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La vita reale non è un film, e non c’è nessuna garanzia di un finale felice
Sophie è un’infermiera che cambia vita – e nazione – ogni tre per due. Non ama stare nello stesso posto troppo tempo, anche se poi si affeziona ai posti e, quando volge il suo sguardo verso di essi per l’ultima volta, la nostalgia le attanaglia il cuore. Come ora, che si appresta a lasciare Barcellona dopo diverso tempo trascorso a fare quello che per lei non è un mestiere, un semplice impiego, ma una missione: sì, perché aiutare gli altri, assisterli con dolcezza e professionalità, è la sua reason why. Quando entra nella sua caffetteria del cuore, quindi, lo fa con un nodo in gola: lì a lavorare c’è anche David, un ragazzo bello come il sole – questo è un cliché che non rovina l’atmosfera – che le è sempre sembrato schivo, un po’ sulle sue. Ed ecco i protagonisti della novella Amore al buio di Eva Alton, perfetta per una serata in serenità.
Abbiamo detto che Sophie è pronta, anzi prontissima, a lasciare Barcellona. Il suo volo per Parigi è il giorno successivo. Per questo è andata alla caffetteria: forse per salutare il suo posto del cuore, insieme ai ragazzi che – per l’appunto – ci lavorano. Amaya e David la accolgono a braccia aperte. O meglio, la prima sì, il secondo… Cos’è quell’espressione da cane bastonato? È forse… Disperato all’idea che la bella infermiera, minuta e dolce ma anche determinata e coraggiosa, vada via? Be’, ma nessuno di loro sa che quella sarà una serata memorabile. Un blackout li chiude tutti e tre dentro e buonanotte al secchio. E Sophie e David saranno costretti a parlarsi. Con il buio è sempre molto più semplice, vero?
È mica vero quel detto che quando ci si trova in situazioni inusuali – proprio come un blackout – e soprattutto con atmosfera da luci soffuse è più semplice mostrare il proprio cuore? Secondo me, sì. Assolutamente. Ci si sente, secondo me, più liberi, come se il buio potesse diventare una sorta di mantello. In questa commedia, accade proprio questo. David mostra a Sophie la sua passione, il violoncello, e Sophie parla con David del nonno – e di un misterioso cucchiaino, ma zero spoiler, leggete la commedia!
Il buio qui sarà quindi determinante a mettere a nudo due anime affini.
Promossa: è breve, proprio come una novella dovrebbe essere, ma ci sono tutti gli ingredienti per fare un buon impasto. Mi è piaciuto anche l’epilogo, che dà una risposta a un punto interrogativo sollevato in corso d’opera. Bella, perfetta per una serata dove si ha solo voglia di una copertina, di una cioccolata calda e di qualche pagina che ricordi quanto è bello l’amore.
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