Simone Dell’Aglio, meglio conosciuto come Simon TheGraphic, è un graphic designer e illustratore che ha ideato un linguaggio visivo innovativo, ottenuto mescolando la passione per la musica, la cultura pop e quella voglia di sperimentare che da sempre lo contraddistinguono. Con un percorso artistico alle spalle che spazia dal noto progetto “Angeli al Microfono” alle numerose collaborazioni con brand rinomati, passando per il legame speciale con Raffaella Carrà, si è ritagliato uno spazio di tutto rispetto sulla scena nazionale.
Alle prese con continue creazioni e nuove idee, tra le sue ultime avventure professionali c’è Sanremory, una collezione di card personalizzate dedicate ed ispirate al Festival della Canzone Italiana. Per questo, abbiamo deciso di raggiungerlo telefonicamente e di intervistarlo per voi, perché, si sa:
La creatività consiste nel trovare sempre nuovi paesaggi, perché l’immaginazione non conosce confini
Ho pensato di creare un’identità che fosse subito riconoscibile. Ho unito il mio nome, Simone, con la parola “grafico” per fare in modo che le persone potessero associare il mio nome al mio mestiere. Volevo diventare il “grafico” per antonomasia, un punto di riferimento per chiunque vedesse le mie opere.
“Angeli al Microfono” è nato come un tributo agli artisti che ci hanno lasciato troppo presto. Ho cominciato con il ritratto di Freddie Mercury e, piano piano, ho aggiunto altre leggende della
musica come Whitney Houston e David Bowie. È stato il mio modo di celebrare la loro arte e mantenere viva la loro memoria attraverso la mia visione.
Mi ispira tutto ciò che mi circonda: la musica, il cinema, la cultura pop, ma anche le esperienze personali e le dinamiche sociali. Ogni opera racconta una storia, che può essere un omaggio a un artista o un messaggio su temi moderni come l’inclusività e l’identità.
Sanremory è nato nel 2022, spinto dalla mia passione per il Festival di Sanremo. Volevo creare qualcosa che fosse divertente e collezionabile, unendo la musica con il design. Ho trasformato i cantanti che avevo ritratto in un mazzo di carte memory. Quest’anno il mazzo avrà una scatola vintage, ispirata alle vecchie confezioni di fiammiferi e alle locandine teatrali, per un tocco nostalgico.
Sì, diversi volti noti hanno giocato a “Sanremory”, come Fabio Fazio, Petra Loreggian, Ghali, Annalisa, che ha anche autografato le carte del mazzo 2024, Mahmood, e tanti altri. È sorprendente vedere come un gioco così semplice riesca a catturare l’attenzione di chiunque, anche di chi lo prova per la prima volta.
È davvero facile! Ogni mazzo contiene delle coppie di carte, ognuna raffigurante un artista in gara. Lo scopo del gioco è trovare le coppie, ma ci sono anche carte speciali che rendono il tutto più dinamico. Ad esempio, la “Backstage Pass” permette di guardare due carte coperte prima di fare la girata effettiva, mentre la “Mazzo di Fiori” dà la possibilità di rubare le coppie di un altro giocatore.
Dal 2022 al 2024 sono stati distribuiti quasi 150 mazzi. Quest’anno, però, ho deciso di produrne ben 250. Ogni edizione ha un colore diverso, per incentivare il collezionismo.
Esattamente. Da quattro anni, grazie alla collaborazione con il Noloso e il Company Club, espongo i miei ritratti dei cantanti di Sanremo. Quest’anno, per la prima volta, tutta l’esposizione sarà dedicata ai lavori che ho realizzato per il cast di Sanremo 2025, e si aprirà l’12 febbraio, il giorno dopo l’inizio del festival.
“Sanremory” è nato come un gioco senza troppe aspettative, ma ora mi piacerebbe che venisse notato dalla produzione del Festival o da una rivista come “TV Sorrisi e Canzoni”, che per me rappresenta un simbolo di Sanremo. È un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati.
Raffaella Carrà è stata, è e continuerà ad essere un’icona di libertà e creatività. La mia opera “Eterna” del 2021 è stata un punto di svolta per me, e il claim “Credo solo alla Carrà,” creato per il Pride del 2023, esprime quanto la sua figura sia una fonte inesauribile di ispirazione per la mia arte.
Tra i momenti più significativi ci sono sicuramente le mostre “PòpPeople,” che è stata esposta anche a Burgos, in Spagna, e “Queer Cartoon,” entrambe nate grazie alla collaborazione con Hive Tattoo Art Gallery a Milano. E poi c’è la mostra “Raffaella, icona dell’arte” al Museo Civico di Bari nel 2023, un’occasione per confrontarmi con altri artisti e farmi conoscere da un pubblico più vasto. Inoltre, non posso dimenticare il seminario su Raffaella Carrà al Liceo Gadda e l’evento sull’arte queer all’Università Bicocca.
Voglio continuare a esplorare nuove forme artistiche e collaborare con altre realtà, magari anche in Puglia, la mia regione d’origine. Mi piacerebbe anche espandere i miei progetti legati alla cultura pop e creare opere che abbiano un impatto duraturo, proprio come gli artisti che ammiro. Una parola per descrivere la tua arte.
Direi “memorabile.” L’arte deve toccare il cuore, stimolare la mente e restare impressa a lungo.
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