Le Nostre Rubriche

Il posto giusto di una voce: diventare un personaggio rimanendo fedeli a se stessi

Benvenuti ad un nuovo appuntamento con la mia rubrica quindicinale Senti chi parla. Oggigiorno viviamo in un’epoca in cui essere visibili sembra quasi una necessità. Ci viene chiesto di raccontarci, di costruire una presenza, di far conoscere il nostro lavoro non solo attraverso la nostra voce. Anche il mondo del doppiaggio è cambiato: oggi molti professionisti condividono il dietro le quinte, partecipano agli eventi, dialogano con il pubblico attraverso i social. E, personalmente, credo sia una cosa bella. Per troppo tempo il nostro mestiere è rimasto nascosto, quasi misterioso.

La voce tra visibilità, social media e identità professionale

Oggi poter raccontare cosa c’è dietro una battuta, una scena o un turno di doppiaggio significa avvicinare le persone a un lavoro che spesso conoscono solo attraverso il risultato finale. Essere riconosciuti, poi, è una soddisfazione. Sarebbe ipocrita negarlo. Quando qualcuno ti scrive: “Per me quel personaggio avrà sempre la tua voce.”. Oppure: “Ti ho riconosciuto subito.”. È difficile non emozionarsi. In quelle parole c’è il segno che il tuo lavoro ha lasciato qualcosa.

Eppure, ogni volta che si entra in una sala di doppiaggio, succede qualcosa di particolare. La voce resta la tua, ma per qualche ora smette di parlare di te. Continua a essere la tua voce, con il tuo timbro, la tua sensibilità, il tuo modo di interpretare, ma sceglie di abitare qualcun altro. Diventa il respiro di un personaggio. Le sue esitazioni. La sua rabbia. Le sue fragilità. Ed è forse questo il gesto più affascinante del nostro mestiere. Non perdiamo la nostra identità. La mettiamo a disposizione di una storia.

Un piccolo e bellissimo paradosso

Per questo il doppiaggio vive un piccolo, bellissimo paradosso. Da una parte è naturale desiderare che il proprio lavoro venga riconosciuto. Dall’altra, quando il microfono si accende, l’obiettivo cambia. Non si entra in sala pensando: “Come posso farmi ricordare?”. Si entra chiedendosi: “Come posso far vivere davvero questo personaggio?”. La differenza è sottile, ma cambia tutto. Perché? Ebbene, perché una grande interpretazione non nasce dal desiderio di emergere. Nasce dal desiderio di essere autentici. Di trovare il tono giusto. Il silenzio giusto, il respiro giusto.

Quella sfumatura che magari nessuno noterà consapevolmente, ma che farà sembrare vera un’emozione. E chissà, magari è forse qui che il doppiaggio custodisce una piccola lezione, non solo per chi fa questo mestiere. Oggi siamo abituati a pensare che lasciare il segno significhi occupare il centro della scena. Il doppiaggio, invece, ci ricorda che esiste anche un altro modo. Quello di lasciare una traccia. Una traccia che non cancella la propria identità, ma la intreccia con quella di un personaggio fino a renderle inseparabili.

Tutto il mondo è un palcoscenico, e tutti gli uomini e le donne non sono che attori — William Shakespeare

Sarà probabilmente qui il posto giusto di una voce. Non davanti alla storia, non dietro, ma dentro di essa. Ed è lì che, a volte, accade la magia più bella. Anni dopo, qualcuno rivedrà quel film, quella serie o quel cartone animato. Si emozionerà ancora per quel personaggio e soltanto dopo penserà anche alla voce che lo ha accompagnato. In quel momento non ci sarà un vincitore tra il personaggio e il doppiatore, ma semplicemente un ricordo che continuerà a vivere grazie a entrambi.

Può darsi che sia uno dei privilegi più grandi del nostro lavoro: sapere che una voce può essere ricordata non perché ha cercato di mettersi al centro, ma perché ha saputo trovare il posto giusto. Perché, senza mai smettere di essere se stessa, è riuscita ad abitare un personaggio e a farlo vivere nel cuore di qualcuno. E, in fondo, non è questa la forma più bella di riconoscimento? Sapere che, ogni volta che quel personaggio tornerà a emozionare qualcuno, in quella storia continuerà a risuonare anche un po’ della nostra voce.

Se siete curiosi di leggere le precedenti uscite di “Senti Chi Parla”, potete recuperarle cliccando -> QUI <-

Leggi anche:

Doppiaggio italiano: tra emozioni, cultura popolare e ricordi che attraversano generazioni – L’Opinione

Il Diavolo veste Prada 2: “Le voci invecchiano”? Sì, ma è il pubblico che non sa più ascoltarle! – L’Opinione

Le voci che ci hanno cresciuti: 10 doppiatori maschili indimenticabili degli anime – L’Opinione

Per rimanere aggiornato sulle ultime opinioni, seguici su: il nostro sitoInstagramFacebook e LinkedIn

Omar Vitelli

Classe 1984, passione e dedizione, Omar Vitelli è un doppiatore italiano. Dal grande schermo alla televisione, passando per i videogiochi e le serie animate, la sua voce accompagna da tempo numerose generazioni e continua ad appassionare migliaia di telespettatori. Attivo sia a Roma che a Milano, ha vinto il Premio "Voce dell'anno emergente - Cartoni e radio al Gran Galà del Doppiaggio" al Romics nel 2003.

View Comments

Recent Posts

Rome Future Week 2026, Training Academy dà forma al futuro: le competenze come nuova materia prima

Per secoli le materie prime sono state estratte dalla terra. Oggi una delle risorse decisive…

10 ore ago

“Qui tutti mentono” di Shari Lapena: quando i segreti si annidano ovunque

La verità trionfa da sola, la menzogna ha sempre bisogno di complici - Epitetto Siamo a Stanhope, in…

14 ore ago

Sunset Fashion Show, a Latina la moda sfila sulla spiaggia al tramonto

Un caldo pomeriggio di settembre, la battigia trasformata in passerella e un tramonto mozzafiato sul…

1 giorno ago

Oltre la bellezza: Antonio Guccione e i canoni estetici dell’età contemporanea

Ormai, lo sappiamo bene, abbiamo di gran lunga superato l’era dei canoni rigidi, delle simmetrie…

2 giorni ago

Maldive, è necessario salvare i coralli per salvare le isole!

È bene farlo presente fin da subito: la vita delle Maldive dipende dai coralli. Queste…

2 giorni ago

Quanto vale perdere una figlia? Un risarcimento da 240mila euro non basta a colmare 10 anni di lontananza

C’è un modo di togliere un figlio ad un padre senza portarlo via fisicamente. Non…

2 giorni ago