Ciao cari lettori, ci sono momenti in cui la voglia di parlare di musica mi passa. Sono quelli in cui il lato grottesco dell’umanità viene a galla. Non che mi stupisca la cosa, ho parlato più volte di come quest’epoca sia fortemente meccanicizzata. Qualche giorno fa, ad esempio, mi sono trovato a commentare sotto un post relativo alla reazione “esagerata” di Mario Venuti. Nel video si vede il cantautore siciliano lanciare un leggio al lato del palco e lo stesso cantautore pare poi lamentarsi con il fonico dei volumi sul palco. Nel mio commento dicevo solo di come Venuti sia una persona educata, e di come bisognerebbe indagare sui fatti prima di sparare a zero. L’artista siciliano, infatti, è stato subito inondato di insulti e commenti.
Io stesso sono stato insultato sotto il mio commento da dei profili con dei nickname improbabili per aver posto un neutro dubbio, sotto uno dei tanti video ripostati da giornali o pagine di gossip. E pensare che il mio era un commento puramente speculativo (filosoficamente parlando) e riflessivo. Tutto ciò mi ha aperto gli occhi sulla direzione che sta prendendo il mondo, sempre più virtuale e banale come il male. Siamo di fronte ad un nuovo oscurantismo e ci sono nuovi inquisitori che agiscono come sciami di insetti inconsapevoli. Questo è quello che mi appare per il futuro nitidamente e andrà sempre peggio. Forse sarò ripetitivo, ma ogni giorno ho la conferma di questa assurda traiettoria.
Ma adesso torniamo alla musica. Il grande Enrico Ruggeri torna con Il Poeta. Enrico lo ritengo un ottimo autore, libero pensatore capace di andare controcorrente e di non accodarsi alle vele dei tanti che vanno dove tira il vento. A proposito, il 17 gennaio uscirà La caverna di Platone, il suo nuovo album di inediti! Per quel che riguarda il brano, quest’ultimo sembra un omaggio a Pasolini e appunto a tutti i liberi pensatori. Il titolo del disco suggerisce l’accento filosofico e riflessivo del disco.
Mi fa pensare ad un altro bel brano per affinità nella tematica. Sto parlando di Bisogno di Poesia scritto dallo scrittore Renzo Paris e il cantautore Andrea Del Monte.
Amedeo Minghi, invece, parla così del nuovo singolo in radio I colori dell’est:
Quando ho scritto I colori dell’est, ho cercato di esprimere la profonda nostalgia e l’intenso amore che si prova in una relazione significativa. Ogni parola – afferma Amedeo Minghi – riflette ricordi di momenti di gioia e dolcezza che ognuno di noi può condividere con la persona amata, evidenziando quanto siano importanti questi attimi nella vita
Per concludere, i Baustelle tornano con Spogliami e, nella speranza che possiate perdonarmi, aggiungo che la scorsa settimana ho dimenticato, come spesso mi capita nella selezione, tra la miriade di uscite, di menzionare il nuovo singolo di Francesco Gabbani Vengo a fidarmi di te che si accoda con la sua produzione passata. Scrittura raffinata coadiuvata da Fabio Ilaqua, il brano è prodotto da un altro autore quotatissimo Davide Simonetta.
Buon ascolto!
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