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“Succede sempre qualcosa di meraviglioso”: il libro di Gotto che è un inno alla felicità da trovare nell’essenziale

“Succede sempre qualcosa di meraviglioso”, perlomeno se si è pronti a innamorarsi di ogni nuova alba – che venga benedetto il caro, vecchio nonostante tutto. Ma soprattutto, qualcosa di meraviglioso succede sempre, senza se e senza ma, quando si legge un libro come questo. Che ti apre la mente – come farebbe un viaggio, e non è un paragone scontato. Ma andiamo per gradi.

Se anche dovessi fallire, domani il sole sorgerà lo stesso

Un inno alla felicità che inizia con un presente disastroso

Avete presente quando tutto nella vostra vita sembra andare meravigliosamente? Sì, vi guardate allo specchio e siete belli. Proprio così, siete (anche) belli, oltre che fortunati. Del resto, la felicità dona. Ecco, Davide ha tutto quello che gli serve e anche di più: gli ingranaggi del macchinario della vita sono oliati e vanno alla grande.

Con i suoi venticinque anni, è giovanissimo – si sa, le ossa  iniziano a scricchiolare verso i trenta. Dopo anni di studio sta facendo lo stage in uno studio di architettura prestigioso, nell’aria odore di contratto di lavoro a tempo indeterminato. Sta con una ragazza, Valentina, da anni e prova per lei quell’amore maturo che non si nutre solo di passione e tachicardia ma anche di desiderio di futuro. Ha un nonno pazzesco, che ama e che lo ama.

Bene, quindi si può rilassare, vero? Falso! Falsissimo! Già, perché la vita è una maestra degli anni Cinquanta con la bacchetta, l’espressione annoiata e il collier e quando dà le botte lo fa sulla testa. Senza pietà.

La vera bellezza della vita è nell’essenziale

Succede sempre qualcosa di meraviglioso – o forse non sempre?

E cosa potrebbe andare male? Tutto? Ma proprio tutto?

Valentina lo lascia. Sbang. E nello studio dove si parlava da mesi di assunzione seria c’è qualche problemuccio. Doppio sbang. Sì, insomma, sei un buon acquisto ma qui il tuo tempo è scaduto, non sei tu, siamo noi, guarda avanti, per te c’è qualcosa di meglio, eccetera eccetera. E porta sbattuta un faccia, e arrivederci a tutto l’impegno e alla passione e alla dedizione.

Squattrinato e single tutto insieme. Ma non solo.

Cenere alla cenere, polvere alla polvere: sappiamo da quando veniamo al mondo che la vita implica la morte eppure… eppure ogni volta la vorremmo scacciare via. Eliminare. Sì, cara donna con la falce, stattene in panchina, non mi guardare. Quando qualcuno che amiamo passa avanti, il vuoto che lascia è come una voragine nella roccia. Fa paura guardarci dentro, distrugge, scombina. E Davide è, per l’appunto, distrutto: il nonno muore e lui è attanagliato dal dolore.

Sii il fiume, non la roccia

Un presente vuoto

Davide si reinventa. Lo fa senza cuore. Senza anima. Accetta un lavoro modesto ma lo fa con rassegnazione, in maniera incolore. Ma un giorno tutto cambia.

Nel testamento del nonno, una richiesta. Nipote mio, se muoio vai in Vietnam, c’è un amico mio che si chiama Guglielmo e gli devi dare le mie ceneri. Ah, sì, ti pago il viaggio.

Davide è costernato. In Vietnam. A portare le sue ceneri a un tizio. Sembra una barzelletta. All’inizio, rinuncia, poi qualcosa si muove, balla dentro di lui, si dimena. E lui, seppur ancora scettico, parte.

La vita è un viaggio, goditi ogni tappa

Un viaggio che cambia la vita

Un viaggio nel Vietnam che cambia la vita. Ma anche di chi legge. Guglielmo, Guilly, Davide lo trova subito, come se il destino avesse capito l’urgenza di quel compito da portare a termine e ci avesse messo lo zampino. E l’uomo, un anziano magro e con il sorriso sulle labbra, lo porta in giro in quello che è sia un viaggio esteriore, tra le città vietnamite, e sia interiore, tra le macerie del suo cuore. Per sanare le ferite e per imparare a vivere, una volta per tutte. Liberi. Senza sassi sul petto.

Siamo tutti schiavi di stress e fretta, così presi dal lavorare e dal correre e dal fare sempre e comunque qualcosa di utile che ci dimentichiamo di volerci bene. Di coccolarci con l’essenziale. Performanti sempre, frustrati q.b., arrabbiati con tutti. Ma qual è il famosissimo senso? Il senso dell’esistenza, intendo. Be’, non dico che lo troverete per forza nel libro. Uno degli insegnamenti del resto è proprio che ognuno di noi è artefice della propria felicità, che è più una scelta che un accadimento. Ebbene sì, si sceglie di essere felici. Guilly è chiaro: anche gli avvenimenti negativi, quelli che ci fanno sanguinare il cuore, sono importanti per ammirare l’arcobaleno. E ci rendono quello che siamo.

Non c’è sofferenza qui e ora

Gli insegnamenti di cui abbiamo bisogno

Saper aspettare il momento giusto, essere sempre disposti a cambiare (sii fiume, non roccia), smettere di crucciarsi per ciò che è al di fuori della nostra portata ma anche non pensare troppo: noi siamo qui e ora. Se il passato non si può cambiare, il futuro è imprevedibile… e allora perché concentrarcisi troppo? Non possiamo modificare l’uno tanto quanto non possiamo indovinare l’altro.

Sapete che vi dico? Dopo aver letto questo libro, vi verrà da pensare di avere, sotto sotto, sbagliato tutto. Sì, e datelo quel bacio, e ditelo quel ti amo che non avete il coraggio di snocciolare. O la va, o la spacca. E cambiate quel lavoro che vi logora. State con i vostri figli e con i vostri  animali, donate ore della vostra vita a chi amate. Il tempo scorre e non si recupera, per questo è così bello regalarlo a chi lo merita. E saltate, anche se avete paura, anche se il cuore batte forte e avete il terrore di un fallimento. Sarebbe solo un fallimento, nulla di irrimediabile se avvenisse… ma se invece andasse bene? Alzatevi presto, guardate l’alba. Datevi la possibilità di essere felici. Ditelo a voi stessi: io voglio essere felice. E bevete solo quando l’acqua è limpida, aspettare il momento giusto è importante tanto quanto lasciar andare le preoccupazioni inutili. E non abbiate paura della morte, dolce compagna che lascia in bocca un sapore agrodolce. Lei esiste perché c’è la vita, nulla più.

Pagine che restano dentro per sempre

Benedite ogni nuovo giorno. Sorridete a chi non conoscete. Amate con tutto il cuore, del resto l’amore è un succo dolcissimo da bere piano piano, senza fretta.

Leggete questo libro. E poi rileggetelo. Quando siete tristi, camminate scalzi nell’erba. E concentratevi sui vostri sensi, sul tatto, sull’olfatto, sul gusto, sull’udito… e poi lasciate andare i pensieri.

Siamo di passaggio in questa vita ma possiamo comunque fare qualcosa di meraviglioso: essere felici di essere in questa terra. E se non è una benedizione questa, quale?

Succede sempre qualcosa di meraviglioso

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Federica Cabras

Giornalista pubblicista, editor e scrittrice, ha in tasca una laurea in Lettere e un master in Criminologia. Ha pubblicato sette libri, spaziando dall'horror al romance, e lavora nel campo del giornalismo da dieci anni. Tra le sue pubblicazioni, "I segreti di una culla vuota" e "Chi me lo ha fatto fare".

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