Quello di Michele Pacella, in arte MICKY, è un percorso artistico che si è costruito sera dopo sera, davanti al pubblico. Per anni il suo terreno naturale è stato quello del piano bar e dei locali, soprattutto tra Roma e Ostia, dove vive. Un’esperienza fatta di contatto diretto con le persone, repertori diversi, serate sempre nuove e quella palestra che soltanto la musica dal vivo può offrire. Ad un certo punto, però, interpretare le canzoni degli altri non basta più. Arriva così la necessità di lasciare qualcosa di personale.
«Dopo tanti anni di piano bar nei vari locali di Roma e Ostia ho voluto realizzare un mio inedito, un pezzo bello che potesse rimanere impresso», racconta.
È da questa esigenza che prende forma Amore che fa rumore, il brano con il quale il cantante affronta quello che considera il proprio “secondo step”: il passaggio dall’esperienza maturata nei locali a una nuova dimensione discografica. Il titolo racchiude già un’immagine immediata: ci sono sentimenti silenziosi e altri che, invece, entrano nella vita facendo inevitabilmente rumore. L’idea del brano nasce durante il periodo estivo, quasi naturalmente, mentre MICKY continua la propria attività musicale passando da una serata all’altra.
«È stato proprio nel periodo estivo. Tra una serata e l’altra mi è venuta l’idea di scrivere questo pezzo», spiega. Dietro “Amore che fa rumore” c’è quindi anche una parte della quotidianità dell’artista: il palco, gli spostamenti, gli incontri e quella dimensione popolare della musica che conosce da molti anni. Il singolo diventa così il punto d’incontro tra due momenti della sua carriera: da una parte l’esperienza accumulata attraverso il piano bar, dall’altra la volontà di costruire progressivamente un repertorio originale.
Nel percorso del singolo c’è anche un capitolo internazionale che l’artista ricorda con particolare soddisfazione: l’incontro con il pubblico rumeno. Un’esperienza che gli ha permesso di verificare direttamente come una canzone italiana possa trovare ascolto anche oltre i propri confini abituali. «Il pubblico rumeno mi ha accolto molto bene con “Amore che fa rumore”. Durante questa mia esperienza e nei concerti il brano ha avuto un ottimo riscontro», afferma.
Per un artista che sta costruendo una nuova fase della propria carriera, confrontarsi con ascoltatori di un altro Paese rappresenta anche un banco di prova. E rafforza una convinzione che MICKY esprime con chiarezza: la melodia italiana conserva ancora una forte capacità di comunicare anche all’estero. «Secondo me la musica italiana c’è sempre ed è ascoltata in tutto il mondo, perché è meravigliosa». Una dichiarazione semplice, ma coerente con la sua storia musicale. In un mercato dominato da produzioni sempre più veloci, contaminazioni internazionali e linguaggi legati alle nuove piattaforme, MICKY sceglie infatti di non rinnegare la tradizione melodica. Non significa guardare indietro, ma partire da un’identità riconoscibile per provare a portarla nel presente.
È questa una delle sfide della nuova fase del cantante: trasformare l’esperienza maturata attraverso tanti anni di musica dal vivo in un progetto capace di sviluppare una propria identità discografica. Il piano bar, da questo punto di vista, non rappresenta qualcosa da abbandonare. È piuttosto la base sulla quale costruire ciò che verrà dopo. Chi ha trascorso anni cantando davanti alle persone conosce infatti una regola fondamentale: una canzone deve riuscire a creare una relazione con chi la ascolta.
Il progetto non dovrebbe fermarsi a questo singolo. MICKY considera “Amore che fa rumore” l’inizio di una fase nuova e ha già individuato il prossimo obiettivo: continuare a incidere materiale originale e portarlo a un pubblico sempre più ampio. «I miei prossimi impegni sono incidere altri brani e farli ascoltare in giro», anticipa. Poche parole che sintetizzano la direzione intrapresa. Dopo tanti anni trascorsi tra locali, pubblico e musica dal vivo, Michele Pacella sembra aver deciso che è arrivato il momento di aggiungere un nuovo capitolo alla propria storia.
Il palco rimane, così come il rapporto diretto con le persone. Ma adesso ci sono anche le canzoni originali e la volontà di costruire, passo dopo passo, un’identità discografica. E forse “Amore che fa rumore” racconta proprio questo, oltre all’amore evocato dal titolo: il momento in cui, dopo tanti anni passati a fare musica, il cantante ha deciso che era arrivato il momento di far sentire anche la propria voce d’autore.
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