne sarebbe felice.

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Monica Landro

Studi classici, una laurea in Lettere e Filosofia, e un tesserino dell’Ordine dei Giornalisti. Questo è il CV in estrema sintesi. Ma quello che veramente la descrive è l’amore per la musica, per i libri, il teatro e i viaggi. Ama cucinare le torte e prendersi cura delle sue piante. Odia i calcoli matematici, le percentuali e i problemi di geometria. Ama stare in mezzo alla gente ma ama ancora di più stare con se stessa. Ama la Sicilia, i suoi colori, sapori e tramonti. Ogni volta che la vita le sembra difficile, cerca di raggiungere uno scoglio, si siede e ne parla con il mare.

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