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Intelligenza Artificiale, il nuovo disegno di legge: un banale ma potente esercizio di pensiero critico e riscoperta del senso di realtà

A cura di Fabrizio Ranzani

Data astrale 3468.1, corrispondente sul calendario terrestre al 19/09/2025. Vado ad informarmi sulla nuova legge decretata dai Sapiens sul sub-mondo urbano (Data: 17/09/2025, Territorio: Italia) – l’ambiente artificiale dove allevano la sottospecie Homo Urbano – relativa alla tecnologia che definiscono Intelligenza Artificiale. Questa legge si rifà a un regolamento già decretato in precedenza a livello dell’intero continente europeo. In tale documento all’Art. 3 Definizioni, Par. 1, leggo:

“«Sistema di IA»: un sistema automatizzato progettato per funzionare con livelli di autonomia variabili e che può presentare adattabilità dopo la diffusione e che, per obiettivi espliciti o impliciti, deduce dall’input che riceve come generare output quali previsioni, contenuti, raccomandazioni o decisioni che possono influenzare ambienti fisici o virtuali“.

Ma cos’è l’Intelligenza Artificiale?

La definizione mi risulta poco chiara e estremamente generica. Allora, prendo un’implementazione online di questo strumento IA, chiamata ChatGPT, e gli chiedo la definizione di Intelligenza Artificiale. Ottengo questa risposta:

“L’IA è la simulazione dei processi intellettivi umani da parte di macchine, in particolare sistemi informatici. Comprende tecniche come l’apprendimento automatico (machine learning), l’elaborazione del linguaggio naturale e la visione artificiale“.

Il sistema mi sciorina anche quanto segue:

“L’Intelligenza Artificiale (IA) è il ramo dell’informatica che sviluppa sistemi e algoritmi in grado di eseguire compiti che richiederebbero l’intelligenza umana. Questi compiti possono includere la percezione (come il riconoscimento di immagini o suoni), la comprensione del linguaggio naturale, la presa di decisioni, l’apprendimento e l’adattamento a nuove situazioni“.

In altre parole, l’IA mira a creare macchine che possano “pensare”, “apprendere” e “agire” in modo autonomo, risolvendo problemi complessi e migliorando continuamente le proprie prestazioni attraverso l’esperienza.

Il miglioramento della capacità umana di risolvere i problemi dovrebbe essere l’obiettivo principale di ogni strumento – Douglas Engelbart

Diversi tipi di IA

Con l’acronimo “IA” ci si riferisce pertanto alla capacità di una macchina o di un sistema informatico di eseguire compiti che normalmente richiedono l’intelligenza umana, come il riconoscimento del linguaggio, la comprensione di immagini, il ragionamento logico, l’apprendimento e la decisione. In pratica, l’IA cerca di imitare la capacità di pensiero, apprendimento e adattamento che possiedono gli esseri umani (appartenenti alla sottospecie Homo Urbano e non dei Sapiens, aggiungo io) attraverso macchine e computer. Ci sono diversi tipi di IA, tra cui:

IA debole (o ristretta): Specializzata in un compito specifico, come i chatbots o i sistemi di raccomandazione (ad esempio, su Netflix o Amazon).
IA forte (o generale): Un tipo di IA che sarebbe in grado di svolgere qualsiasi compito intellettuale che un essere umano possa fare, ma questo tipo di IA è ancora teorico e non esiste nella pratica.

Un esempio quotidiano

Un esempio quotidiano di IA potrebbe essere il riconoscimento vocale nei telefoni o nei dispositivi come Siri e Google Assistant, che utilizzano algoritmi per “capire” e rispondere alle richieste degli utenti.

E’ una definizione assai più chiara e integrata da molte informazioni utili a comprendere il contesto e anche a dedurre eventuali benefici e conseguenze dell’uso di questa tecnologia rispetto al semplice “per obiettivi espliciti o impliciti”.

Da un lato, come redattore di documentazione tecnica, rimango sorpreso dal fatto che gli autori del regolamento UE non si siano affidati alla stessa IA per formularne una definizione  dignitosa, comparando quella fornita da chatgpt con quella del regolamento UE, la situazione è equivalente a quella di una scala reale contro una doppia coppia.

Da un altro lato, rimango basito come informatico, a fine anni ’80, a 14 anni studiavo gli algoritmi di simulazione dell’apprendimento umano che hanno iniziato a svilupparsi dai primi anni ’50, ’60. Macchine di Turing, Perceptron, backpropagation, apprendimento rafforzato, una sorta di machine learning.

Come la sviluppano le varie nazioni

Nel 2021, in Australia una startup di Melbourne ha lanciato e successivamente messo in commercio il CL1, il primo computer bilogico realizzato con cellule neurali umane. In Europa e USA si sperperano “fraccate” di miliardi in energia elettrica e in investimenti per le big tech nello sviluppo di CPU al silicio e meri algoritmi di settant’anni fa – con tutti i danni ambientali e socio economici derivanti – per simulare qualcosa, le reti neurali biologiche, quando con appena 35.000,00 dollari si può comprarne una e utilizzarla direttamente a casa o addirittura affittarla su servizi Cloud?  

Dovrebbe risultare evidente che c’è qualcosa al di là, che è occultato, e che si viene indotti in massa inconsciamente, in vari modi, ad ignorare, a lasciar passare inosservato sotto i nostri occhi.

La Sindrome Dis-logica ci ha paralizzato la mente?

Ma per ultimo, come esperto di logica, neuroscienze e psicologia, quello che davvero mi lascia impressionato è come nel 2025, in piena epoca di connessione globale fra gli Homini Urbani e totale disponibilità di informazioni scientifiche online, la Sindrome Dis-logica ci abbia del tutto paralizzato, letteralmente interdetto, la mente dell’intera sottospecie Homo Urbano. I bias cognitivi indotti su di loro dai Sapiens, hanno raggiunto un livello di diffusione ed efficacia tale, da riuscire a eradicare sino all’ultimo engramma cerebrale capace di inferire.

Data astrale 3468.1, riprendo il mio viaggio nella fantasia affinché la solitudine universale, la frustrazione e le precarie condizioni esistenziali di questo sub mondo urbano dove mi sono ritrovato, per chissà quale ignoto destino, a vivere, non possano affettare le mie facoltà mentali ancora degne di un Sapiens.

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La Redazione

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