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“Le mie ex erano tutte ossessive”: la strategia del narcisista che ti rende la prossima vittima

Lui abbassa lo sguardo, sospira, poi inizia il suo racconto: nella sua testa si accendono i riflettori e comincia a recitare.

Ha avuto storie in passato, ma qualcuna lo ha devastato. E inizia, con nome e cognome, a parlarti di loro: le sue ex erano tutte uguali. Gelose, ossessive, soffocanti. Le definisce “troppo”: troppo presenti, troppo emotive, troppo complicate.

Tu ascolti, empatizzi, ti avvicini. È esattamente a questo punto che inizia l’inganno.

Non è un racconto: è una strategia precisa

Quando il narcisista parla male delle ex, non sta condividendo il proprio passato, non si sta confidando:. sta costruendo una strategia precisa.

Nel mio caso c’era l’ex moglie: a sentir lui non lo aveva mai capito, lo controllava, lo aveva costretto a chiudere i social. Era ossessiva, “stronza”. Anche ignorante. E poi le altre: chi lo aveva tradito, chi si era dimostrata cattiva, chi insensibile, chi mezza matta.

In questi racconti, lui è sempre la parte lesa e le altre sono sempre il problema.

Mai una traccia di corresponsabilità e mai una riflessione sulle proprie responsabilità.

Solo una linea netta: innocente da una parte, colpevoli dall’altra.

E poi arriva la frase che ti conquista:


“Tu sei diversa, con te sento qualcosa che non ho mai provato prima.”

E tu ti senti speciale, ti senti scelta e ti senti quella che finalmente lo capisce.

Ma tranquilla: è successo così anche con le precedenti. E molto probabilmente se subirai molto e starai in questa relazione tossica a lungo, il tuo nome entrerà nella narrazione della prossima, con la quale reciterà lo stesso copione.

Il privilegio di essere “diversa”

All’inizio, sentirsi diversa è seducente perché significa credere di essere arrivata dove le altre hanno fallito.

E questo ti spinge a dimostrare, a restare. E’ un attaccamento atavico, qualcosa che abbiamo dentro e che ci spinge a restare per risolvere quella sofferenza.

Quello che non riesci a vedere, ed è normale, è che questo racconto è una leva che ti porta a stare nella relazione in opposizione alle altre.

Devi evitare di essere “troppo”: troppo emotiva, troppo esigente, troppo presente. Non devi somigliare a quelle di cui lui ti ha parlato.

La riscrittura del passato

Quello che lui porta avanti è uno schema e quello che tu non vedi è che se tutte le storie finiscono allo stesso modo, non può essere una coincidenza.

Un uomo che descrive tutte le sue ex come gelose, ossessive o problematiche non sta raccontando la realtà.
La sta riscrivendo in modo funzionale e in modo da potersi muovere con tutte le sue disfunzioni emotive dentro una storia di cui mantiene il controllo. Il messaggio è che se non fai come le altre, andrai bene. E tu, che ti senti privilegiata, perché nonostante le sue sofferenze passate, ti ha scelto, eviti di fare come le altre. E lui, bravissimo in questo, ti porterà alle stelle.

La trappola invisibile

Ma ad un certo punto la trappola inizia a prendere forma intorno a te. Accade quando la relazione si stabilizza. Arrivano le prime incomprensioni. Arrivano i tuoi bisogni, che chiedono spazio.

E lui diventa insofferente, scostante, annoiato, evidentemente disturbato.

Tu entri in un saliscendi emotivo: non devi essere come le precedenti, ma inizi a pensare che forse le precedenti avessero delle ragioni.

Ti chiedi: quello che mi ha raccontato era davvero uno sfogo… o un racconto unilaterale?

Nel frattempo, qualcosa si sposta dentro di te: diventi più insicura, più confusa.
E una parola ti torna piano piano in testa: “Troppo.” Loro erano troppo.

Il ribaltamento che libera

E ti fai una domanda: “Ma davvero le sue ex erano così?”

E subito dopo: “Forse non erano ‘troppo, forse erano arrivate al limite”

Forse erano diventate ciò che lui oggi racconta, dopo essere state lentamente portate lì.

Alla sopportazione di comportamenti che hanno un nome preciso: irrispettosi.
A volte, anche abusanti.

Il narcisista, o manipolatore, o chiamalo come vuoi, non racconta il passato per condividere.
Lo racconta per dare una direzione precisa alla storia.

Ti offre una versione dei fatti in cui lui è innocente e le altre colpevoli, così che tu possa entrare nella relazione con un obiettivo implicito: non diventare come loro…(cioè come quelle donne che in realtà se ne vanno per ritrovare la pace).

E allora resta una sola domanda, inevitabile e definitiva: se tutte le donne che passano dalla sua vita diventano, prima o poi, “troppo”… sei sicura che il problema siano loro?

Se siete curiosi di leggere le precedenti uscite di “Inganni d’Amore”, potete recuperarle cliccando -> QUI <-

Leggi anche:

Le 10 cose da non fare con un narcisista (più una bonus!)

Promesse, lacrime e bugie: il copione del narcisista

Nemesi e la solitudine felice: quando una donna è completa anche senza l’altro

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Monica Landro

Studi classici, una laurea in Lettere e Filosofia, e un tesserino dell’Ordine dei Giornalisti. Questo è il CV in estrema sintesi. Ma quello che veramente la descrive è l’amore per la musica, per i libri, il teatro e i viaggi. Ama cucinare le torte e prendersi cura delle sue piante. Odia i calcoli matematici, le percentuali e i problemi di geometria. Ama stare in mezzo alla gente ma ama ancora di più stare con se stessa. Ama la Sicilia, i suoi colori, sapori e tramonti. Ogni volta che la vita le sembra difficile, cerca di raggiungere uno scoglio, si siede e ne parla con il mare.

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