Le Nostre Rubriche

Mamba (1988): quando l’omicida è un serpente primordiale

Mamba: Los Angeles, anni Ottanta. La scultrice Eva (Trudie Styler) ha chiuso una relazione turbolenta e malsana con il suo ex Gene (Gregg Henry), un esperto di informatica. L’uomo non accetta la fine del rapporto e dapprima inizia a spiarla e poi, introdotto nell’abitazione della donna con la scusa di un chiarimento e/o riavvicinamento, nasconde, non visto, un orribile serpente della specie mamba (Dendroaspis polylepis) al fine di ucciderla.

Eva vive in una specie di bunker con tre tartarughe di terra (Tom, Jerry e Minnie) a farle compagnia e, una volta chiusa in casa dall’ex, le è praticamente impossibile uscire. Riuscirà a trovare un modo per scappare da quella trappola mortale prima che l’astuto e velenosissimo rettile riesca a raggiungerla?

Credit: web

“Mamba” è un thriller che bisogna saper apprezzare

Il regista e produttore italiano Mario Orfini (“Porci con le ali”, 1977) si avvale della giornalista e sceneggiatrice piemontese Lidia Ravera per dirigere un thriller mozzafiato dimenticato nel tempo. “Mamba” non è il classico film thriller con l’omicida con i guanti e con il coltello pronto a mietere vittime innocenti. Anzi, è il serpente primordiale del Paradiso Terrestre che con le sue spire vuole avvolgere la protagonista con un morso letale. Controllato grazie all’uso di un microchip impiantato e dopato tanto abbastanza da accrescere la sua violenza, l’animale viene furtivamente introdotto nella casa-prigione di Eva che per buona parte del film non si accorge della sua presenza.

Trudie Styler, moglie del cantante e attore Sting, si rivela una protagonista d’acciaio. Sebbene all’inizio la pellicola di Orfini faccia un po’ fatica a decollare, è proprio grazie alla credibile interpretazione della Styler che la messinscena diviene reale e perfettamente diabolica.

Il film di Orfini fu girato tra Los Angeles, gli Studi di Cinecittà e il deserto del Mojave, anche se le riprese principali sembrano svolgersi tutte nella bizzarra e peculiare abitazione della protagonista. Una casa-bunker come già detto dalla quale la donna non potrà più uscire.

Interessante è anche il rapporto d’amore malato tra i due personaggi principali che si attraggono e si respingono costantemente fino alla decisione finale, folle dell’uomo, di vendicarsi dell’abbandono arrivando a livelli estremi e insensati.

Credit: web

Una perla d’autore

Poco apprezzato all’estero ma valutato positivamente dalla critica italiana dell’epoca, Mamba è un piccolo gioiello in uno stagno di tante mediocrità di fine anni Ottanta che merita di essere rivisto, ricordato e apprezzato.

Con le musiche agghiaccianti del multi-premiato agli Oscar, Giorgio Moroder, il film di Mario Orfini vi darà del filo da torcere alternando il punto di vista della Styler con quello del serpentello ripreso sempre dal basso. Gli occhi dello spettatore diventeranno, quindi, quelli del serpente e dell’ex compagno della protagonista che spia le sue mosse attraverso un tipico schermo di quegli anni facendolo sembrare un grande videogame a tempo.

Distribuito all’estero con il titolo altrettanto bizzarro “Fair Game”, non deluderà le aspettative degli appassionati di questo genere e delle nuove generazioni che apprezzeranno lo stile tagliente del film.

Buona visione e attenti al Mamba!

Per rimanere aggiornato sulle ultime opinioni, seguici su: il nostro sitoInstagramFacebook e LinkedIn

Filippo Kulberg Taub

Studioso e appassionato di cinema internazionale. Ha dedicato i suoi studi alle grandi figure femminili del cinema del passato specializzandosi alla Sapienza di Roma nel 2007 e nel 2010 su Bette Davis e Joan Crawford. Nel 2016 ha completato un dottorato di ricerca in Beni culturali e territorio presso l’Università di Roma, Tor Vergata con una tesi sull’attrice israeliana Gila Almagor. Ha scritto diversi saggi e articoli di cinema e pubblicato l’autobiografia inedita in Italia di Bette Davis, Lo schermo della solitudine (Lithos). Oggi insegna Lettere alle nuove generazioni cercando sempre di infondere loro fiducia e soprattutto amore per la storia del cinema.

Recent Posts

Dolly Parton muore a 80 anni, da “9 to 5” ad una vita sempre in scena: “We will always love you, Dolly!”

Si è spenta oggi, all'età di 80 anni, la regina della musica country Dolly Parton.…

9 ore ago

Gianfranco Paglia, il valore della divisa non si toglie mai: le opinioni passano, ma la storia resta

Le polemiche che hanno investito il tenente colonnello Gianfranco Paglia dopo le sue parole sul…

22 ore ago

World Humanoid Games, gli automi battono Bolt: e se fossimo già dentro “Io, Robot 2.0”?

La scorsa settimana ci siamo concentrati su quella meravigliosa e assurda abitudine tipicamente moderna di…

22 ore ago

“Perché capitano sempre a me?”, la domanda che ci tiene prigionieri delle relazioni tossiche

Perché incontro sempre persone incapaci di amarmi davvero? Perché all’inizio sembrano meravigliose e poi si…

1 giorno ago

Sotto il Tevere, una nuova mappa svela il patrimonio archeologico sommerso di Roma

Una Roma che conosciamo poco, nascosta sotto la superficie del Tevere eppure strettamente legata alla…

2 giorni ago

Il Vesuvio, duemila anni dopo, continua a cambiare la storia di Pompei ed Ercolano

Si elevava una nube, ma chi guardava da lontano non riusciva a precisare da quale…

2 giorni ago