Milano, quartiere Isola. La nuova Zona a Traffico Limitato, introdotta in via sperimentale, ma in fase di attivazione completa nasce con l’obiettivo dichiarato di ridurre il traffico e migliorare la vivibilità del quartiere. Sfortunatamente, però, non tutti condividono questa scelta. Sono molti i residenti che si dicono contrari, denunciando già futuri disagi e penalizzazioni per le famiglie che vivono lì. A tal proposito, per comprendere le preoccupazioni di chi vive e lavora nell’area interessata dal provvedimento, abbiamo deciso di rivolgerci ad uno dei residenti, in particolare all’imprenditore Marco Alba, dal momento che soltanto chi le vive può comprendere determinate situazioni. Del resto, come ripeteva la giornalista ed attivista Jane Jacobs:
Le città hanno la capacità di offrire qualcosa a tutti, solo perché, e solo quando, sono create da tutti
La sperimentazione è iniziata da poche settimane, ma alcuni effetti sono già evidenti. Dopo le 21 si trovano numerosi posti auto liberi e questo, a mio avviso, dimostra che il vero obiettivo non era facilitare la vita dei residenti, bensì scoraggiare l’utilizzo dell’automobile e spingere i cittadini verso altri mezzi di trasporto come metropolitana, biciclette e monopattini. Il problema è che limitare il traffico significa anche limitare l’arrivo di persone provenienti da altre zone della città. E quando diminuisce il flusso di persone, inevitabilmente ne risentono le attività commerciali. In molti casi si stanno già registrando perdite significative di fatturato.
Anche per i residenti stanno emergendo numerose criticità. Penso ai ragazzi che escono la sera e che devono essere accompagnati fino ai confini della ZTL, percorrendo poi a piedi centinaia di metri. Oppure alle famiglie che prima condividevano i passaggi per accompagnare i figli agli allenamenti o alle attività sportive e che oggi si trovano ad affrontare maggiori difficoltà organizzative. C’è poi un altro aspetto: le auto che non possono più entrare nel quartiere si concentrano inevitabilmente lungo il perimetro della ZTL, trasferendo il problema dei parcheggi nelle zone limitrofe.
Infine, molti residenti delle piazze principali, come Piazza Tito Minniti e Piazza Archinto, segnalano che gli spazi prima occupati dalle auto vengono oggi utilizzati come luoghi di ritrovo serale, con schiamazzi e musica ad alto volume fino a tarda notte.
Credo che si tratti di una valutazione molto soggettiva. Personalmente non considero una visione moderna quella che limita fortemente l’utilizzo dell’automobile senza offrire alternative realmente adeguate alle esigenze quotidiane delle persone. Pensiamo ai mesi invernali: quando piove o fa freddo, quanti cittadini sono davvero disposti a muoversi in bicicletta per andare a cena o trascorrere una serata con amici?
Inoltre, spesso si descrive Isola come un quartiere costantemente sovraffollato. In realtà il picco di frequentazione si è registrato soprattutto nel periodo successivo alla pandemia e in pochi tratti di vie della zona arance, quando le persone avevano una forte esigenza di tornare a vivere gli spazi pubblici. Oggi la situazione è molto diversa e, dalla domenica al giovedì, il quartiere presenta livelli di affluenza assolutamente normali.
È proprio questo il punto che ha generato il maggiore malcontento. Molti cittadini hanno avuto la sensazione che una decisione così importante sia stata presa senza un coinvolgimento della popolazione interessata. Nel tempo sono state avanzate diverse proposte: posticipare l’orario di attivazione della ZTL, ridurre l’estensione dell’area coinvolta oppure limitarne l’applicazione ai fine settimana o ai periodi dell’anno caratterizzati da una maggiore presenza di persone nelle strade. Residenti e commercianti hanno chiesto più volte un confronto con il Municipio e con il Comune per trovare un punto d’incontro. Tuttavia, queste richieste non hanno ricevuto risposte.
Milano è sempre stata una città dinamica, fortemente orientata al lavoro e all’impresa. Negli ultimi anni ho percepito un progressivo aumento delle restrizioni che riguardano la mobilità e altri aspetti della vita cittadina. Molti residenti ritengono che queste scelte abbiano modificato il rapporto tra amministrazione e cittadini, alimentando un crescente senso di distanza rispetto alle esigenze quotidiane di chi vive e lavora in città.
Se si vuole davvero investire sulla sostenibilità ambientale, partirei da interventi concreti sul verde urbano. Milano ha bisogno di più alberi e di una maggiore attenzione agli spazi naturali. Più in generale, credo che qualsiasi scelta amministrativa debba essere guidata dal buon senso e da un confronto costante con chi vive il territorio ogni giorno. Quando abbiamo evidenziato il rischio di importanti perdite economiche per le attività della zona, la risposta ricevuta è stata che il problema era noto.
Da imprenditore accetto il rischio e gli errori che possono derivare dalle mie scelte. Trovo però difficile accettare conseguenze economiche che derivano da decisioni sulle quali non ho alcuna possibilità di incidere. Per questo motivo ritengo che il confronto su questa ZTL sia solo all’inizio e che il dibattito resterà aperto ancora a lungo.
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