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Maldive, è necessario salvare i coralli per salvare le isole!

È bene farlo presente fin da subito: la vita delle Maldive dipende dai coralli. Queste isole tropicali, situate a sud-ovest dell’India e dello Sri Lanka, costituiscono un ecosistema formato da 26 atolli naturali e oltre mille isole. Quasi ogni isola – talvolta poco più di un minuscolo lembo di sabbia – è circondata da una barriera corallina ad anello. La barriera è un organismo vivo, che si disgrega e si riforma con estrema regolarità. I frammenti dei coralli, uniti a particelle di conchiglie, stelle marine, microrganismi e minuscoli granelli di sostanze prevalentemente calcaree, contribuiscono innanzitutto alla formazione della sabbia bianca e finissima per la quale le Maldive sono famose in tutto il mondo. Ma non solo.

Metà delle barriere coralline sono ancora in buone condizioni, una cintura ingioiellata al centro del pianeta. C’è ancora tempo, ma non molto, per salvarle – Sylvia Earle

Una barriera corallina sempre più fragile

La barriera alimenta un ecosistema complesso: offre nutrimento e riparo ai piccoli pesci di questi mari, che diventano a loro volta prede dei pesci più grandi. È una catena alimentare che, per i maldiviani, significa vita. Ecco perché questo processo deve essere protetto e garantito a cominciare dalla sua base: il reef. La barriera è la madre biologica di tutta la filiera e l’insostituibile fondamento dell’intero ecosistema. Oggi, però, a causa dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento provocato dall’uomo e di fenomeni atmosferici sempre più invasivi, la barriera si assottiglia rapidamente e pericolosamente.

Sono quindi meritori gli interventi promossi dal gruppo Sun Siyam, in particolare presso i magnifici resort Sun Siyam Iru Fushi e Siyam World, con l’obiettivo di proteggere e, dove necessario, ricostituire i gruppi corallini che circondano i rispettivi atolli. È soprattutto al Siyam World che si svolge un intervento particolarmente mirato. A occuparsene è un giovane biologo marino italiano, Christian Calabrese, originario di Salerno, laureato e specializzato all’Università di Genova e prossimo a collaborare al progetto Marine Lab dell’Università di Milano-Bicocca.

Christian ci accoglie sulla spiaggia, vicino alla risacca delle onde. Il loro movimento è debole, perché la forza del mare viene smorzata dalla barriera situata a circa 150 metri dalla riva. Quella stessa barriera che, come abbiamo anticipato, si sta progressivamente riducendo e deve quindi essere rinforzata.

I frammenti di corallo tornano nel reef

Insieme a noi, Christian raccoglie alcuni frammenti di corallo trovati sul litorale ma ancora “vivi”, cioè potenzialmente capaci di continuare a crescere e svilupparsi. Disponiamo con cura i piccoli tronchi di corallo su una sorta di grata esagonale, dotata di bracci che si estendono dal centro verso i lati, formando una serie di esagoni concentrici. Una struttura a raggiera che viene poco alla volta riempita di coralli ancora vitali. Il corpo metallico, con il suo prezioso carico di natura attiva, viene poi calato in acqua e depositato con cura da Christian e Virginia a circa quindici metri di profondità, nei pressi della barriera.

Intorno si trovano altre microstrutture simili, sistemate sul fondale nel corso degli anni. Su di esse i coralli hanno continuato a svilupparsi, consentendo ad alcuni gruppi corallini sempre più scheletrici di tornare gradualmente a essere un’autentica foresta sottomarina, pullulante di bios, cioè di vita.

Una foresta sottomarina che torna a vivere

La barriera torna così ad attirare miriadi di pesci e altri organismi marini, che tra i coralli trovano nutrimento oppure riparo, a seconda che appartengano a una specie cacciatrice o rappresentino, invece, una possibile preda. Il lavoro del nostro biologo marino è sempre più conosciuto e apprezzato, anche al di fuori degli ambienti di ricerca. Numerosi sono i riconoscimenti che gli sono stati tributati. Allo stesso modo, sono degni di menzione gli interventi ecologici promossi dal gruppo Sun Siyam e coordinati, presso il resort Siyam World, da Alee Siyam, appartenente alla famiglia maldiviana di imprenditori che ha dato vita al gruppo.

È una filosofia che prova ad aprire la strada a un turismo più sostenibile, attraverso una particolare attenzione agli aspetti ecologici all’interno delle strutture ricettive. Una filosofia che può rappresentare una delle risposte più efficaci ai danni prodotti dall’overtourism, un fenomeno che contribuisce a compromettere ecosistemi delicatissimi in molte parti del mondo.

Perché alle Maldive la barriera corallina non costituisce soltanto una meraviglia da osservare o fotografare. È il fondamento di tutto: genera spiagge, protegge le coste, accoglie la vita marina e garantisce la sopravvivenza delle isole.

Salvare i coralli, qui, significa salvare le Maldive.

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Aristide Malnati e Virginia Reniero

Aristide Malnati è un papirologo italiano, archeologo e mummiologo, noto per la sua partecipazione a vari programmi televisivi. Ha studiato al Liceo Classico "Omero" di Milano e ha conseguito la laurea in Lettere Classiche presso l'Università Statale di Milano, ottenendo due dottorati a Strasburgo, una specializzazione in Filologia Classica all'Università di Zurigo e una D.E.A. in Papirologia Greca all'Università di Strasburgo. Ha preso parte a oltre 15 partecipazioni a scavi in Egitto ed è curatore della traduzione di testi filosofici. Il primo testo da lui studiato è un ampio frammento in greco antico del III-II secolo a.C., reperto che ha poi attribuito ad un'opera del primo stoicismo, di cui è la prima testimonianza diretta. Virginia Reniero è da sempre una grande appassionata di arte e grandi nomi della Storia. Ha studiato Economia all’Università di Verona, specializzandosi poi a Milano presso l’Università Bicocca e finendo il percorso universitario di impronta economico-turistica a Mosca conseguendo così anche una doppia laurea. Dal 2014 collabora con l’archeologo Aristide Malnati, con cui ha girovagato per gran parte del Sud-est asiatico. È anche presentatrice televisiva e modella. I due conducono insieme, su Telenova, il programma "Storie e misteri".

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