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“Torno subito (forse)” di Psicologa Cruda: quando per ritrovarsi bisogna avere il coraggio di perdersi

A volte ripetersi quanto si è fortunati diventa un modo per non chiedersi se si è felici. E tu eri felice?

Si osanna, in questo mondo pazzo e frenetico e instabile, continuamente la perfezione. Sì, perché l’essere umano adora i percorsi lineari. Stabiliti. Quelli definiti corretti, senza sbavature. E così quando si deve chiamare in causa qualcosa di “giusto” si parla spesso di persone che ce la fanno, che si laureano in tempo, che firmano l’indeterminato, che si sposano e fanno figli e non si perdono mai per strada. E guai, quando capitano tutte queste fortune, che ci si lamenti. Guai a sognare un’altra via. Ed ecco che chi molla un lavoro considerato stabile per vivere, che ne so, di arte, viene chiamato pazzo. Stesso dicasi per chi lascia il fidanzato storico, con cui c’era solo abitudine, e si lancia alla riscoperta di sé. E mica importa se prima la vita era una gabbia e ora un parco fiorito: se dici ciaone al tuo percorso dritto come un righello sei un fesso. O hai bisogno di uno psichiatra. Su questo si basa il libro di Psicologa Cruda, Torno subito (forse).

“Torno subito (forse)”: una protagonista che ha macigni sulle spalle

La protagonista del romanzo ha un lavoro ben retribuito, con tutti gli onori. Viaggia molto, tante sono anche le responsabilità ma lei sente – a ragione – di esserselo meritato: ha fatto di tutto, lavorando nei weekend, nei giorni di festa e fino a tarda sera praticamente sempre per ottenere la promozione. Tutti lo sanno: lei è una leader. E allora perché mette tutto in discussione? Allora perché si sente così sola, così in difetto, così… sbagliata? Le hanno inculcato nella testa, sin da bambina, quanto importante fosse cavarsela da sola che ora non sa fare altro. Ha il pilota automatico, mai un errore. Sempre misurata.

Unica pecca agli occhi del mondo? Ha chiuso con il suo fidanzato storico. Ludo. Colui che viene descritto come perfetto (ci risiamo, lo so) ma che di perfetto non aveva forse proprio nulla: può mai essere senza macchia chi, nel bene o nel male, ti tiene al guinzaglio, legando i tuoi sogni e dirottando le tue decisioni? Ma per capirlo la protagonista dovrà assolutamente fare un percorso. Con una terapeuta. Un lungo viaggio dentro se stessa per comprendere come mai nonostante tutto l’infelicità la rincorra. E come mai, soprattutto, siano iniziati gli attacchi di panico.

Quanti errori fanno i genitori?

Non se ne parla tanto, ma spesso le ansie e le tensioni adulte sono qualcosa che nasce nella nostra infanzia. Un seme di paura, che poi si fa pianta e cresce alta e rigogliosa. E allora i genitori devono stare attenti, ma come si fa? Attenti alle litigate. Alle discussioni. Ai problemi quotidiani. Attenti alle cose che trapelano e che fanno danni, come gli allontanamenti di coppia. Però quanto è difficile? Siamo esseri umani e siamo… fallaci. Preda, spesso, delle emozioni. In fuga dalle paure. Proteggere i figli è un nostro compito, ma a volte è difficile.

Un libro che parla della rinascita. Di quanto sia bello e speciale dire: ottimo, non sono felice, cambio vita. E accidenti a chi pensa che sia l’immaturità o la presunzione a parlare. Bisogna rincorrere la nostra felicità, lo dobbiamo a noi stessi e al genere umano. Lo dobbiamo anche a chi, per obbligo o volontà propria, non l’ha cambiata, la sua di vita intendo. Psicologa Cruda è una narratrice spettacolare dei drammi di un’esistenza che si aggiusta, una pezzetta al buco et voilà. E quanto è fresco il vento sul viso quando prendiamo una discesa con la bici, anche quando non sappiamo esattamente dove porterà?

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Federica Cabras

Giornalista pubblicista, editor e scrittrice, ha in tasca una laurea in Lettere e un master in Criminologia. Ha pubblicato sette libri, spaziando dall'horror al romance, e lavora nel campo del giornalismo da dieci anni. Tra le sue pubblicazioni, "I segreti di una culla vuota" e "Chi me lo ha fatto fare".

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