Attualità

“Tobacco and Vapes Act”, il Regno Unito vieta le sigarette ai nati dal 2009: un nuovo modello?

Nelle scorse settimane il Regno Unito ha approvato il Tobacco and Vapes Act (precedentemente conosciuto come Tobacco and Vapes Bill), un provvedimento divenuto legge che, tra le altre cose, proibisce permanentemente la vendita di sigarette a chiunque sia nato dopo il 1° gennaio 2009. Se ne discute dal dal 2024 e, approvata, tale legge aspira ad una generazione completamente smoke-free, impedendo l’acquisto legale a vita di qualsivoglia prodotto a base di tabacco e sigarette elettroniche, una volta raggiunta la maggiore età. Altre clausole di questa misura riguardano il divieto di fumo in auto con bambini, parchi giochi e aree esterne scolastiche. Per i commercianti che violeranno la norma, inoltre, sono previste sanzioni fino a 100 sterline, destinate al reinvestimento per contrastare il mercato nero.

Una presa di posizione decisamente categorica e senza precedenti nella storia europea da parte del governo, con un intento nobile di ripartire dalla nuova generazione. E a dir la verità, le preoccupazioni del Governo, stando ai dati, risultano a mio avviso molto concrete!

La libertà consiste nell’essere padroni della propria vita — Platone

Divieto fumo in Regno Unito col “Tobacco and Vapes Act”: salute pubblica o crisi della consapevolezza?

Difatti, i dati storici mostrano un incremento del 50% dei nuovi fumatori nella fascia 11-15 anni dal 1990. Per di più, l’OMS rileva che l’Europa ha la prevalenza più alta al mondo tra adolescenti 13-15 anni: il 14,3% fa uso di sigarette elettroniche. Questo dato del 2026 evidenzia un problema persistente, legato anche al mancato raggiungimento degli obiettivi di riduzione del tabacco. Nella fascia 16-20 anni, allo stesso modo, l’incidenza di nuovi fumatori è stabile e alta in Europa. Sebbene sia lodevole e avanguardistica, questa decisione lascia trapelare effetti collaterali che se non saranno correttamente arginati, potrebbero aprire la strada a problematiche serie.

I rischi

In primo luogo il contrabbando e il mercato nero, nonché la consumazione clandestina di fumo. Quando un prodotto ad alta richiesta viene rimosso dal mercato legale, la domanda non svanisce, ma viene semplicemente traslata su di un florido mercato nero parallelo, gestito dalla criminalità organizzata, dove i prodotti non sono soggetti ad alcun controllo di qualità o sicurezza. Senza una regolamentazione sui canali di vendita, i giovani potrebbero trovarsi esposti a sostanze ancora più tossiche o contraffatte, alimentando circuiti di criminalità di strada.

In secondo luogo, il divieto non lascia spazio a una decisione etica personale: il ragazzo non passerà la fase di consapevolezza in cui prenderà atto dei danni che il fumo arreca, e la sua astinenza non sarà dovuta ad una prevenzione né ad un’educazione, ma ad un proibizionismo statale. Il rischio è che questi ragazzi per procurarsi tali o talaltri prodotti rischino di scivolare penale.

Nulla deve essere considerato esente da critica: neppure questo stesso principio del metodo critico. Karl Popper

L’importanza della consapevolezza

Il Regno Unito con questa norma sta esponendo i suoi giovani ad un rischio ingente: La sottrazione del pensiero. Ciò che nobilita l’atto di non fumare, è proprio la scelta di astenersi da questo vizio, di vincere la dipendenza. Secondo questa manovra crollerebbe il “perché” è giusto non fumare, proprio in un’età bisognosa di perché.

Nonostante tutto, trovo che sia una decisione ottima, che superi qualsiasi iniziativa mai attuata dall’Europa a tutela della salute pubblica. Bisognerà attendere che la norma lavori a pieno regime per qualche tempo prima di giudicare se i rischi da me ammessi rimarranno ipotesi o se si trasformeranno in ripercussioni sociali concrete.

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Sofia Pacciolla

Classe 2007, è la più giovane voce qui su L’Opinione. È una studentessa di liceo linguistico con una devozione sfrenata per la letteratura, il cinema, lo spettacolo, la musica e i viaggi che da sempre la accompagna. Nerd incurabile, la rapisce tutto ciò che fa parte del mondo geek e della cultura pop. Il suo tallone d’Achille è la matematica, disciplina che le è assolutamente indigesta. Ama tanto la compagnia degli altri quanto quella di se stessa, e intende proseguire gli studi per poter un giorno intraprendere una carriera nell’editoria e nel giornalismo.

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