In un’epoca di massiccia digitalizzazione del lavoro e implementazione tecnologica della vita, in cui l’intelligenza artificiale (IA) e l’automazione tagliano nuovi traguardi, creando inedite opportunità lavorative e modificandone altre a discapito dell’essere umano, la preoccupazione maggiore è rappresentata dal rischio che quest’ultimo possa andare a ricoprire una posizione sempre più marginale. Il mercato pare aver subito dei cambiamenti consistenti, specialmente per quel che riguarda i settori emergenti in crescita, perciò diventa lecito interrogarsi su un quesito che, alla luce delle rivoluzioni in atto, è a dir poco fondamentale: che fine farà l’uomo in un panorama in continua evoluzione? A tal proposito, già nella prima metà del XIX secolo, lo scrittore e filosofo americano Henry David Thoreau affermava che:
“Gli uomini sono diventati gli strumenti dei loro stessi strumenti”
I cambiamenti del mondo del lavoro dovuti al progresso e alla digitalizzazione
Per carità, è vero che, nel corso della Storia, l’industria e la scienza ci hanno abituato a scoperte e conquiste sempre più clamorose, repentine e “facili da raggiungere”. Al contempo, però, è altrettanto vero che se in un passato non troppo lontano queste potevano essere funzionali all’uomo, adesso la situazione potrebbe capovolgersi completamente. E al centro di tale cambiamento, naturalmente, risulterebbero esserci proprio la tecnologia e la tanto temuta digitalizzazione. Una prima dimostrazione di questo fenomeno si evince dal numero crescente di macchine che, nei diversi ambiti, stanno sostituendo gli impiegati, i quali, qualora non dovessero essere rimpiazzati del tutto, vengono relegati a ruoli secondari con conseguenti modifiche circa le mansioni a loro assegnate e le competenze necessarie per potersi adattare alle trasformazioni in atto.
Inoltre, proprio per quel che riguarda le competenze, le imprese sembrano riscontrare svariate difficoltà nel riuscire a trovare dipendenti sufficientemente preparati, sia per via della rapidità con cui le innovazioni si stanno imponendo sia per quelle politiche che in alcuni Paesi non favoriscono alcun tipo di agevolazione per l’apprendimento delle materie inedite con cui i sottoposti andranno ad interfacciarsi. Basti pensare ai ruoli legati all’IA, alla cyber security, allo sviluppo di software, all’analisi dei dati e alle relative posizioni in forte espansione, in merito ai quali diversi Stati sono innegabilmente più avvantaggiati di altri. Difatti, posizioni come data scientist, ingegneri di machine learning e sviluppatore di blockchain stanno diventando sempre più richieste e non tutti sono in grado di soddisfare la domanda con un’offerta adeguata, benché si stiano compiendo passi avanti e innumerevoli sforzi.
I vari settori interessati
L’industria, tuttavia, non è l’unico settore interessato da suddetto fenomeno di digitalizzazione. Anche il settore sanitario sta vedendo una crescita significativa, con nuovi impieghi legati alla telemedicina, alla biotecnologia e alla gestione della salute digitale. Figure quali il consulente di salute digitale, il genetista e il terapista virtuale, ad esempio, stanno guadagnando terreno, spinti dalla necessità di fornire assistenza sanitaria a distanza e personalizzata.
Ma non solo, persino la tutela dell’ambiente, nonostante sia ignorata dalle classi politiche di troppe Nazioni, sta generando lavori inediti nel campo della sostenibilità. Ad esempio, quelle di ingegneri ambientali, consulenti per l’energia rinnovabile e specialisti in gestione dei rifiuti sono tra le figure di cui si necessita maggiormente al momento, poiché le aziende cercano esperti che possano aiutarle a ridurre l’impatto ambientale o a rispettare le normative in materia di sostenibilità. Perciò, è chiaro che l’apprendimento costante e continuo diventa una questione cruciale. I professionisti devono essere disposti, infatti, ad aggiornarsi regolarmente, acquisendo nuove competenze e conoscenze per rimanere competitivi e attivi sul mercato.
In conclusione, dunque, il futuro del lavoro è caratterizzato da veloci cambiamenti e dall’emergere di nuove professioni. Abbracciare le tecnologie emergenti, adattarsi agli stravolgimenti, sviluppare competenze tecniche e trasversali, e impegnarsi in ambito formativo potranno essere i remi adatti a navigare con successo le turbolenti acque del panorama lavorativo odierno a cui l’uomo, onde evitare una completa sostituzione, dovrà essere in grado di far fronte.
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