Cinema Sommerso

Taron e la pentola magica (1986), un capolavoro Disney di Ted Berman e Richard Rich

Taron e la pentola magica: Medioevo, cittadella di Prydain. L’adolescente Taron lavora come guardiano di maiali dell’anziano stregone buono Dallben. Il ragazzo vorrebbe trascorrere le sue giornate ad inseguire il sogno di diventare un forte e valoroso guerriero ma Dallben lo rimprovera e gli dice di non avere fretta e di concentrarsi sulla maialina Ewy, affettuosa e giocherellona.

La trama

Un giorno mentre Taron sta facendo il bagno alla maialina, questa ha una crisi isterica e inizia a dimenarsi forsennatamente all’interno della tinozza di legno sotto lo sguardo preoccupato di Taron che cerca in tutti i modi di calmarla. Sentiti i lamenti di Ewy, Dallben la fa portare alla svelta in casa e lì rivela al ragazzo un’oscura verità: la maialina è un oracolo in grado di trovare un antico calderone potentissimo andato perduto secoli prima il cui potere malefico vuole essere risvegliato dal diabolico Re Cornelius, sovrano signore di Prydain.

Lo scheletrico e inquietante re desidera pertanto ritrovare la pentola dai magici poteri allo scopo di risvegliare un’orda di defunti guerrieri e di impadronirsi del pianeta portando ovunque morte e distruzione.

Locandina ufficiale/Credit: Filippo Kulberg Taub

Il vecchio Dallben chiede a Taron di andare oltre la foresta incantata e di portare al sicuro la maialina. Il ragazzo accetta l’incarico e si mette in viaggio. Durante una sosta vicino ad un fiume, Taron si mette a sognare e dimentica per un attimo la missione. Ewy scompare e il ragazzo si mette a cercarla nel fitto bosco dove incontra un buffo essere di nome Gurghi. L’esserino ha sempre fame e nel momento del pericolo tende a scappare. Proprio quando Taron sta per ritrovare la sua maialina, questa viene rapita dai draghi del perfido re Cornelius e portata al suo spettrale castello.

Da questo momento la vita di Taron cambierà per sempre e inizierà la sua fantastica avventura e lotta contro il tempo per salvare la vita di Ewy e riportare la pace nella triste terra di Prydain.

Un adattamento ben riuscito quello di “Taron e la pentola magica”

Il poliedrico regista, sceneggiatore e animatore storico della Disney, Ted Berman (1919-2001) dirige il suo secondo film dopo Red e Toby nemiciamici (The Fox and The Hound) del 1981. Supportato come nel film precedente dal collega Richard Rich, decidono di portare sullo schermo l’adattamento dei primi due libri della pentalogia storico-fantastica Le cronache di Prydain dello scrittore americano Lloyd Alexander (1924-2007) cercando di rispettare i canoni della tradizione mitica gallese in esso contenute.

Acquisiti i diritti della saga letteraria nel 1973, la Disney diede l’avvio ai lavori con grande fatica e il lungometraggio d’animazione uscì nelle sale cinematografiche solo nel luglio del 1985 mentre nelle sale italiane arrivò nel gennaio del 1986.

Un successo che in molti non si aspettavano

Credit: Filippo Kulberg Taub

Ritenuto all’epoca spaventevole e un flop al botteghino mondiale, Taron e la pentola magica, 25°film della Walt Disney Animation Studios (secondo il canone comune), ha acquisito, con il tempo, il ruolo di un film d’eccellenza per grandi e per piccini che potranno vivere le avventure del giovane Taron alle prese con il mostruoso re Cornelius e con una serie di bizzarri amici conosciuti casualmente. Tra menestrelli rimbambiti, una principessa coraggiosa con pallina magica al seguito e tre sorelle streghe, il ragazzo dovrà abbandonare la propria fanciullezza per diventare un uomo.

L’inefficace censura

Rivederlo oggi, a distanza di oltre trent’anni si può affermare con assoluta certezza che meriti un posto d’onore tra i film Cult che non devono essere dimenticati sia per la trama affascinante sia per l’uso della tecnologia avanzata per l’epoca.

Nonostante la censura dell’epoca lo avesse fortemente danneggiato (circa di dodici minuti perché ritenuti troppo forti per un pubblico di minori), grazie al restauro avvenuto in occasione dei venticinque anni del film e alla successiva uscita su supporto DVD e sulla piattaforma Disney+, il film oggi è godibile più che mai e vi farà mettere indietro le lancette dell’orologio per qualche ora.

E voi al posto di Taron cosa fareste?

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Filippo Kulberg Taub

Studioso e appassionato di cinema internazionale. Ha dedicato i suoi studi alle grandi figure femminili del cinema del passato specializzandosi alla Sapienza di Roma nel 2007 e nel 2010 su Bette Davis e Joan Crawford. Nel 2016 ha completato un dottorato di ricerca in Beni culturali e territorio presso l’Università di Roma, Tor Vergata con una tesi sull’attrice israeliana Gila Almagor. Ha scritto diversi saggi e articoli di cinema e pubblicato l’autobiografia inedita in Italia di Bette Davis, Lo schermo della solitudine (Lithos). Oggi insegna Lettere alle nuove generazioni cercando sempre di infondere loro fiducia e soprattutto amore per la storia del cinema.

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