Attualità

Melissa e Kinder, un legame che cura le ferite dell’anima: “Con lui tutto più semplice”

Chi non ha mai posseduto un cane non sa cosa significhi essere amato – Arthur Schopenhauer

Tredici anni e una grande voglia di vivere: la piccola Melissa, che vive a Mirandola (Modena), ha saltato tanti di quegli ostacoli che chiamarla “Leonessa” è poco. Nata il primo agosto 2012 dopo una gravidanza senza problemi, fin da neonata mostra i primi sintomi di quella che sarà la sua “compagna” di vita, una rarissima malattia muscolare.

La diagnosi di Melissa

“Quando si addormentava emetteva un fischio prolungato, dovuto alla lassità delle corde vocali”, racconta la mamma, suo pilastro da sempre. Col tempo emerge anche una debolezza muscolare. A tre mesi iniziano i primi ricoveri per capire la causa delle anomalie e la diagnosi non è buona. Per nulla. Inizia il suo pellegrinaggio da un ospedale all’altro.

Negli anni la piccola affronta interventi e controlli. Nel 2023 deve sottoporsi a un’operazione complessa per correggere una scoliosi irreversibile che le sta comprimendo un polmone. “Temevamo un impatto emotivo fortissimo” – spiega mamma Daniela – “così abbiamo deciso di esaudire il suo più grande desiderio: avere un cagnolino tutto suo.”

L’amore per Kinder: un legame che cura le ferite

Ed è proprio così che nella famiglia fa il suo ingresso Kinder, un chihuahua a pelo lungo. Melissa, se ne innamora perdutamente subito. Ma quello che è magico, bellissimo, è che il suo è un amore ricambiato: in sedia a rotelle, lo tiene sulle ginocchia e lui le lecca le mani. Più lei lo guarda con adorazione, più lui la coccola come solo i cani sanno fare, con dedizione e dolcezza. Dopo l’operazione, mentre la ragazza è ancora debole e semisdraiata sul divano, il piccolo non si stacca da lei, proteggendola e consolandola. Nasce così un legame speciale.

Credit: foto per gentile concessione dell’intervistata

Il cambiamento di Melissa

Nel frattempo, grazie al cielo, Melissa migliora e riprende a uscire. E qui accade l’inaspettato… i genitori la vedono cambiata: la timidezza, che da sempre la contraddistingueva, lascia spazio a nuove aperture, a una serenità insperata. “Con Kinder al fianco rispondo più volentieri, quando mi parlano”, dice lei. Da lì una richiesta: portare il suo amico a quattro zampe anche alle visite mediche, sull’esempio di una ragazza incontrata in neuropsichiatria. Kinder la aiuta a mantenere sotto controllo ansia e paura, le cura le ferite.

I dubbi subito fugati di mamma Daniela

Inizialmente, la mamma è perplessa: “Pensavo alla fatica di gestire anche il cane durante giornate già impegnative.” Ma vedendo i benefici, chiede alla neuropsichiatra di Melissa un documento che attesti il supporto emotivo fornito da Kinder. Il documento arriva, ma non sempre basta: “Gli ospedali spesso dicevano no, temendo allergie al pelo del cane da parte di altri pazienti. In Italia i cani da supporto emotivo non sono ancora riconosciuti come cani da servizio al pari dei cani guida.”

Melissa però non si arrende e un anno fa ottiene il primo “sì”. Accade al Bellaria di Bologna. “Ero terrorizzata che sporcasse o abbaiasse”, confessa la mamma. “Invece si è comportato benissimo.” Addirittura, durante l’estrazione di un dente, Kinder resta sulle gambe di Melissa, leccandole la mano ogni volta che lei sente dolore. “Ha percepito il suo stato d’animo e l’ha consolata. Anche per me è stato un grande sollievo.”

Credit: foto per gentile concessione dell’intervistata

Kinder presenza fissa nei ricoveri

Da lì, Kinder diventa presenza fissa anche nei lunghi ricoveri: due mesi e mezzo tra Modena e Bologna, passa le giornate accanto a Melissa, accoccolato o a giocare sul letto. Non sembra avere voglia di fare null’altro che non sia supportare la sua giovane amica, in difficoltà. “In entrambe le strutture è stato il primo cane ad entrare in reparto”, ricorda la madre.

Daniela, però, non prende la questione sotto gamba: l’esperienza in ospedale richiede attenzioni… controlli veterinari, pulizia accurata, zampette igienizzate. E di fronte alla paura della mamma, che Kinder possa soffrire a causa della situazione, il dog trainer Marco Annovi la rassicura: “Kinder sta meglio qui con lei che a casa senza di lei.” Il verdetto è fatto e, grazie a piccole strategie, il chihuahua resta allegro e riesce perfino a far ridere in corsia.

Credit: foto per gentile concessione dell’intervistata

Non tutto rose e fiori

Ahimè, fuori dall’ospedale – nonostante la situazione di Melissa sia delicata – le porte non sono sempre aperte. In un cinema, ad esempio, il piccolo Kinder viene rifiutato: “Ci hanno detto che non poteva entrare per via delle allergie.” Difatti, per quanto disponibili e comprensivi, come abbiamo detto, i cani da sostegno emotivo non godono del privilegio dei cani guida – ad esempio – e Melissa non può vedere un film con il suo amato compagno di percorso.

“Episodi così ci fanno capire quanto lavoro ci sia ancora da fare per garantire il benessere di tutti”, spiega Daniela, sempre in lotta per il benessere fisico ed emotivo di Melissa. “Gli animali sanno prendersi cura delle persone fragili con un’empatia straordinaria.”

La mamma conclude con un ricordo: un anziano incontrato al mare, che – in vista di un ricovero – le confida, con voce rotta, “Sai cosa mi fa più rabbia? Che per un mese non vedrò i miei cagnoloni… Chissà se mi riconosceranno!”

Gli amici a quattro zampe e i loro poteri verso di noi

I cani – ma gli animali in generale – sono dei compagni di vita pazzeschi, pazienti e disponibili. Ci salvano da depressioni e ansie, ma anche, non dimentichiamolo, da annegamenti in mare, da terremoti, da perdite di orientamento in montagna e in tante, tantissime altre occasioni. E vanno rispettati, oltre che amati follemente – come loro fanno con noi.

La vicenda della piccola Melissa ci insegna proprio questo: i legami tra animali e i propri padroni sono puri e bellissimi. E speriamo che Melissa e Kinder possano presto condividere ogni esperienza insieme, mano nella zampa.

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Federica Cabras

Giornalista pubblicista, editor e scrittrice, ha in tasca una laurea in Lettere e un master in Criminologia. Ha pubblicato sette libri, spaziando dall'horror al romance, e lavora nel campo del giornalismo da dieci anni. Tra le sue pubblicazioni, "I segreti di una culla vuota" e "Chi me lo ha fatto fare".

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