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E se i cinque simboli più misteriosi ed occulti al mondo non fossero nient’altro che simboli?

L’estate, si sa, è il periodo perfetto dell’anno per concedersi il lusso di non pensare troppo oppure di non farlo affatto. Un momento ideale per mettere da parte, fosse anche solo per qualche settimana, le questioni più serie, rimandandole a settembre, e per lasciarsi distrarre da storie che esistono solamente per il piacere di essere raccontate. Del resto, ve ne sarete accorti, nelle ultime settimane ho scelto di prendermi, almeno fra queste pagine, una piccola vacanza dall’attualità, quanto basta per approfondire alcune curiosità che vale la pena di portarsi sotto l’ombrellone. E così, dopo le porte realmente esistenti che nessuno ha mai aperto dello scorso martedì, oggi ho deciso di accompagnarvi, ancora una volta, in un breve viaggio al confine tra mistero, archeologia e tradizione, alla scoperta di cinque simboli misteriosi ed occulti che, per quanto strano possa sembrare, esistono davvero.

La curiosità è una delle forme più permanenti e sicure della felicità — Samuel Johnson

Dal mondo romano ai manoscritti rinascimentali: cinque simboli che il tempo non è riuscito a rendere meno enigmatici

Dal Quadrato del Sator al Sigillum Dei Aemeth, passando per l’Ouroboros e il Valknut, c’è qualcosa che accomuna tutti i simboli di cui stiamo per parlare. Contrariamente a quel che si pensa (anche se dovrebbe essere ovvio), nessuno di loro è nato per alimentare improbabili teorie del complotto, video virali sui social o racconti degni giusto di un film dell’orrore. Eppure, con il passare dei secoli, ognuno si è portato dietro un carico di interpretazioni, leggende e significati che hanno finito per renderlo molto più famoso di quanto, forse, avrebbe dovuto essere.

Alcuni sono stati ritrovati tra le rovine di antiche città, altri compaiono nei manoscritti di studiosi e alchimisti, altri ancora sono scolpiti nella pietra da oltre mille anni. Ciascuno di essi, però, al di là delle speculazioni da taverna, ha un’origine che merita di essere riscoperta.

Il Quadrato del Sator, il rompicapo che esiste da quasi duemila anni

Se dovessi scegliere il simbolo più enigmatico della lista, probabilmente opterei per lui. Il Quadrato del Sator è composto da cinque parole scritte in latino (SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS) disposte in modo da poter essere lette in più direzioni senza perdere la loro struttura. Una sorta di rompicapo ante litteram che continua a mettere alla prova gli studiosi di mezzo mondo. La sua fama è legata soprattutto ai ritrovamenti archeologici di Pompei, dove alcune iscrizioni sono sopravvissute persino all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

Da allora le interpretazioni si sono moltiplicate: c’è chi vi vede un messaggio cristiano nascosto, chi una formula magica e chi un semplice gioco linguistico. La verità è che nessuna delle svariate teorie formulate a riguardo ha riscosso un consenso unanime nella comunità. Che sia proprio questa, in fondo, la sua vero magia?

Il Sigillum Dei Aemeth: matematica ed esoterismo viaggiano di pari passo

A guardarlo oggi sembra il disegno di un elaborato rituale magico, ma, in realtà, il Sigillum Dei Aemeth nasce in un contesto storico ben preciso, quello dell’Inghilterra del XVI secolo, grazie a John Dee. Matematico, astronomo, consigliere della regina Elisabetta I e, allo stesso tempo, instancabile studioso dell’esoterismo. Il sigillo era parte del suo sistema di magia angelica, una disciplina che cercava di entrare in contatto con il mondo celeste attraverso simboli, numeri e nomi sacri. Oggi ci sembra assurdo, ma a quell’epoca il confine tra scienza, filosofia e spiritualità era piuttosto sottile.

L’Ouroboros, un ciclo senza fine che si ripete dall’Antico Egitto

A differenza degli altri, l’Ouroboros è senza ombra di dubbio il simbolo che salta maggiormente all’occhio. Si tratta di un oggetto composto da un serpente che si morde la coda fino a formare un cerchio perfetto. Le sue origini affondano nell’antico Egitto, ma nel corso del tempo è stato ripreso dalla cultura greca, dall’alchimia e da numerose tradizioni filosofiche. Il suo significato, comunque, è rimasto pressoché invariato: rappresenta il ciclo continuo della vita, del tempo e della trasformazione. Insomma, una rappresentazione nata migliaia di anni fa, ma che continua a raccontare la stessa storia: quella di un ciclo senza inizio né fine.

Il Valknut, il rompicapo dei vichinghi nascosto in tre semplici triangoli

Tre triangoli intrecciati e, all’apparenza, non molto altro. Ciò nonostante, il Valknut rimane uno degli argomenti più discussi dell’universo nordico. Compare su pietre runiche e reperti dell’epoca vichinga ed è spesso associato a Odino, ai guerrieri e al mondo dei caduti in battaglia. Il problema è che nessun testo dell’epoca ci dice con certezza quale fosse il suo significato. Il resto è fatto di interpretazioni, confronti e ipotesi che nel tempo hanno trasformato tre semplici figure geometriche in uno degli enigmi più chiacchierati della storia. Che dire, niente male per un disegno che, sulla carta, assomiglia quasi ad uno scarabocchio geometrico!

L’Hexafoil, da ornamento del passato a talismano del nostro presente?

È probabilmente meno famoso degli altri, ma anche quello che molti hanno incontrato spesso senza nemmeno rendersene conto. L’Hexafoil è quella particolare figura composta da sei petali intrecciati che compare sulle facciate delle antiche chiese, sui portali delle case di campagna, sui mobili e perfino sui pozzi. Secondo la tradizione, per alcuni era un vero e proprio segno di protezione, per altri soltanto un motivo ornamentale tramandato da artigiani e scalpellini. La verità è che nessuno sa con assoluta certezza cosa significasse. Le ipotesi sono diverse e non è facile distinguere ciò che realmente sappiamo da ciò che immaginiamo.

Chissà, magari il bello è proprio questo. Non custodiranno grandi segreti, ma non possiamo fare a meno di soffermarci a leggere quelle forme, cercando di capire, solitamente in vano, che cosa ci possano mai nascondere.

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Diego Lanuto

Classe 1996, studente laureando in “Lingue, Culture, Letterature e Traduzione” presso l’Università di Roma ‘La Sapienza’. Appassionato di scrittura, danza, cinema, libri, attualità, politica, costume, società e molto altro, nel corso degli anni ha collaborato con diversi siti d'informazione e testate giornalistiche (cartacee e digitali), tra cui Metropolitan Magazine, M Social Magazine, Spyit.it, Art&Glamour Magazine, EVA3000 e Identity Style. Ha scritto alcuni articoli per la testata giornalistica cartacea ORA Settimanale. Ha curato progetti in qualità di addetto stampa, ultimo dei quali "L'Amore Dietro Ogni Cosa" (NewMusic Group, 2022). Attualmente, è redattore presso la testata giornalistica Vanity Class e caporedattore per L'Opinione.

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