Speciale Sanremo

Simon TheGraphic, le card personalizzate del Festival della Canzone Italiana: “Sanremory è la mia carta vincente”!

Simone Dell’Aglio, meglio conosciuto come Simon TheGraphic, è un graphic designer e illustratore che ha ideato un linguaggio visivo innovativo, ottenuto mescolando la passione per la musica, la cultura pop e quella voglia di sperimentare che da sempre lo contraddistinguono. Con un percorso artistico alle spalle che spazia dal noto progetto “Angeli al Microfono” alle numerose collaborazioni con brand rinomati, passando per il legame speciale con Raffaella Carrà, si è ritagliato uno spazio di tutto rispetto sulla scena nazionale.

Alle prese con continue creazioni e nuove idee, tra le sue ultime avventure professionali c’è Sanremory, una collezione di card personalizzate dedicate ed ispirate al Festival della Canzone Italiana. Per questo, abbiamo deciso di raggiungerlo telefonicamente e di intervistarlo per voi, perché, si sa:

La creatività consiste nel trovare sempre nuovi paesaggi, perché l’immaginazione non conosce confini

Credit: foto per gentile concessione di Simon TheGraphic

Simon TheGraphic – L’Intervista

Buongiorno Simone e benvenuto tra le pagine de LOpinione.com. Il tuo nome d’arte, “Simon TheGraphic,” è ormai un marchio riconosciuto. Com’è nata l’idea di dar vita a questa sorta di alter-ego?

Ho pensato di creare un’identità che fosse subito riconoscibile. Ho unito il mio nome, Simone, con la parola “grafico” per fare in modo che le persone potessero associare il mio nome al mio mestiere. Volevo diventare il “grafico” per antonomasia, un punto di riferimento per chiunque vedesse le mie opere.

Dopo quasi vent’anni di pausa dal disegno, nel 2020 hai dato vita al progetto “Angeli al Microfono.” Ti va di parlarcene?

“Angeli al Microfono” è nato come un tributo agli artisti che ci hanno lasciato troppo presto. Ho cominciato con il ritratto di Freddie Mercury e, piano piano, ho aggiunto altre leggende della
musica come Whitney Houston e David Bowie. È stato il mio modo di celebrare la loro arte e mantenere viva la loro memoria attraverso la mia visione.

In soli quattro anni, hai realizzato quasi 500 opere. Cosa ti ispira maggiormente?

Mi ispira tutto ciò che mi circonda: la musica, il cinema, la cultura pop, ma anche le esperienze personali e le dinamiche sociali. Ogni opera racconta una storia, che può essere un omaggio a un artista o un messaggio su temi moderni come l’inclusività e l’identità.

Uno dei tuoi progetti senza ombra di dubbio più originali e più recenti è “Sanremory”. In che cosa consiste?

Sanremory è nato nel 2022, spinto dalla mia passione per il Festival di Sanremo. Volevo creare qualcosa che fosse divertente e collezionabile, unendo la musica con il design. Ho trasformato i cantanti che avevo ritratto in un mazzo di carte memory. Quest’anno il mazzo avrà una scatola vintage, ispirata alle vecchie confezioni di fiammiferi e alle locandine teatrali, per un tocco nostalgico.

“Sanremory” è stato apprezzato anche da molte celebrità. Hai qualche aneddoto interessante a riguardo che vuoi condividere con noi?

Credit: foto per gentile concessione di Simon TheGraphic

Sì, diversi volti noti hanno giocato a “Sanremory”, come Fabio Fazio, Petra Loreggian, Ghali, Annalisa, che ha anche autografato le carte del mazzo 2024, Mahmood, e tanti altri. È sorprendente vedere come un gioco così semplice riesca a catturare l’attenzione di chiunque, anche di chi lo prova per la prima volta.

Come funziona il gioco?

È davvero facile! Ogni mazzo contiene delle coppie di carte, ognuna raffigurante un artista in gara. Lo scopo del gioco è trovare le coppie, ma ci sono anche carte speciali che rendono il tutto più dinamico. Ad esempio, la “Backstage Pass” permette di guardare due carte coperte prima di fare la girata effettiva, mentre la “Mazzo di Fiori” dà la possibilità di rubare le coppie di un altro giocatore.

Quanti mazzi sono stati realizzati finora?

Dal 2022 al 2024 sono stati distribuiti quasi 150 mazzi. Quest’anno, però, ho deciso di produrne ben 250. Ogni edizione ha un colore diverso, per incentivare il collezionismo.

Un obiettivo ambizioso, dunque, parallelamente al quale hai già in pentola qualcos’altro che bolle e che si prepara a stupire: una mostra…

Esattamente. Da quattro anni, grazie alla collaborazione con il Noloso e il Company Club, espongo i miei ritratti dei cantanti di Sanremo. Quest’anno, per la prima volta, tutta l’esposizione sarà dedicata ai lavori che ho realizzato per il cast di Sanremo 2025, e si aprirà l’12 febbraio, il giorno dopo l’inizio del festival.

Quali sono le tue aspettative per “Sanremory”?

“Sanremory” è nato come un gioco senza troppe aspettative, ma ora mi piacerebbe che venisse notato dalla produzione del Festival o da una rivista come “TV Sorrisi e Canzoni”, che per me rappresenta un simbolo di Sanremo. È un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati.

Nel corso degli anni hai sviluppato un legame importante con il mondo dello spettacolo e con una figura in particolare, quella di Raffaella Carrà. Che cosa rappresenta per te?

Raffaella Carrà è stata, è e continuerà ad essere un’icona di libertà e creatività. La mia opera “Eterna” del 2021 è stata un punto di svolta per me, e il claim “Credo solo alla Carrà,” creato per il Pride del 2023, esprime quanto la sua figura sia una fonte inesauribile di ispirazione per la mia arte.

Quali sono i momenti della tua carriera che ricordi con più emozione?

Credit: foto per gentile concessione di Simon TheGraphic

Tra i momenti più significativi ci sono sicuramente le mostre “PòpPeople,” che è stata esposta anche a Burgos, in Spagna, e “Queer Cartoon,” entrambe nate grazie alla collaborazione con Hive Tattoo Art Gallery a Milano. E poi c’è la mostra “Raffaella, icona dell’arte” al Museo Civico di Bari nel 2023, un’occasione per confrontarmi con altri artisti e farmi conoscere da un pubblico più vasto. Inoltre, non posso dimenticare il seminario su Raffaella Carrà al Liceo Gadda e l’evento sull’arte queer all’Università Bicocca.

Cosa hai in programma per il futuro?

Voglio continuare a esplorare nuove forme artistiche e collaborare con altre realtà, magari anche in Puglia, la mia regione d’origine. Mi piacerebbe anche espandere i miei progetti legati alla cultura pop e creare opere che abbiano un impatto duraturo, proprio come gli artisti che ammiro. Una parola per descrivere la tua arte.

Se dovessi descrivere la tua arte in una sola parola, quale sarebbe?

Direi “memorabile.” L’arte deve toccare il cuore, stimolare la mente e restare impressa a lungo.

Per rimanere aggiornato sulle ultime opinioni, seguici su: il nostro sito, Instagram, Facebook e LinkedIn

Diego Lanuto

Classe 1996, studente laureando in “Lingue, Culture, Letterature e Traduzione” presso l’Università di Roma ‘La Sapienza’. Appassionato di scrittura, danza, cinema, libri, attualità, politica, costume, società e molto altro, nel corso degli anni ha collaborato con diversi siti d'informazione e testate giornalistiche (cartacee e digitali), tra cui Metropolitan Magazine, M Social Magazine, Spyit.it, Art&Glamour Magazine, Affari Italini (sez. Roma), EVA3000 e Identity Style. Ha scritto alcuni articoli per la testata giornalistica cartacea ORA Settimanale. Ha curato progetti in qualità di addetto stampa, ultimo dei quali "L'Amore Dietro Ogni Cosa" (NewMusic Group, 2022). Dal 2024 è caporedattore per L'Opinione - Tempi Moderni.

Recent Posts

“La colpevole” di B. A. Paris: il thriller che mostra l’ossessione in tutte le sue forme

Le notti insonni generano grandi idee o grandi mostri - Filippo Alosi Nell Masters è una donna realizzata.…

11 ore ago

Rimpatri, l’UE cambia passo: la linea di Meloni entra nelle nuove regole della comunità

Il Consiglio dell’Unione europea ha approvato lo scorso 1° ottobre le nuove regole sul rimpatrio…

1 giorno ago

Morti sul lavoro, la prevenzione comincia a scuola: Sport&Smile al Senato con “L’ultimo giorno”

La sicurezza sul lavoro non riguarda soltanto chi entra ogni mattina in fabbrica, in cantiere…

2 giorni ago

Barbara D’Urso in onda su YouTube con “Storie Incredibili”: chi ha bisogno della televisione?

C’è qualcosa di curioso, e forse anche di profondamente contemporaneo, nel ritorno di Barbara D’Urso.…

2 giorni ago

Premio Valore Coraggio 2026, riconoscimento all’Oncologia Pediatrica del Gemelli

Domenica 4 ottobre, nella Sala della Protomoteca del Campidoglio a Roma, si è tenuta la…

3 giorni ago

Che male c’è? Condividiamo figli sui social, ma la loro identità digitale non l’hanno mai chiesta!

L’ultimo giorno di asilo nido è arrivato, la festa organizzata dalle maestre per la consegna…

3 giorni ago