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Maldive, nel regno degli squali: un safari nel firmamento sommerso

La discesa nelle acque oggi stranamente calme di questo tratto di mare, non lontano dall’atollo maldiviano che ospita il resort cinque stelle lusso Siyam World, è prudente e discreta. Non vogliamo disturbare i padroni di casa. Ed eccoli, i padroni di casa: sagome brunastre che, in alcuni casi, superano i due metri e mezzo di lunghezza. Gli squali nutrice nuotano tutt’intorno seguendo traiettorie apparentemente incomprensibili, guidati dall’istinto e dalla ricerca di cibo. Alcuni stanno cacciando. Si nutrono prevalentemente di piccoli pesci, crostacei e molluschi.

Tutta carne tenera, non amano le ossa,

ci hanno assicurato. Sarà vero? Ci fidiamo. Dobbiamo fidarci. Con il largo muso rivolto verso il fondale, alcuni smuovono la sabbia alla ricerca delle prede che tentano invano di nascondersi. Altri riposano immobili sul fondo: a differenza di molte specie, infatti, gli squali nutrice riescono a pompare attivamente l’acqua attraverso le branchie e possono quindi respirare anche senza continuare a nuotare.

Virginia è la più audace. Volteggia nell’acqua e li guarda negli occhi, quei tipici occhi sporgenti che sembrano osservare ogni movimento. Aristide, invece, alla fine resta sulla barca: filma dalla scaletta, a pelo d’acqua, cercando di non alterare minimamente ciò che accade sotto di lui. Accanto alla giovane inviata di Storia e Misteri si è immerso un cameraman subacqueo, pronto a catturare volti, giravolte e movimenti. Terrestri e creature marine volteggiano, si inabissano, riemergono e si scrutano senza mai disturbarsi.

Biologi e pescatori locali ci hanno rassicurati: gli squali nutrice sono generalmente poco aggressivi nei confronti dell’uomo, ma restano animali selvatici e non devono essere toccati né provocati. La distanza e il rispetto sono regole imprescindibili. Questo incontro ravvicinato del terzo tipo – anche se qui gli alieni siamo noi umani – dura quasi mezz’ora. Sono emozioni uniche, ancestrali, soprattutto per chi nuota accanto a questi antichi dominatori dei mari. Ma anche per chi, dalla scaletta, intravede ciò che accade sotto la superficie e non può fare a meno di chiedersi che cosa potrebbe succedere da un momento all’altro.

Nulla di simile è mai accaduto nella lunga storia del turismo maldiviano. Ma non si sa mai.

Partenza dal resort Siyam World: Aristide, Virginia e Sabrina Fernando, responsabile per l’accoglienza degli ospiti italiani/Credit: Aristide Malnati

La danza dei delfini nell’Oceano Indiano delle Maldive

Ci ritroviamo sulla barca dopo un’autentica abbuffata di emozioni. Poi, via: si parte per una nuova caccia, anche questa volta rigorosamente fotografica, sulle tracce dei delfini. Questi mammiferi marini, appartenenti all’ordine dei cetacei, possiedono una spiccata intelligenza, una notevole memoria e una complessa capacità di comunicazione. Appaiono come discoli ragazzotti del mare.

Sfrecciano in gruppo accanto alla barca, persino più veloci di noi. Alcuni saltano fuori dall’acqua disegnando traiettorie sincronizzate e figure quasi geometriche. Avanzano a gruppi di tre, quattro o cinque esemplari, perfettamente paralleli; emergono nello stesso istante, si esibiscono in piroette e tuffi, compiendo balzi che possono raggiungere anche i due metri.

Il colore scuro dei loro corpi finisce a tratti per confondersi con quello del mare, che al largo diventa profondo e cupo, soprattutto quando si avvicina il tramonto. Lo spettacolo dei delfini è uno spettacolo nello spettacolo. Ed è soltanto il preludio all’ultima emozione della giornata, alla nostra conclusiva esplorazione degli abissi.

Tartarughe e razze, l’ultima meraviglia

Vogliamo incontrare le tartarughe marine, possibilmente anche di grandi dimensioni. E ci riusciamo. Il nostro validissimo capitano ci conduce in una laguna tranquilla, particolarmente ricca di fauna marina. Aristide, nonostante la claustrofobia e l’astigmatismo, fa la sua parte: tre minuti di snorkeling accanto alla barca. Un’esplorazione non proprio memorabile, durante la quale incontra soltanto qualche pesce palla e alcuni pesci pagliaccio, che lo osservano incuriositi e del tutto ignari di chi possa essere.

La vera esplorazione è quella di Virginia, accompagnata dall’immancabile sub-videomaker. I suoi volteggi sembrano trasformarsi in una danza intorno alle tartarughe: goffe sulla terraferma, sott’acqua queste creature rivelano un’agilità sorprendente. L’essere umano e l’animale marino si scrutano, sembrano sorridersi e si muovono seguendo lo stesso ritmo, senza mai toccarsi. È un’azione continua, dentro e fuori, sopra e sotto, in un crescendo di movimenti armoniosi e coordinati.

Ma non ci sono soltanto le tartarughe. Ecco apparire le razze, eleganti e silenziose. Poi, in un tripudio di colori, sfilano come su un’ipotetica passerella degli abissi pesci palla, pesci pagliaccio, pesci Napoleone e persino un tonno. Branchi dalle forme singolari e dalle tonalità vivacissime attraversano il paesaggio sommerso. Infine compare anche un barracuda. È distante, per fortuna. Il safari fotografico volge al termine. È stata una giornata trascorsa nel firmamento sottomarino, nel cuore di un mondo arcano e sterminato, popolato da creature che sembrano provenire da un altro pianeta. E alle Maldive, gli abitanti dei mari sembrano esserci davvero tutti. O quasi!

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Aristide Malnati e Virginia Reniero

Aristide Malnati è un papirologo italiano, archeologo e mummiologo, noto per la sua partecipazione a vari programmi televisivi. Ha studiato al Liceo Classico "Omero" di Milano e ha conseguito la laurea in Lettere Classiche presso l'Università Statale di Milano, ottenendo due dottorati a Strasburgo, una specializzazione in Filologia Classica all'Università di Zurigo e una D.E.A. in Papirologia Greca all'Università di Strasburgo. Ha preso parte a oltre 15 partecipazioni a scavi in Egitto ed è curatore della traduzione di testi filosofici. Il primo testo da lui studiato è un ampio frammento in greco antico del III-II secolo a.C., reperto che ha poi attribuito ad un'opera del primo stoicismo, di cui è la prima testimonianza diretta. Virginia Reniero è da sempre una grande appassionata di arte e grandi nomi della Storia. Ha studiato Economia all’Università di Verona, specializzandosi poi a Milano presso l’Università Bicocca e finendo il percorso universitario di impronta economico-turistica a Mosca conseguendo così anche una doppia laurea. Dal 2014 collabora con l’archeologo Aristide Malnati, con cui ha girovagato per gran parte del Sud-est asiatico. È anche presentatrice televisiva e modella. I due conducono insieme, su Telenova, il programma "Storie e misteri".

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