Tratto da un terribile fatto di cronaca avvenuto ad Angri, in provincia di Salerno, il romanzo “Leone come me” di Erica Delis è un’opera che propone una riflessione sulla sofferenza animale legata alla realtà, esplora il mondo dei gattili e del volontariato e lancia un messaggio conclusivo di speranza che abbatte le barriere tra una specie e l’altra. Il ricavato delle vendite del volume è devoluto ai “Gatti Mammoni” di Pisa ODV e ai 120 ospiti del loro gattile. Non a caso, lo scopo è quello di tenere alta l’attenzione sui maltrattamenti gratuiti inflitti dall’uomo sugli animali mettendo in risalto i tanti Leone che ogni giorno soffrono per mano umana.
Insomma, finché se ne parla e se ne scrive dimenticare è più difficile, ed è proprio per questo che l’autrice ha voluto intervenire direttamente sulla questione.
“Amo tutti gli animali ma per i gatti ho una vera e propria venerazione, per me sarebbe impossibile vivere senza, ho questa sensazione costante di essere capita al volo da loro senza bisogno di parole. Ho la fortuna di ospitarne 5 sotto il mio stesso tetto o forse sono loro che ospitano me, non so, ma chi non ha mai avuto un animale accanto, davvero non sa cosa si perde. Da gattara e semplice frequentatrice della rete per me sarebbe stato impossibile non scontrarmi col caso Leone, che ha avuto un fortissimo impatto mediatico e quel singolo caso mi ha colpito talmente a fondo che ho deciso che dovevo fare qualcosa di concreto nel mio piccolo, con quello che avevo a disposizione.
Mettere su carta la sua storia, dargli in qualche modo una voce. La foto di Leone che guarda i veterinari che lo curano, il video in cui tenta invano di mangiare nonostante le sue condizioni indescrivibili, sono impossibili da dimenticare: lui è uno dei tanti perché assistiamo quotidianamente a crudeltà gratuite compiute dall’uomo verso questi esseri senzienti, che provano il nostro identico dolore, che sono nostri fratelli.
Ma in qualche modo li simboleggia e li racchiude tutti. La civiltà e il progresso di un paese si misurano dal modo in cui ascolta e considera gli animali, in Italia la strada da percorrere è tutta in salita ed è ancora molto lunga. La Legge Brambilla (cliccate QUI per recuperare il nostro articolo a riguardo) approvata in via definitiva lo scorso maggio riconosce gli animali oggetto di diritti, finalmente cioè diventano vittime e soggetti di tutela, è previsto anche un inasprimento delle pene, per l’uccisione di un animale la reclusione può salire fino a tre anni.
Vediamo come tutto questo verrà applicato alla realtà. Di certo è fondamentale che si continui la sensibilizzazione, a partire dalle scuole, che si insista soprattutto nelle regioni dove la cultura del rispetto verso gli animali è ancora debole, poco coltivata. Si deve sempre tenere ben presente che chi maltratta un animale è un soggetto socialmente pericoloso che potenzialmente si sta “allenando” per perpetrare le stesse violenze su persone fragili e indifese. Bisogna parlarne, insistere, denunciare, smuovere le coscienze, seminare questo tipo di consapevolezza. Gli animali fanno parte della bellezza della vita e tutelarli, occuparsi del loro benessere, prevenire la loro infelicità in qualche modo è occuparsi nel benessere e della salute di tutta la società”.
Dicembre 2023, in una cittadina di provincia. Rela è una donna di mezza età che si trascina in una vita scialba e solitaria. È introversa, ostile, perennemente sovrappensiero, facilmente impressionabile. La sua è una sensibilità dolorosamente acuta che la porta a raccogliersi in un mondo fatto di cose piccole e incontri minimi: non ha figli, non si è mai innamorata e il suo rapporto con Maddalena, vecchia amica di scuola, è spesso conflittuale.
Rela lavora con zelo da oltre vent’anni nella stessa impresa di pulizie nonostante sia laureata e legga moltissimo. Lavora in maniera distaccata, con la mente lontana anni luce. Pensa al passato, ma soprattutto pensa ai suoi gatti, ai tre che vivono con lei e agli sfortunati che affollano il gattile in cui da tempo è volontaria insieme a un gruppo di ragazze che potrebbero essere sue figlie. Il gattile è un micromondo in cui si mescolano rassegnazione, sofferenza, attesa e solitudine ma per Rela è anche un balsamo sottile, un modo per respirare e sentirsi viva.
Il suo già precario equilibrio viene brutalmente rovesciato dalla notizia appresa dal Web del cucciolo scuoiato vivo e trovato agonizzante in un paese a ventiquattro chilometri da lei. Rela segue il caso con angoscia crescente e quando Leone muore cade in uno stato di prostrazione letargica da cui riesce a risollevarsi grazie all’amicizia di Lena, all’incontro con Duccio e allo “straordinario talento per la speranza” che lo stesso Leone, col suo esempio, le trasmette. Ricominciare è possibile, rinascere anche.
Erica Delis (pseudonimo* di Federica Depaolis, 1971) vive e lavora a Firenze con un marito e cinque gatti. Bibliotecaria e bibliografa, autrice di repertori bibliografici e vari saggi, è vicepresidente della Fondazione Montanelli Bassi di Fucecchio (Fi) e collaboratrice delle riviste Charta, Erba d’Arno e Culture Digitali.
P.s.: *l’uso dello pseudonimo è motivato dalla quasi omonimia con la scrittrice romana Federica De Paolis, autrice Feltrinelli molto nota!
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