Sul mio giaciglio, lungo la notte, ho cercato
l’amato del mio cuore;
l’ho cercato, ma non l’ho trovato.
[…]Mi hanno incontrato le guardie che fanno la ronda:
Avete visto l’amato del mio cuore?
Da poco le avevo oltrepassate,
quando trovai l’amato del mio cuore.
Lo strinsi fortemente e non lo lascerò
finché non l’abbia condotto in casa di mia madre,
nella stanza della mia genitrice – (Ct 3, 1-4)
Le strofe del poema di Salomone possono essere interpretate come il canto d’amore sublime, l’Eros nel suo dinamismo che cerca di rischiarare l’atmosfera della perdizione con il ritrovamento. Il «linguaggio del corpo» è la tensione di due amanti, Sulamita e il suo pastore, l’una verso l’altra, dello sposo e della sposa: un processo che pervade tutto il Cantico dei Cantici, esprimendosi nei frequenti ritornelli che parlano della ricerca piena di nostalgia e del reciproco ritrovarsi degli sposi.
La continuità della ricerca nel momento in cui si disperdono è il motivo portante del loro amore, l’uno non riesce a vivere senza l’altro. Insomma, è come se una volta ritrovati abbiano la necessità di allontanarsi e cercarsi. Una tensione, la loro, che nutre un sentimento oscillante tra il pathos dell’Eros e il misticismo di Thanatos, perché, se pur non sembra, l’oscurità e la mancanza rappresentano quei momenti mistici dove i sentimenti acuiscono la loro voce, una necessità imprescindibile tra due che si pongono uno di fronte all’altra.
La geografia del corpo, della fisicità, descritta nei minimi particolari ci conduce allo stato della materia, quando l’amore inizia a cercare, a scrutare come se fosse la coscienza stessa a parlare, o addirittura è la sua stessa voce. La ricerca-aspirazione è la manifestazione interiore di ciò che sente il cuore, «il cuore veglia» perfino nel sonno. Il termine «perfetta» sulle labbra dello sposo appartiene a questa dimensione.
L’aspirazione maschile nata dall’amore, che inizia con il linguaggio del corpo, è la ricerca del bello integrale, della purezza libera da ogni macchia. Non parliamo, naturalmente, della bellezza esteriore, ma di quella bellezza che ci fa percepire vivi, che si manifesta quando corpo e anima si incontrano ricercando la perfezione proprio nel punto massimo convergente. Pertanto, è una ricerca di perfezione.
Di conseguenza, l’amore è più grande di ciò che il «corpo» esprime. «Sono malata d’amore», dice la sposa, evidenziando la fragilità del soggetto che porta l’amore di entrambi. Ne conviene, perciò, che il «linguaggio del corpo» è la genesi che conduce all’unione amorosa degli sposi, in cui essi appartengono l’uno all’altro. Dal profondo di questa unione provengono le parole: «forte come la morte è l’amore» (Ct 8, 6). Esse esprimono la potenza dell’amore, la forza dell’Eros nell’unione amorosa, ma dicono anche (almeno indirettamente) che nel «linguaggio del corpo» questo amore trova la sua fine conclusiva nella morte.
Ma bisogna focalizzarsi sul senso della vita e dell’amore che si conclude in un percorso stabilito dal connubio IO-TU che diviene un NOI singolare, l’uno e l’altro che si appartengono come gli elementi della natura e che non possono essere scissi dalla vita. Oltrepassare la fragilità significa essere coscienti che questo tipo di amore si concluderà con la morte, come evento naturale e non come desiderio compulso di una ricerca scevra dal sacrificio della ricerca. Se un amore, per decisione, si conclude durante il percorso terreno, probabilmente non ha raggiunto quel livello che rende “uno” i “due”, i quali sentono di essere la stessa anima che fa esperienza in corpi distinti.
A cura di Luana Borgia
Se siete curiosi di leggere le precedenti uscite di “Eros&Thanatos”, potete recuperarle cliccando -> QUI <-
Per rimanere aggiornato sulle ultime opinioni, seguici su: il nostro sito, Instagram, Facebook e LinkedIn
Questa settimana avrei potuto parlarvi della fantomatica docu-serie dedicata a Rita De Crescenzo, quella che…
L'uso dell'intelligenza artificiale pervade ormai quasi ogni branca del sapere umano, poteva mai restare escluso…
Principi, rappresentanti delle grandi casate europee, imprenditori ed esponenti del mondo culturale e della società…
Si è spenta oggi, all'età di 80 anni, la regina della musica country Dolly Parton,…
Le polemiche che hanno investito il tenente colonnello Gianfranco Paglia dopo le sue parole sul…
La scorsa settimana ci siamo concentrati su quella meravigliosa e assurda abitudine tipicamente moderna di…
View Comments