Con guerre sparse nel mondo, la fame che grida ai popoli dell’opulenza e un’interminabile lista di persone che hanno perso la vita all’interno delle proprie mura domestiche, noi, perlomeno in Italia, stiamo ancora parlando di “famiglia tradizionale” composta da uomo e donna. Che sia in televisione o nelle aule di Parlamento, la questione attira molta più attenzione di quel che dovrebbe, visto che, in fin dei conti, la vera e unica famiglia è soltanto quella dove c’è amore. Un aspetto, quest’ultimo, in merito al quale, forse, Mario Adinolfi, ex parlamentare e attuale naufrago dell’Isola dei Famosi, dovrebbe imparare più di qualcosa.
È indiscutibile che i generi sessuali siano due: maschile e femminile. Le identità, invece, contrariamente a a quello che a molti piace pensare, si sviluppano nel corso del processo di maturità. Il dogma “famiglia” ha raggiunto, in questa epoca di evoluzione culturale e sociale, un livello di intoccabilità tale da non permette di poter esprimere una propria visione perché si corre il rischio di essere aggrediti, sia letteralmente che figurativamente.
Sui social, ad esempio, sarà capitato un po’ a chiunque di ritrovarsi ad osservare foto ritraenti due uomini o due donne che si baciano. Lo scandalo, però, sta nei commenti. C’è chi addirittura prende in prestito frasi, edulcorandole, direttamente dalle sacre scritture. Il vocabolo “pervertito”, per citarne uno, è quello più gentile, perché, purtroppo, c’è un vero e proprio accanimento verso chi non ha paura (e non PUO’ E NON DEVE averne, sia chiaro!) di nascondere l’amore. Insomma, basandoci su chi e cosa ci circonda al giorno d’oggi, due uomini o due donne non potrebbero amarsi indistintamente, perché l’amore è diventato una sorta di disturbo per queste anime afflitte.
In questi giorni hanno fatto discutere le accese polemiche di Adinolfi, che ha sempre un dardo da lanciare verso la “diversità”. Tale comportamento non è evangelico, anzi è l’antitesi di quelle frasi che a lui e a quelli come lui stanno tanto a cuore: “Amatevi gli uni gli altri” e “Ama il prossimo tuo come te stesso“. Quanta gente deve ancora soffrire e nascondersi, anziché vivere liberamente il proprio amore? Quanti ragazzi e ragazze devono essere ancora bullizzati e picchiati perché considerati anormali? E poi, quante lacrime silenziose devono essere ancora versate? A quanti suicidi dobbiamo ancora assistere?
La famiglia, lo ribadisco, è dove abitano l’amore e la cura reciproca! Qualche anno fa, un ragazzino delle scuole medie, con una situazione di forte disagio familiare, trovò nell’insegnante un rifugio, addirittura lo chiamava papà e voleva essere adottato. Il ragazzino aveva provato cosa significa davvero essere amato, ma nessun ordine legale riuscì a fargli avere almeno l’affido temporaneo. Che fine ha fatto quel bambino con gli occhi azzurri e tristi? In casa-famiglia.
È questo che vogliamo? La società non è mai stata pronta ad apprendere il significato reale dei sentimenti. Non a caso, questo è il risultato. Esiste un paradosso, tuttavia, che pur suscita un sorriso amaro: una coppia dello stesso stesso non DEVE crescere un bambino perché comprometterebbe la sua identità! Davvero??? Ma perché i gay, fino ad oggi, sono forse stati cresciuti da genitori gay? No! Ciò vuol dire, dunque, che la natura segue il suo percorso!
Un chiarimento, però, è d’obbligo: parlando di famiglia e del crescere dei figli, quante coppie omo hanno intenzione di crearne una o di adottare? È una contestazione di tendenza o effettivamente c’è esigenza di genitorialità? Queste domande non sono strutturate con risposte solide, e allora è come se si porgesse il fianco a quella società discriminatoria! Non basta la protesta, è necessaria l’evidenza dei fatti, della intenzione di costruire mura solide!
Altro quesito importante é: quando il bambino sarà grande e chiederà spiegazioni su come è stato procreato, gli si dirà la verità?! Anche se, a onor del vero, gli adolescenti capiscono subito e, chissà, magari non si porranno neanche il problema. In questo caso, però, deve subentrare la scuola, quale portavoce a difesa della diversità altrimenti la giornata dei calzini spaiati non inizierà mai ad avere senso. Dovremmo lottare tutti, anzi, dobbiamo lottare tutti, per togliere dal dolore della solitudine tutte quelle anime innocenti vittime di sterminio, tutti quei bambini che sfortunatamente hanno perso entrambi i genitori.
Fino a che disquisiremo di simili argomenti senza passare ai fatti, il seme del sentimento non potrà vedersi sbocciare in fiore. E ai predicatori del vangelo, Adinolfi compreso, dico: amate e abbattete questi muri che creano labirinti di risentimento, odio, indifferenza, crudeltà!
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