Comunicati Stampa

Gabriella Suriani denuncia: «Umiliata e abbandonata all’aeroporto di Boston»

Umiliata, maltrattata e non tutelata. È così che da oltre un anno la cantante italo-tedesca Gabriella Suriani si sente nei confronti delle autorità italiane, in particolare Farnesina, Ambasciata italiana a Washington e Consolato italiano di Boston che, nonostante i numerosi solleciti e contatti da parte del suo legale Stefano Banfi non si sono neppure interessati minimamente al trattamento deprecabile, e senza alcun motivo oggettivo, che ha subito il 30 maggio 2025 all’aeroporto di Boston Logan. Non hanno neppure risposto.

Una vicenda assurda causata da una vecchia cantante italiana degli anni Ottanta sprovvista dei regolari documenti per entrare negli Usa di cui Suriani e I.C. non avevano alcuna conoscenza e che sfiora i limiti della tortura e dell’abuso sessuale, nonché dell’abuso di potere, costringendo Suriani a recarsi, una volta tornata in Italia, in ospedale, dove le è stato diagnosticato forte stress e disidratazione, con tanto di sette giorni di prognosi.

Ciò che è successo è di una gravità inaccettabile, una lesione palese dei diritti umani e ancora peggio è il fatto che le autorità, sia italiane che statunitensi, non mi abbiano ancora risposto. È una situazione angosciante che da mesi mi sta logorando emotivamente, professionalmente ed economicamente, ma soprattutto psicologicamente – Gabriella Suriani

La vicenda di Gabriella Suriani: dall’arrivo a Boston al fermo

Dunque, per ricapitolare, il 30 maggio 2025, Gabriella Suriani e due sue amiche T.R. e I.C. atterrano a Boston e, giunte alla dogana, consegnano i passaporti con l’Esta regolarmente rilasciato. Dopo i controlli, Suriani e I.C. passano, T.R., invece, viene trattenuta in attesa di un agente della security. Alle due impediscono loro di raggiungere l’amica, così decidono di uscire nell’area di ritiro bagagli e attenderla lì, ricevendo nel contempo la notifica di benvenuto negli Usa da parte di Esta. Ore dopo ricompare T.R. “visibilmente sconvolta e scortata da un agente, il quale ci ordina di seguirlo evitando di fornire alcuna spiegazione”, si legge nella missiva.

Pochi minuti dopo, all’interno di una stanza, inizia l’inferno. Privano con violenza Suriani e I.C. del cellulare con cui stavano tentando di avvertire amici e familiari con l’ordine di non parlare, non muoversi e di stare lontane, infatti poi le separano e le sistemano agli angoli opposti della stanza. Gli agenti, quindi, aprono le loro valige rovistando ovunque, persino tra le carte di credito, poi schiacciano le tre donne contro il muro perquisendole, a braccia e gambe aperte, “in modo umiliante”. Gli effetti personali di Suriani vengono requisiti.

Un interrogatorio ingannevole

Dopo la prima perquisizione, convocano le tre donne una alla volta e le interrogano in maniera sommaria, “un interrogatorio ingannevole e fuorviante che richiedeva certamente l’intervento, naturalmente ottenuto, di un traduttore.”

Assurda è la constatazione, da parte di Suriani prima e dello stesso traduttore dopo che l’agente incaricato dell’interrogatorio stesse manomettendo le risposte, modificandone il contenuto. Le domande sono “di carattere intimo, estremamente lesive della privacy e sicuramente non utili ai fini del mio soggiorno turistico”. Alle proteste di Suriani, l’agente chiude il colloquio e convoca un’agente donna che, di nuovo, in malo modo e contro al muro, perquisisce Suriani e “indugia con insistenza e a suo piacimento ripetutamente sul seno e palpeggiando morbosamente con le dite all’interno della vagina e all’interno dell’ano”. E lo stesso trattamento si riserva anche a I.C. e a T.R.

Il rifiuto di assistenza e la notte in detenzione

La richiesta delle tre donne di contattare parenti, Ambasciata e Farnesina è respinta, addirittura sono minacciate di arresto se proseguono con la richiesta. Pochi minuti dopo intimano loro di firmare i fogli dell’interrogatorio, ma rifiutano. “Rimaniamo dunque in attesa, senza né cibo né acqua e senza alcuna spiegazione”. Nel frattempo chiedono se qualcuno le avesse cercate, ricevendo un deciso diniego, circostanza risultata poi del tutto falsa, in quanto il compagno di Suriani la stava cercando da ore.

Giunge la notte e l’incubo peggiora. Al cambio del turno degli agenti, le tre vengono di nuovo perquisite con invadenza nelle parti intime e in maniera del tutto ingiustificata. Suriani riesce però ad annotare, su un giornalino di enigmistica, i nomi degli agenti e quando questi lo scoprono le ordinano di consegnarlo, ma lei si rifiuta. All’una e mezza consegnano loro tre brandine, ma private di giacche, cappelli e foulard, lasciandole solo con una maglietta maniche corte, pantaloni e scarpe sotto il getto continuo di aria condizionata gelida. Per tutta la notte negano loro cibo e acqua, costringendole a bere da una “fontanella vicino al bagno igienicamente dubbia e proponendoci snack di bassissima qualità, offerti come se fossimo degli animali.”

Qualche ora più tardi I.C. inizia ad accusare gravi problemi respiratori causati da una forma di asma. Suriani chiede all’agente di poter recuperare il farmaco salvavita dell’amica dalla borsa, ma l’agente glielo impedisce. Solo l’agente del turno successivo, comprendendo la gravità della situazione, le permette di recuperare il farmaco.

Celle di isolamento e rimpatrio forzato

All’alba, una nuova perquisizione per le tre donne, “anche questa completamente senza giustificazione, e ci priva di anelli, collane e delle stringhe delle scarpe”, poi le separano e le riportano in cella. “Due anguste e gelide celle di isolamento: la mia con brandina e un pezzo di telo grigio, senza acqua e senza mangiare; quella di T. priva anche della brandina e di qualsiasi telo per coprirsi. Costrette, inoltre, ad espletare i bisogni corporei con una telecamera puntata sul sedile del bagno.”

Al pomeriggio l’ennesima perquisizione: “con terrore subisco nuovamente altri orrendi e disgustosi palpeggiamenti sessuali sul seno e nelle altre parti intime”. Al termine, gli spintoni fuori dalla cella in manette, contro al muro e tra i corridoi dell’aeroporto, un’umiliante “parata” tra i passeggeri, fino al gate per il rimpatrio “forzato e ingiustificato”. In prossimità dell’aereo tolgono loro le manette, ma vietano loro di controllare il contenuto delle valige (da cui poi Suriani scoprirà la mancanza di alcuni oggetti). Passaporti, documenti e cellulari tornano nelle mani delle proprietarie solo a Francoforte.

Il ricorso alla Corte di Strasburgo

Conclude Suriani: «È stata un’esperienza traumatica e senza alcuna giustificazione, che mi ha arrecato malessere fisico, psicologico e un grosso danno d’immagine. Ancora oggi non so, sui documenti non è riportato, il motivo di tutto questo. E le autorità italiane se ne lavano le mani, neppure rispondono. È vergognoso».

Suriani, quindi, fa sapere che ricorrerà alla Corte di Strasburgo.

Leggi anche:

Restauro in scena: arte, scienza e meraviglia a Roma a partire dal 3 giugno – L’Opinione

Andrea Candeo si aggiudica il Premio “Segni di Pace”: riconosciuto l’impegno per la cultura del rispetto – L’Opinione

“Spiritual Bitch”, il nuovo spettacolo di Elisa Marinoni in scena dal 9 giugno a Milano – L’Opinione

Per rimanere aggiornato sulle ultime opinioni, seguici su: il nostro sitoInstagramFacebook e LinkedIn

La Redazione

I nostri articoli hanno la volontà di fornire tutte le informazioni necessarie a comprendere pienamente la notizia e il suo contesto. In questo modo, miriamo a restituire al lettore una visione chiara e completa degli eventi che contano. Ci impegniamo a presentare una varietà di prospettive autorevoli sulla storia e sui temi che plasmano il nostro mondo. Il nostro impegno per la libertà di espressione e d'informazione è saldo e quotidiano. Crediamo fermamente che ogni opinione debba essere rispettata e valorizzata, indipendentemente dalla sua origine o dalle influenze che la modellano. Con una redazione composta da voci diverse e autorevoli, ci sforziamo di offrire una copertura equilibrata e informativa che sia al servizio della verità e della comprensione, contribuendo così a un dialogo pubblico informato e inclusivo. L’Opinione arriva anche nella tua casella di posta con diverse newsletter.

View Comments

Recent Posts

Forte dei Marmi celebra Fulco Ruffo di Calabria: principi e grandi famiglie riuniti in Versilia

Principi, rappresentanti delle grandi casate europee, imprenditori ed esponenti del mondo culturale e della società…

2 ore ago

Dolly Parton muore a 80 anni, da “9 to 5” ad una vita sempre in scena: “We will always love you, Dolly!”

Si è spenta oggi, all'età di 80 anni, la regina della musica country Dolly Parton.…

13 ore ago

Gianfranco Paglia, il valore della divisa non si toglie mai: le opinioni passano, ma la storia resta

Le polemiche che hanno investito il tenente colonnello Gianfranco Paglia dopo le sue parole sul…

1 giorno ago

World Humanoid Games, gli automi battono Bolt: e se fossimo già dentro “Io, Robot 2.0”?

La scorsa settimana ci siamo concentrati su quella meravigliosa e assurda abitudine tipicamente moderna di…

1 giorno ago

“Perché capitano sempre a me?”, la domanda che ci tiene prigionieri delle relazioni tossiche

Perché incontro sempre persone incapaci di amarmi davvero? Perché all’inizio sembrano meravigliose e poi si…

2 giorni ago

Sotto il Tevere, una nuova mappa svela il patrimonio archeologico sommerso di Roma

Una Roma che conosciamo poco, nascosta sotto la superficie del Tevere eppure strettamente legata alla…

2 giorni ago