Cultura e Spettacolo

Elodie e le drag queen all’Arena di Verona, parla l’attivista Francesca Ruscio: “Se un’artista da visibilità, un’istituzione prova a cancellarla!”

Si sa, con l’arrivo di settembre, ormai inoltrato, giunge anche la stagione dei dibattiti, spesso senza senso, che prendono piede il più delle volte nelle timeline dei social e più raramente nelle redazioni che contano. Lo scorso sabato, ad esempio, Elodie si è esibita all’Arena di Verona portando sul palco quattro drag queen, di cui una era una sua ballerina vestita da drag. Che dire, un gesto che sulla carta è notevole per un’artista che ha sempre mescolato musica e messaggi di inclusione, e per di più in diretta televisiva su Rai1. Sfortunatamente, però, quelle splendide performer sono state spesso invisibili all’occhio del telespettatore perché la regia ha preferito optare per lunghi primi piani sulla cantante, relegando le drag a comparsate radiografiche.

Le polemiche in seguito al concerto di Elodie

Il risultato? Come prevedibile, una frustrazione collettiva che vede il mainstream televisivo oscillare tra il rischio di aperture coraggiose e la comodità di un’inquadratura rassicurante. L’indignazione montata sui social, dove molti hanno parlato esplicitamente di “censura” (un termine che, troppo spesso, viene ripetuto negli ultimi tempi), è più un campanellino d’allarme per ciò che sta accadendo piuttosto che la “solita propaganda LGBTQIA+” come a molti piace etichettarla. Perché? Ebbene, perché segnala come la rappresentazione delle minoranze resti un campo minato per chi fa televisione in prima serata.

Non è un attacco alla Rai o ai singoli professionisti. Al contrario, è un monito politico e culturale al quale tutti dovremmo prestare attenzione. Se un’artista decide di dare visibilità, l’istituzione che la trasmette ha la responsabilità di non fare il gioco dell’evitamento. Perché scegliere il primo piano della cantante al posto dell’arte drag significa, in sostanza, decidere cosa mostrare e cosa nascondere a milioni di spettatori.

Eppure, chi conosce il percorso di Elodie, dagli stadi alle piazze, passando per performance che hanno già ospitato personaggi di tale calibro, sa che questo non è un imprevisto: è una scelta artistica coerente, ripetuta, che reclama spazio nella narrazione pubblica. Un gesto che dovrebbe condurci a fare a noi stessi delle domande: preferiamo di gran lunga l’illusione del consenso o la fatica di una rappresentazione piena e sincera? Un quesito al quale l’attivista Francesca Ruscio, neo-eletta vincitrice di Miss Frociarola Lombardia 2025, ha scelto di rispondere senza esitazioni.

Le dichiarazioni di Francesca Ruscio:

“Sapete cosa ha fatto Elodie sabato sera? Ha portato delle drag queen sul palco dell’area di Verona. Ma se avete visto la diretta su Rai 1, forse non ve ne siete accorti. E già, perché, nonostante fossero parte integrante dello show, in tv praticamente non si sono viste. La regia della Rai ha preferito inquadrarle il meno possibile, scegliendo solo primi piani di Elodie. E sapete cosa significa?

Che mentre un artista decide di dare visibilità, un’istituzione prova a cancellarla. Non è una svista, è censura! E questo non è un dettaglio, anzi, è il segno di quanto ancora faccia paura mostrare la comunità drag in prima serata. Nonostante siano arte, cultura e libertà. Ma menomale che ci sono artiste come Elodie, che ci mettono la faccia. La Rai, invece, preferisce lo zoom sul pubblico che batte le mani. Che coraggio! E no, come canta la nostra beniamina, noi non dimentichiamo alle 7. Ma ricordiamo, sempre!“.

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La Redazione

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