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Figlio impersona la madre morta: l’inquietante caso che ricorda ‘Psycho’

Un ex infermiere di cinquantasette anni non avrebbe denunciato il decesso della madre per continuare ad incassare la pensione della donna, che ammontava a circa tremila euro. La vicenda è accaduta in un comune alle porte di Mantova, dove la signora sarebbe morta probabilmente nel 2022, si presume per cause naturali, e dove il figlio avrebbe nascosto il suo cadavere, mummificato a causa, pare, della somministrazione di sostanze antiputrefattive, in un seminterrato o, come riportato da Selvaggia Lucarelli nelle scorse ore, nella stanza lavanderia, omettendo di segnalarne la morte.

Una vicenda che ha dell’incredibilmente macabro, ma ad essere ancor più surreale è ciò che è accaduto in seguito.

La mente di un uomo è il suo peggiore nemico — Publilio Siro

Un travestimento grottesco: psicopatia o eccessiva dipendenza?

Poiché la carta d’identità della madre era scaduta, per rinnovarla era necessario presentarsi di persona in comune e ottenere così il nuovo documento, indispensabile, tra l’altro, per continuare a percepire il denaro accreditato sul conto della donna. Decide, pertanto, di travestirsi con gli abiti, le scarpe e vari accessori della madre e, per rendere il tutto più credibile, indossa addirittura una parrucca e si trucca in modo da assomigliare il più possibile all’anziana signora.

Arriva quindi in Comune, fingendo di camminare con difficoltà e aiutandosi con un bastone, in un tentativo di impersonare la donna che è risultato alquanto grottesco. E in effetti, la sua interpretazione non convince il personale della struttura, già titubante a causa di dettagli inequivocabili come, ad esempio, la voce, le mani che apparivano appartenere ad una persona più giovane e la corporatura robusta, incompatibile con quella minuta della signora, conosciuta anni prima. Di conseguenza, gli addetti ai lavori decidono di assecondare la richiesta, fissando un nuovo appuntamento per incastrarlo.

La farsa scoperta: una ‘messa in scena’ che ha dell’assurdo

Una volta giunto il giorno in cui l’uomo, in questo caso, la donna, sarebbe dovuta tornare negli uffici comunali, ad attenderla c’era anche la polizia locale, avvertita precedentemente dagli impiegati.
Quando capisce di essere stato scoperto, ha un malore e cade a terra, rendendo necessario l’intervento dei soccorsi. Subito dopo gli inquirenti si recano presso la sua abitazione per ispezionarla a fondo, scoprendo ciò che non avrebbero mai voluto vedere: il cadavere della madre, ormai mummificato. L’autopsia e gli esami medico-legali potranno chiarire data e soprattutto causa della morte, per comprendere se la donna sia deceduta per motivi naturali oppure sia stata uccisa. Per l’indagato, invece, si prospettano accuse gravi: occultamento di cadavere, sostituzione di persona e truffa ai danni dell’INPS per la pensione indebitamente percepita per almeno due anni, che dovrà poi restituire.

Rimane inspiegabile la motivazione di questa “messa in scena”, considerando che l’uomo appartiene perfino ad una famiglia molto benestante: il padre, medico, aveva lasciato una cospicua eredità, tra pensione di reversibilità e numerosi immobili. Dalle indagini risulta, inoltre, che il figlio avrebbe venduto, anni fa, dopo la morte della madre, le proprietà immobiliari ereditate. La casa familiare, dove viveva, è una villetta di prestigio, perfettamente mantenuta: il giardino è curato e l’interno della villa in ordine impeccabile.

È emerso pure che la famiglia dell’accusato conducesse una vita isolata, senza instaurare rapporti né con i compaesani né con i vicini. Testimonianze raccolte dagli inquirenti, infatti, riferiscono di gente che non li vedeva in paese da anni; il che evidenzia un comportamento anomalo, caratterizzato da isolamento sociale e assenza di legami con conoscenti, amici e, a quanto sembra, con eventuali parenti.

Una dinamica che va oltre

Sulla base delle informazioni raccolte, si profila, a mio avviso, un comportamento anomalo di dipendenza eccessiva e simbiotica da parte del figlio nei confronti della figura materna, una dinamica che va oltre l’aspetto economico, poiché anche senza la pensione avrebbe potuto vivere dignitosamente.

Una situazione che non può far altro che rievocare nella mia mente il film Psycho, capolavoro di Alfred Hitchcock del 1960, un thriller che descrive la personalità schizofrenica di un assassino, che diventa poi killer seriale e che ha il pregio di addentrarsi nei meandri psichiatrici di un soggetto: un figlio incapace di rassegnarsi alla morte della madre, nei confronti della quale sviluppa un legame simbiotico e patologico.
Egli sente il bisogno di farla “continuare a vivere” in due modi: conservandone il cadavere mummificato e travestendosi con i suoi abiti, impersonandola completamente.

Ciò che la pellicola rappresenta potrebbe essere la chiave di lettura psicologica e psichiatrica di quanto accaduto nel mantovano: molti elementi risultano simili alla personalità dell’attuale indagato, dimostrando come la follia possa celarsi a lungo dietro un’apparente normalità, fino ad essere smascherata e rivelare l’abisso mentale nel quale alcune persone convivono inconsapevolmente per anni!

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Manola De Lorenzo

Nata a Milano, si interessa da sempre di tutto ciò che, nel bene e nel male, colpisce il mondo che la circonda. Attualità, politica, cronaca e spettacolo sono da sempre il suo pane quotidiano. Nutre un profondo e smisurato affetto nei confronti degli animali, ama la moda ed è una grande appassionata d'arte. Scrive per passione e commenta quello che, secondo lei, merita attenzione.

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