Le Nostre Rubriche

Maldive, quando la natura non è solo lo sfondo di una vacanza

Il disco incandescente del sole si affaccia all’orizzonte e, subito deciso (com’è tipico ai tropici), illumina la giornata degli ospiti su questo atollo maldiviano: l’isolotto, rigorosamente circondato dalla barriera corallina, su cui sorge il Sun Siyam Iru Fushi, resort d’eccellenza dalle spiagge bianchissime (e come potrebbe essere altrimenti?) e ingentilite da gruppi spontanei di palme da cocco. All’interno – in realtà poco più di un km quadrato – esploriamo una vegetazione ricca di piante di ogni sorta, alcune diffuse largamente ai tropici (come l’albero della gomma, oltre alla palma e alle felci di mare) altre endemiche delle Maldive, tutte, queste ultime, dai nomi stranissimi e difficilmente pronunciabili.

Si tratta a volte di vegetazione ad alto fusto, come una sorta di quercia dalle oblunghe foglie marroncine, munita di radici aeree e di liane cadenti; in altri casi, invece, di piante molto più basse come la gardenia marina o da spiaggia, dai fiori bianchi e gialli, colori più delicati di quelli rossastri delle nostre gardenie. Menzione particolare meritano gli alberi dalle proprietà curative, come quelli con il cosiddetto frutto “Nonin”, dalle spiccate proprietà anti-ossidanti; oppure la pianta del “ragno” (qui chiamata Lilì), che ha un’inflorescenza bianca che si apre a raggio (ecco perché del “ragno”) e che contiene dosi tossiche di veleno, che però se utilizzato in quantità minime rivela proprietà mediche.

Una passeggiata in piena natura in un’atmosfera lussureggiante, una pausa green in un contesto tropicale. Ma le Maldive sono anche ricche di tradizioni di tutti i tipi, principalmente gastronomiche. Assistiamo a una sorta di tutorial sull’impiego multidisciplinare della noce di cocco.

La natura non è un posto da visitare. È casa nostra — Gary Snyder

Maldive, il cocco e una cucina che utilizza tutto

L’olio prezioso serve come ingrediente molto salutare in differenti piatti locali, ma soprattutto per prodotti cosmetici dai grandi benefici per la pelle e i capelli (rafforza il cuoio cappelluto). Il latte di cocco invece è alla base di dolci, ma anche di salse che, mischiate a spezie come curcuma, cumino, cinnamomo, ovviamente curry, noce moscata – per citare quelle note anche a noi -, insaporiscono in maniera intensa piatti di pollo, pesce e verdure.

Ovviamente anche il latte di cocco contribuisce alla creazione di creme idratanti che, a queste latitudini, sono un toccasana contro le scottature o altri tipi di eruzioni cutanee. Considerevole infine è l’utilizzo della robusta fibra dell’involucro della noce di cocco, che serve per cordami o cestini al posto del vimini. E infine la polpa ha, tra le varie cose, proprietà lenitive e decongestionanti per il mal di denti o i gonfiori dell’apparato orale. Della serie, del cocco non si butta via niente!

Frutti della papaya
Aristide Malnati presso il giardino del Sun Siyam Iru Fushi
Imponenti palme da cocco presso il resort Siyam World

Dal cocco al riciclo: l’altra anima dei resort Siyam

Dal Sun Siyam Iru Fushi ci spostiamo al Siyam World, su un’isola un po’ più estesa e quindi con una vegetazione più ricca e variegata. “Qui ci sono anche diverse piantagioni”, tiene a precisare Alee Siyam, dell’omonima famiglia proprietaria di tutti i centri Siyam, cinque alle Maldive, uno nello Sri Lanka. “Sono piantagioni di banane, papaya, ovviamente cocco, ma anche mango e avocado. Tutte curate con sistemi modernissimi e naturali, che forniscono al resort frutta freschissima, a chilometro, anzi a ‘metro’ zero”, specifica con legittimo orgoglio il direttore che, sulla sua minicar elettrica, ci porta a visitare tutte le piantagioni.

Così come anche visitiamo una sorta di serra, dove vengono coltivate le verdure tradizionali e, soprattutto, le numerose e profumatissime spezie tipiche di queste parti (ricordiamo che non siamo distanti dall’India). Ma soprattutto ci rechiamo in una piccola fabbrica per il riciclo totale degli oggetti, peraltro pochissimi, in plastica (qui le bottiglie per l’acqua sono tutte rigorosamente in vetro), in modo che nessuno di essi finisca in mare o abbandonato nella vegetazione o ai bordi delle stradicciole sterrate ad anello lungo l’isola.

Un piccolo-grande esempio di virtù ecologica, gestito da ingegneri locali, che hanno studiato bio-ingegneria o bio-chimica a Londra o a Parigi, e che sta consentendo al Siyam World e al gruppo Siyam di segnalarsi per la grande attenzione dedicata alla natura. Un comportamento esemplare che ha portato questi resort ad avere una clientela di qualità, sensibile e raffinata, attenta all’environment; e che soprattutto ha reso meritoria la famiglia Siyam di numerosi premi internazionali di prestigio in virtù della sua grande sensibilità ecologica.

Se siete curiosi di leggere le precedenti uscite di “Storia e Misteri”, potete recuperarle cliccando -> QUI <-

Leggi anche:

Maldive, è necessario salvare i coralli per salvare le isole! – L’Opinione

Maldive, nel regno degli squali: un safari nel firmamento sommerso – L’Opinione

Un fantastico viaggio tra Israele e Giordania

Per rimanere aggiornato sulle ultime opinioni, seguici su: il nostro sito, Instagram, Facebook e LinkedIn

Aristide Malnati e Virginia Reniero

Aristide Malnati è un papirologo italiano, archeologo e mummiologo, noto per la sua partecipazione a vari programmi televisivi. Ha studiato al Liceo Classico "Omero" di Milano e ha conseguito la laurea in Lettere Classiche presso l'Università Statale di Milano, ottenendo due dottorati a Strasburgo, una specializzazione in Filologia Classica all'Università di Zurigo e una D.E.A. in Papirologia Greca all'Università di Strasburgo. Ha preso parte a oltre 15 partecipazioni a scavi in Egitto ed è curatore della traduzione di testi filosofici. Il primo testo da lui studiato è un ampio frammento in greco antico del III-II secolo a.C., reperto che ha poi attribuito ad un'opera del primo stoicismo, di cui è la prima testimonianza diretta. Virginia Reniero è da sempre una grande appassionata di arte e grandi nomi della Storia. Ha studiato Economia all’Università di Verona, specializzandosi poi a Milano presso l’Università Bicocca e finendo il percorso universitario di impronta economico-turistica a Mosca conseguendo così anche una doppia laurea. Dal 2014 collabora con l’archeologo Aristide Malnati, con cui ha girovagato per gran parte del Sud-est asiatico. È anche presentatrice televisiva e modella. I due conducono insieme, su Telenova, il programma "Storie e misteri".

Recent Posts

Dall’autunno al pop, le canzoni della settimana tra conferme, ritorni e qualche sorpresa

L'autunno è appena cominciato, ma sembra già avere trovato la sua colonna sonora. Tra nuove…

11 ore ago

Caso Garlasco, quando gli errori della Giustizia diventano una ferita per tutti

Pochi giorni fa abbiamo appreso dai media e dai programmi televisivi la comunicazione ufficiale con…

18 ore ago

Milano Fashion Week 2026: sold-out ad Areapergolesi per lo show di Steven G. Torrisi

Ha sfilato nella nuova location di Areapergolesi nel centro di Milano la X° edizione della…

1 giorno ago

I personaggi che non se ne vanno mai: quando una voce diventa memoria

Benvenuti con un nuovo appuntamento a “Senti chi parla”, la mia rubrica dedicata al mondo…

2 giorni ago

Berserk! – Il cerchio di sangue (1967): Joan Crawford sotto il tendone degli orrori

C’è un momento in cui il circo smette di essere un luogo di meraviglia e…

2 giorni ago

Wanna Marchi e Stefania Nobile beatificate al P.I.C.? Anche no, grazie!

Qualche giorno fa, mentre ero intento a selezionare qualche comunicato stampa da pubblicare sulle pagine…

2 giorni ago