Speciale Sanremo

Fedez a Sanremo con “Male necessario”: quando l’Italia fatica a fare i conti col disagio psicologico

Ad un anno di distanza da quel Festival di Sanremo in cui dominavano narrazioni intime e generazionali, come ci raccontava la mia collega redattrice Tonia Di Fabrizio a proposito di Brunori Sas (che comunque sarà tra gli ospiti della serata delle cover di questa 76esima edizione), la kermesse canora più seguita d’Italia torna ad infiammarsi tra musica e polemiche. Al centro della scena, questa volta, ci sarà nuovamente Fedez che porterà sul palcoscenico del Teatro Ariston porta un brano intenso e controverso, dal titolo Male necessario, interpretato insieme a Marco Masini, dopo aver già duettato nel corso della passata edizione sulle note di Bella Str*nza.

Da questa notte resto solo insieme a me
Toccando il fondo in una stanza di un hotel – Fedez&Marco Masini, un estratto dal testo di Male necessario

Il brano di Fedez, una dichiarazione di consapevolezza e di necessità

Male necessario si muove sul terreno fragile della sofferenza psicologica, affrontando apertamente il tema della depressione e del conflitto interiore. Il dialogo tra la scrittura diretta e contemporanea di Fedez e la vocalità drammatica di Masini crea un ponte generazionale che amplifica il messaggio, rammentandoci che il dolore non è glorificato, ma riconosciuto come passaggio inevitabile nella costruzione di sé. E chissà, in virtù di questo, forse non è un caso che la presenza di Masini sia legata evochi inevitabilmente il suo passato artistico e le polemiche degli anni ’90, quando fu etichettato come “iettatore” per i temi cupi delle sue canzoni. La collaborazione pare quasi una risposta simbolica a quelle accuse: parlare di disagio non significa diffonderlo, ma renderlo visibile.

Credit: web

Al di là della lodevole tematica, a mio avviso, sui la canzone si concentra e che avremo la fortuna di ascoltare dal vivo proprio questa sera, come spesso accade quando si parla di Fedez, la musica non resta mai il solo e unico argomento. Negli ultimi giorni, ad esempio, si è acceso un forte dibattito sui social media, tra chi accusa l’artista di “strumentalizzare” il tema della salute mentale e chi, invece, difende la scelta di portarlo in prima serata su Rai 1. A complicare il clima, poi, la questione del presunto cachet di Luca Jurman, legato alla sua partecipazione e ad alcune dinamiche collaterali al Festival. Le cifre circolate online, mai ufficialmente confermate, hanno alimentato una narrazione parallela che rischia di oscurare il contenuto artistico. Ma perché ciò che merita attenzione finisce sempre per passare in secondo piano?

È il paradosso di Sanremo nell’era digitale: ogni esibizione è un evento musicale, ma anche un fatto mediatico che vive e si amplifica fuori dal palco, tra reel, tweet e polemiche a ciclo continuo!

Fedez: artista o catalizzatore?

La partecipazione di Fedez a Sanremo 2026 conferma un dato evidente: l’artista è diventato un catalizzatore di discussione pubblica. Non solo per ciò che canta, ma per ciò che rappresenta. La sua figura divide, ma difficilmente lascia indifferenti. E magari è proprio questo il punto. Se il Festival è ancora oggi lo specchio del Paese, allora le tensioni attorno a Male necessario raccontano un’Italia che fatica a confrontarsi serenamente con il tema del disagio psicologico, oscillando tra empatia e sospetto, tra condivisione e polemica.

Ad ogni modo, come già accaduto in altre edizioni, il tempo farà la sua selezione: resterà la polemica o la canzone? Quel che conta è che, nel frattempo, l’Ariston si prepara ancora una volta ad essere non solo il tempio della musica italiana, ma anche (e per alcuni soprattutto) un’arena culturale dove si intrecciano arte, opinione pubblica e identità collettiva, nella cornice di una kermesse canora che, nel bene o nel male, continua a far discutere. Che sia questa la sua forza?

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Morena Corrente

Studentessa di "Scienze dell'Informazione, tecniche giornalistiche e social media" presso l'Università di Messina, ha frequentato un liceo linguistico, dove ha sviluppato un forte passione per le lingue e per la comunicazione. Per questo, ha conseguito varie certificazioni linguistiche sia a Messina che in Spagna grazie a stage di scambio interculturale. Ama scrivere, parlare e condividere idee, non a caso è particolarmente affascinata dal mondo dei podcast, delle radio e della narrazione. Il suo obiettivo è raccontare storie che informino, ispirino e facciano riflettere le persone.

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