Per sempre tuo
Briana Ortiz, la protagonista di “Per sempre tuo” della Jimenez, è a terra. Ma mica a terra come nelle giornate no, quando ci si sveglia con il piede sbagliato e si vuole solo arrivare a fine giornata per mangiare patatine scadenti e gelato – viva il reflusso – con i calzini sopra il pigiama. No, peggio. Decisamente peggio. Il marito, ormai quasi ex – la sentenza di divorzio è alle porte – si è portato a letto per anni la sua amica Kelly e il fratello Benny, a causa di una malattia renale cronica, ha i reni fuori uso e non ci sono donatori alle porte. Se non lo ammazzerà la condizione disperata di salute, lo farà fuori la depressione.
Da giovane in salute ad ammalato grave in poco più di un anno: Benny non lo può sopportare e Briana, che gli vuole un bene dell’anima, soffre come un cane. Non la aiuta nemmeno la situazione lavorativa stabile: era in corsa per diventare Primario – lei è un eccellente medico di pronto soccorso – ma il posto verrà con tutta probabilità dato a un nuovo medico, Jacob Maddox, appena arrivato.
Insomma, la protagonista di “Per sempre tuo” di Abby Jimenez, abita nella vecchia casa di famiglia, tra moquette anni 70 e carta da parati datata, dopo un divorzio devastante e non sa cosa accadrà al suo fratellino. Ah, non otterrà una promozione, a quanto pare.
Abbiamo parlato di Jacob Maddox? Sì, insomma, questo medico si è licenziato da un ospedale e in questo, quello dove lavora Briana, vuole subito appropriarsi del suo posto. IL SUO POSTO, QUELLO CHE LEI VUOLE CON TUTTO IL CUORE. Quello che la aiuterebbe a pensare ad altro. Come si permette? Briana lo odia ancor prima di vederlo. E non aiuta il fatto che Jacob sia sfuggente e poco incline alla socievolezza. Quando fa un passo falso, il primo giorno di lavoro, facendosi odiare dalle infermiere, Briana gongola. Ah, ma che meraviglia, non è l’unica ad odiarlo, quel grandissimo arrogante. Ed egoista. E… ma come mai sembra gentile? Ma come è possibile che sia così a modo, come un gentiluomo che arriva da un’altra epoca? E come si reagisce al fatto che una persona che si crede piena di sé sia umile e, udite udite, molto ansiosa?
In più, per farsi perdonare degli atteggiamenti fraintesi dei primi giorni, lui… le scrive una lettera. Mette nero su bianco tutte le sue emozioni e va a segno. Briana continua questa bizzarra ma emozionante corrispondenza pensando di aver sbagliato tutto, ma proprio tutto. Quel medico è probabilmente l’anima più pura che lei abbia mai incontrato.
E non solo, Jacob Maddox fa di più.
Ero partita un pochino titubante, aspettandomi la stessa storia d’amore che, benché carina, si dimentica in un nanosecondo, e invece la Jimenez riesce a tenere banco per tutte e 433 le pagine, affrontando anche degli argomenti molto complessi. La malattia, il trapianto di organi, l’ansia sociale, il dolore profondo, le ferite interne da tradimento. La vita non è semplice, lo sappiamo tutti, e quando ci si scotta mica è semplice tornare a respirare. Tornare a sorridere. Fidarsi.
Però “Per sempre tuo” insegna che si può guarire. Non importa quanto faccia male il petto. Quanto si odi – e l’odio è talvolta devastante, qualcosa che mangia e sputa lo stomaco. Quanto si giuri che mai, mai!, si ricadrà nello stesso errore.
Se si incontra la persona giusta, quella con cui c’è l’incastro perfetto, si può riprendere in mano la vita. e liberarsi di quell’orrenda moquette per una storia d’amore vera, di quelle che fanno battere il cuore.
Un applauso anche alla caratterizzazione dei personaggi che fa l’autrice: la protagonista di “Per sempre tuo” di Abby Jimenez è brillante, arguta, un pochino stronza e dalla battuta guizzante. Fa ridere. Rimane nel cuore.
Bello. Profondo. Da lacrimuccia finale.
Per rimanere aggiornato sulle ultime opinioni, seguici su: il nostro sito, Instagram, Facebook e LinkedIn
A volte basta una canzone per provare a cambiare prospettiva. È da questa idea che…
La tragedia palestinese continua a consumarsi tra Gaza e Cisgiordania, mentre la comunità internazionale appare…
Nell'Abbazia di San Galgano (Siena) si rinnova l'appuntamento con il musical. Questa sera, giovedì 27…
C’è una parola che pesa più della disabilità stessa: pregiudizio. È lì che nasce l’equivoco, l’idea…
Chi giace nella mia bara? Edith Phillips non vede sua sorella gemella Margaret da quasi…
Questa settimana avrei potuto parlarvi della fantomatica docu-serie dedicata a Rita De Crescenzo, quella che…