Non so a voi, ma a me capita spesso di pensare che la storia sia solamente una sequela di faccende tremende e tragiche. Guerre catastrofiche, rivoluzioni sanguinolente, grandi imperi che svaniscono nel nulla, trattati che non vengono rispettati, genocidi e via discorrendo. Del resto, è questo ciò che ci hanno sempre insegnato, tra date da ricordare e personaggi che, forse, si farebbe meglio a dimenticare. Eppure, basterebbe voltare qualche pagina in più per accorgersi che, in verità, esiste tutta una serie di episodi improbabili che, per quanto assurdi o strani possano sembrare, si sono realmente verificati.
Ne sono una dimostrazione quelle morti divenute ormai celebri non tanto per il nome o il volto al quale sono legate quanto più per quel non so che di grottesco che le caratterizza. D’altronde, come scriveva Mark Twain:
La verità è più strana della finzione, perché la finzione ha l’obbligo di essere verosimile
Da Adolfo Federico di Svezia a Eschilo: le morti più improbabili che non tutti hanno l’ardire di raccontare
La storia, si sa, ama i grandi condottieri, gli artisti immortali e gli inventori geniali. Tuttavia, qualche volta sembra anche divertirsi a scrivere finali che nessun romanziere oserebbe mai immaginare. Basti pensare a quei re deceduti per aver mangiato troppo, ai poeti uccisi da un animale perché si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato, agli inventori vittime delle proprie invenzioni e perfino alle barbe trasformate in armi letali. Insomma, prove del fatto che, in fondo, la morte ci rende tutti uguali.
Ne sa qualcosa Adolfo Federico di Svezia, sovrano del XVIII secolo ricordato molto più per l’ultimo pranzo che per le sue gesta durante gli anni di regno. Nel 1771 decise di concedersi una cena decisamente abbondante: aragosta, caviale, crauti, aringhe affumicate, champagne e quantità generose del suo dolce preferito, il semla, un panino dolce ripieno di pasta di mandorle servito nel latte caldo. Secondo la tradizione ne divorò ben quattordici, una quantità che gli provocò una congestione fatale. Morì poche ore dopo, diventando famoso come il re che, letteralmente, mangiò fino a morirne.
A seguirlo troviamo Isadora Duncan, la rivoluzionaria della danza moderna che amava indossare lunghissime sciarpe di seta. Il 14 settembre 1927, a Nizza, salì su un’automobile sportiva scoperta. La sciarpa si impigliò improvvisamente nei raggi della ruota posteriore, tendendosi con una violenza tale da provocarle la rottura del collo nel giro di pochi secondi. Il sarto e inventore francese Franz Reichelt, invece, era convinto di aver progettato un paracadute-indumento all’avanguardia. Dopo vari esperimenti con manichini, decise che fosse arrivato il momento della prova definitiva. E così, il 4 febbraio 1912, ottenne il permesso di salire sulla Torre Eiffel. Le autorità credevano avrebbe lanciato un manichino. Lui, invece, saltò personalmente. Il paracadute non si aprì come previsto e lui morì.
A volte, però, non serve sfidare la gravità. Hans Steininger, ad esempio, borgomastro austriaco del Cinquecento, possedeva una barba lunga oltre un metro e mezzo, motivo di orgoglio e vanto fra la gente. Si narra che durante un incendio scoppiato in città uscì di corsa senza averla arrotolata come faceva abitualmente. La calpestò, perse l’equilibrio, cadde lungo una scala e si ruppe il collo. Che dire, una vita passata a curare il dettaglio che, proprio in un momento di emergenza, gli fu fatale!
E infine, c’è il caso più enigmatico e conosciuto, quello del tragediografo greco Eschilo. Stando a quel che tramanda una certo filone della tradizione antica, un oracolo gli aveva predetto che sarebbe morto per la caduta di un oggetto proveniente dal cielo. Per evitare il destino, il poeta trascorreva molto tempo all’aperto, lontano dagli edifici. Ciò nonostante, un giorno in’aquila, scambiando la sua testa calva per una roccia, lasciò cadere dall’alto una tartaruga nel tentativo di romperne il guscio. Colpito in pieno, il drammaturgo morì.
Perciò, alla fine, possiamo pianificare qualunque, forgiare imperi, rivoluzionare l’arte o inseguire i nostri sogni, ma quando entra in scena l’imprevedibilità della vita, perfino il più straordinario dei destini può trasformarsi in una delle vicende più incredibili da raccontare!
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