La storia che andrò a raccontarvi oggi vede come protagonisti un pescatore di 43 anni, di nome Domenico, e un gabbiano. Il tutto si svolge ad Ischia, precisamente appena fuori dal porticciolo di Lacco Ameno. Si tratta di una pagina vera di vita, così singolare e tenera, che ha catturato inevitabilmente l’attenzione di molti programmi televisivi e prima ancora dei social, sui quali l’uomo aveva deciso di condividere l’inusuale aneddoto venendo apprezzato per lo stesso e per il suo approccio sostenibile agli ecosistemi dell’area marina protetta denominata “Regno di Nettuno”.
Si può conoscere il cuore di un uomo già dal modo in cui tratta gli animali – Immanuel Kant
Ci sono stati parecchi racconti in passato che hanno descritto l’amicizia tra l’uomo e un animale. Persino numerosi film che parlano di questo legame, così intenso e autentico, il quale ci lascia ogni volta stupiti e commossi. E la storia di Domenico e del gabbiano Pasquale potrebbe essere proprio uno di quei racconti che ci lasciano a bocca aperta e cuore dolente, per la commozione naturalmente. Perché, vedete, la loro è un’amicizia che dura da ben cinque anni ormai. Quasi tutte le mattine, infatti, il gabbiano raggiunge il pescatore e si posa sulla sua barca, rimanendo con lui e facendogli compagnia per quasi tutta la giornata, senza mai volare via.
Domenico racconta che nei primi mesi lo riconosceva da una cicatrice sulla zampa ed alcuni puntini neri nell’iride dell’occhio. Visite sporadiche, all’inizio, che si sono poi trasformate in un rapporto continuativo e fraterno. Dalle sue parole, in effetti, si intuisce come lui non possa fare più a meno del suo amico e lo stesso sembra valere per quest’ultimo.
E’ incredibile e commovente questa perfetta interazione e complicità nata tra di loro, la perfetta intesa e il profondo affetto reciproco. Il pescatore lo nutre con il pescato della giornata, ma il gabbiano a volte non accetta il cibo. Ciò significa che la sua felicità consiste principalmente nello stare in barca, in compagnia di Domenico.
Ho scelto di raccontare questa storia perché, oltre ad essere delicata e piena di sentimento, è in completo contrasto con la realtà frenetica che viviamo tutti i giorni, dove le emozioni, spesso, non vengono nemmeno prese in considerazione e dove ad avere importanza sono le cose materiali. Non siamo più in grado; né ne abbiamo il tempo, di apprezzare la bellezza della natura in generale e quegli aspetti più semplici, ma fondamentali per l’essere umano, che essa ci regala.
Siamo automaticamente, e a volte inconsapevolmente, condannati ad un’inevitabile infelicità. Io mi auguro che chi leggerà questo articolo possa riflettere e modificare il proprio stile di vita pe renderla il più umana e vivibile possibile!
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