Attualità

Nota Stampa – Filippo Marra – Carceri italiane al collasso: sovraffollamento record e suicidi in aumento passano inosservati

Il grado di civiltà di una società si misura dalle sue prigioni — Voltaire

Le carceri italiane continuano a vivere una crisi strutturale sempre più profonda. Al 30 aprile 2026 i detenuti presenti negli istituti penitenziari erano 64.436, a fronte di una capienza regolamentare di 51.265 posti che, considerando le sezioni inutilizzabili o non operative, si riducono a 46.318 effettivamente disponibili. Il tasso reale di sovraffollamento ha così raggiunto il 140%.

Sono ormai 73 gli istituti con un tasso di affollamento superiore al 150%, mentre in otto carceri il numero dei detenuti supera addirittura il doppio della capienza prevista. Solo 22 strutture, in tutta Italia, risultano non sovraffollate. Il dato appare ancora più significativo se confrontato con gli annunci del governo sul cosiddetto “Piano carceri”: dall’avvio del progetto, infatti, i posti realmente disponibili sono diminuiti di 537 unità invece di aumentare.

Detenuti sempre più anziani nelle carceri italiane, ma crescono anche i giovani adulti

Il rapporto evidenzia inoltre un progressivo invecchiamento della popolazione detenuta. Se nel 2010 oltre il 60% dei reclusi aveva meno di 40 anni, alla fine del 2025 la percentuale è scesa al 43,9%. Parallelamente cresce il numero degli over 50, passati dal 15,8% del 2010 al 29,5%. Nonostante ciò, negli ultimi anni si registra anche una lieve ripresa della presenza di giovani adulti. I detenuti tra i 18 e i 20 anni rappresentano oggi l’1,6% del totale, in aumento rispetto all’1% del 2021. Crescono anche i giovani tra i 21 e i 24 anni, saliti al 5% dopo anni di calo.

Uno degli aspetti più critici riguarda le condizioni quotidiane di vita negli istituti penitenziari. Oltre il 60% dei detenuti trascorre quasi tutta la giornata chiuso in cella, mentre solo il 22,5% è inserito in sezioni a sorveglianza dinamica. Le recenti disposizioni del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria hanno ridotto ulteriormente le possibilità di movimento, le attività trattamentali e i contatti con l’esterno. Una situazione che, anziché migliorare la sicurezza, avrebbe contribuito ad aumentare le tensioni interne.

Le aggressioni contro gli agenti di polizia penitenziaria sono cresciute del 12,4%, passando da 2.154 a 2.423 episodi. Ancora più marcato l’aumento delle violenze tra detenuti: dai 3.356 casi del 2021 si è arrivati ai 5.812 del 2025, con un incremento del 73%. In crescita anche gli episodi definiti “turbativi dell’ordine e della sicurezza”.

Credit: magnific.com/licensefree

Suicidi e autolesionismo: numeri drammatici

Il fenomeno più allarmante resta però quello dei suicidi. Nel 2025 almeno 82 detenuti si sono tolti la vita, mentre nei primi mesi del 2026 i casi registrati sono già 24. Complessivamente, in meno di un anno e mezzo, le morti suicide in carcere sono state 106. A questi dati si aggiungono 254 decessi complessivi avvenuti nel 2025, il numero più alto degli ultimi decenni. Restano elevatissimi anche gli episodi di autolesionismo: oltre 2.000 ogni 10.000 detenuti, il che significa che circa un detenuto su cinque compie gesti autolesivi.

Il problema nasce anche dall’isolamento e dalla mancanza di attività. “Un carcere chiuso non è un carcere più sicuro”, l’abbandono e il massiccio uso di psicofarmaci contribuiscano ad aggravare il disagio psicologico all’interno delle strutture.

Più pene e aggravanti, ma i reati diminuiscono

Si voglia mettere inoltre in evidenza un apparente paradosso: mentre i reati in Italia restano stabili e nei primi mesi del 2025 risultano addirittura in calo dell’8%, il sistema penale continua a irrigidirsi. Dall’inizio della legislatura sarebbero stati introdotti oltre 55 nuovi reati, più di 60 aggravanti e oltre 65 aumenti di pena. Parallelamente diminuiscono gli ingressi in carcere e cala anche il ricorso alla custodia cautelare, oggi applicata al 24,1% dei detenuti.

Il sistema penitenziario continua però a mostrare forti difficoltà sul fronte del reinserimento sociale. Solo il 40,8% dei detenuti è alla prima esperienza carceraria, mentre quasi la metà è già stata in carcere da una a quattro volte. Insomma, i numeri confermano il fallimento delle politiche rieducative. Solo il 29,3% dei detenuti svolge un’attività lavorativa e, nella maggior parte dei casi, si tratta di mansioni interne all’amministrazione penitenziaria. Appena il 7,9% frequenta corsi professionali e solo il 3% è iscritto all’università.

Preoccupa anche il rallentamento delle misure alternative alla detenzione. Nel 2025 gli affidamenti in prova ai servizi sociali sono diminuiti rispetto all’anno precedente, così come i casi di detenzione domiciliare. Una tendenza che rischia di aggravare ulteriormente il sovraffollamento. Alla fine del 2025 oltre 24 mila detenuti avevano un residuo pena inferiore ai tre anni e avrebbero potuto accedere a misure alternative, mentre quasi 8 mila persone dovevano scontare meno di un anno di carcere. Nonostante ciò, “dal carcere si esce sempre meno”.

Leggi anche:

Torino, scontri in piazza e poliziotti feriti al centro del dibattito – L’Opinione

Uganda, legge anti-gay: perché essere se stessi deve essere un reato? – L’Opinione

“I Promessi Sposi” e la nuova scuola di Valditara: oggi i classici non servono più a niente? – L’Opinione

Per rimanere aggiornato sulle ultime opinioni, seguici su: il nostro sitoInstagramFacebook e LinkedIn

Filippo Marra

Nato a Reggio Calabria nel 1972, è un consulente tecnico esterno al Senato della Repubblica, membro della Segreteria di Stato, consulente tecnico per le ambasciate italiane all'estero, Presidente e Fondatole dello Sportello Unico che raggruppa varie associazioni di disabili in tutta Italia. Attualmente, è anche Presidente dell'associazione nazionale "Itaca"

Recent Posts

Dolly Parton muore a 80 anni, da “9 to 5” ad una vita sempre in scena: “We will always love you, Dolly!”

Si è spenta oggi, all'età di 80 anni, la regina della musica country Dolly Parton.…

4 ore ago

Gianfranco Paglia, il valore della divisa non si toglie mai: le opinioni passano, ma la storia resta

Le polemiche che hanno investito il tenente colonnello Gianfranco Paglia dopo le sue parole sul…

17 ore ago

World Humanoid Games, gli automi battono Bolt: e se fossimo già dentro “Io, Robot 2.0”?

La scorsa settimana ci siamo concentrati su quella meravigliosa e assurda abitudine tipicamente moderna di…

17 ore ago

“Perché capitano sempre a me?”, la domanda che ci tiene prigionieri delle relazioni tossiche

Perché incontro sempre persone incapaci di amarmi davvero? Perché all’inizio sembrano meravigliose e poi si…

1 giorno ago

Sotto il Tevere, una nuova mappa svela il patrimonio archeologico sommerso di Roma

Una Roma che conosciamo poco, nascosta sotto la superficie del Tevere eppure strettamente legata alla…

2 giorni ago

Il Vesuvio, duemila anni dopo, continua a cambiare la storia di Pompei ed Ercolano

Si elevava una nube, ma chi guardava da lontano non riusciva a precisare da quale…

2 giorni ago