C’è qualcosa di rivelatore nel modo in cui Atreju continua a reinventarsi: non è più solo una festa di partito, ma un termometro dello spirito politico italiano. Ogni edizione sembra voler dimostrare che la politica, per essere ascoltata, deve travestirsi da spettacolo. È un’operazione ambiziosa, che affascina e inquieta allo stesso tempo, perché fonde consenso, intrattenimento e identità in un unico palco. In siffatto incontro, tra luci natalizie e retorica nazionale, si intravede il tentativo di plasmare un immaginario collettivo. Ed è forse proprio per questo che l’edizione 2025 merita di essere osservata con attenzione, più per ciò che rappresenta che per ciò che dichiara.
Ce ne ha voluto parlare Filippo Madonnina, con un intervento tra le nostre pagine. Buona lettura!
La politica è l’arte di rendere possibile ciò che è necessario — J. K. Galbraith
“È ufficialmente partita l’edizione 2025 di Fratelli d’Italia (Fdi), con l’inaugurazione nei giardini di Castel Sant’Angelo a Roma. La manifestazione, definita dagli organizzatori “un evento di parte ma non di Partito”, si propone come arena di confronti su politica, società e cultura, accogliendo ospiti di diversa estrazione. Il titolo scelto per il 2025 è «Sei diventata forte – L’Italia a testa alta», sintesi di un messaggio di fiducia e identità nazionale legato all’attuale governo. Questa edizione si distingue per essere la più lunga di sempre: l’evento si svolgerà fino al 14 dicembre. In calendario figurano oltre 400 ospiti e circa 81 dibattiti e iniziative, che abbracciano politica, giustizia, sicurezza, visione internazionale, ma anche cultura, spettacolo, sport. Non è solo “politica”: tra le molteplici attività sono previsti mercatini, un vero e proprio “villaggio natalizio”, una pista di pattinaggio aperta a grandi e piccini, eventi per famiglie, volontariato, musica e momenti culturali.
L’edizione 2025 sembra puntare fortemente su un profilo “nazional-popolare”, mischiando politica con intrattenimento e volti noti. Tra gli ospiti annunciati, personalità del mondo dello spettacolo e dello showbiz italiano, attori e conduttori televisivi come Carlo Conti, Mara Venier, Raoul Bova ed Ezio Greggio, per citarne alcuni. A seguire, poi, sportivi e personalità del mondo dello sport, per rilanciare il richiamo al “popolare” e all’Italia quotidiana. E per di più, ci saranno perfino presenze internazionali di spicco. In particolare, è confermata quella dell’attuale presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen, atteso per il 12 dicembre. Un segnale chiaro della volontà di dare all’evento un profilo diplomatico e geopolitico.
Non mancano, tuttavia, le tensioni. L’organizzazione aveva invitato la segretaria del Partito Democratico (PD), Elly Schlein, chiedendo un confronto diretto con il Presidente del Consiglio. Ciò nonostante, l’accordo non c’è stato e la Schlein non sarà presente all’evento.
Durante la manifestazione, inoltre, tra proposte politiche, dibattiti sulla giustizia, la sicurezza, l’identità nazionale, cultura e visione internazionale, gli organizzatori si attendono un vivace confronto politico.
Con “Atreju 2025” si riconferma la trasformazione di quella che un tempo era una festa giovanile del passato, in un grande evento nazionale, capace di attrarre non solo militanti, ma famiglie, cittadini, curiosi, con mix di politica, spettacolo e intrattenimento. È una dimostrazione del desiderio di dare al progetto del partito un volto “popolare, istituzionale e di massa”, un tentativo evidente di radicamento sul territorio e nella società. Da seguire attentamente l’intervento di Edmondo Cirielli, il vero statista del partito”.
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