Si chiama Aurora Livoli la giovane donna rinvenuta senza vita lo scorso 29 dicembre a Milano, in un giardino condominiale di via Paruta, zona nord-est di Milano. La ragazza aveva solo 19 anni ed era residente in provincia di Latina. A dare l’allarme è stato il custode del palazzo e i carabinieri, arrivati immediatamente sul posto, ad un primo esame hanno notato diversi ematomi sul collo e sul viso. Inoltre, il corpo era privo di biancheria intima e parzialmente svestito, con accanto i pantaloni di un pigiama rosso e un giubbotto, probabilmente della vittima, che le copriva la parte superiore del corpo. Che cosa sarà accaduto?
In un primo momento, gli inquirenti non hanno trovato nessun documento d’identità, né un cellulare o oggetti che potessero fornire indizi sulla sua identità. Successivamente, però, grazie alla diffusione delle immagini, ricavate dalle telecamere di sicurezza della zona, che ritraggono la donna entrare nel cortile del condominio in compagnia di un uomo, non ancora identificato, i genitori hanno potuto riconoscerla, avvisando così le forze dell’ordine e procedendo all’identificazione. Ma cosa ci faceva a Milano?
La ragazza si era allontanata da Latina lo scorso 4 novembre e, dopo un ultimo contatto telefonico con i genitori il 26 dello stesso mese, in cui diceva ai genitori di stare bene e di non avere alcuna intenzione di rientrare a casa, la madre e il padre, allarmati, ne avevano denunciato la scomparsa. Aurora era stata adottata all’età di nove anni e, già in età adolescenziale, aveva mostrato segni di un disagio psicologico, tant’è che veniva seguita da uno specialista.
I genitori hanno raccontato che in passato si era allontanata diverse volte per qualche giorno, ma aveva sempre fatto ritorno. Eppure, la situazione odierna è evidentemente diversa. Si è trattato, in effetti, di un allontanamento in piena regola, con la precisa volontà di non voler più rivedere i genitori. Per di più, la giovane non aveva portato con sé quasi nulla (né denaro né vestiti), solo il cellulare. Insomma, è quella che potrebbe apparire una vera e propria “fuga”, anomala certo, ma pur sempre una fuga.
A breve gli inquirenti provvederanno ad eseguire l’autopsia per capire le cause del decesso. L’ipotesi più accreditata è che la ragazza sia stata uccisa dall’uomo che appare con lei nelle registrazioni di sorveglianza, che mostrano i due entrare, a notte fonda, nel cortile del condominio. Lei sembra seguire il suo accompagnatore spontaneamente, senza alcuna costrizione. Tuttavia, dopo un po’ di tempo, i filmati mostrano l’uomo uscire da quello stesso cortile da solo, poco prima di darsi alla fuga.
Ad oggi, la polizia non l’ha ancora identificato né catturato. Sono in corso ricerche a tappeto in tutto il nord Italia e a largo raggio. Ci si chiede come mai Aurora era a Milano e chi era l’uomo che era con lei: un amico con cui lei era scappata da Latina oppure una conoscenza più recente? Penso che sia improbabile che una ragazza così giovane possa lasciare la propria famiglia, senza mezzi di sostentamento e senza portare con sé alcun effetto personale. Perché mai lo avrà fatto? Cosa, o chi, l’ha spinta ad un tale gesto che si potrebbe definire estremo e finito purtroppo in tragedia?
Le ipotesi sono molteplici e gli inquirenti, grazie alle telecamere di sorveglianza e alle celle telefoniche, potranno ricostruire i suoi spostamenti e contatti da novembre in poi, sino al suo ultimo giorno di vita.
L’assassino potrebbe essere una persona conosciuta in chat, oppure personalmente, che potrebbe averla convinta a fuggire con lui, promettendole la prospettiva di una vita di coppia. O peggio, forse Aurora ha subito abusi, il che configurerebbe la sua morte come l’ennesimo caso di femminicidio. In alternativa, potrebbe trattarsi di una conoscenza occasionale, la coppia decide di appartarsi per avere una maggiore intimità e l’incontro finisce poi drammaticamente.
La violenza è sempre una sconfitta – Gino Strada
Insomma, è evidente che nonostante le numerose campagne di sensibilizzazione e il Codice Rosso, quali strumenti a tutela della donna, i risultati sono a tutt’oggi deludenti. Difatti, è indispensabile trovare altre modalità per fermare questa vera e propria “mattanza”, intervenendo in un modo molto più incisivo e con investimenti maggiori, che possano veramente raggiungere una platea affinché le donne non rimangano così sole, in balia di situazioni che, quasi sempre, hanno un risvolto tragico!
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