Le Nostre Rubriche

Musica in uscita: poche hit estive, ma brillano Miles Smith e Sombr

Eccoci qui, ad un nuovo appuntamento con Venerdischi. Questa settimana ero alla ricerca di qualità e devo dire che ne ho trovata veramente poca. Le hit estive si contano sulla punta delle dita di una mano, ma per fortuna ho riscontrato una bella dose di qualità in alcuni brani internazionali che mi hanno riservato, devo ammetterlo, delle piacevoli sorprese, un po’ come in Hold me in the dark di Miles Smith e in My body isn’t ready di Sombr.

D’estate le mani del vento muovono invisibili fili nell’aria, che uniscono le onde, i capelli, i pensieri – Fabrizio Caramagna

Sono queste le parole più adatte che utilizzerei per descrivere la sensazione della musica ascoltata verso l’imbrunire, quando l’aria è ancora frizzante, ma vira verso la sera, e le parole e le note assumono una sorta di saudade ancor più intensa se siete in uno spazio aperto (che si tratti di un belvedere o di una spiaggia marittima). Comunque, tornando a noi, per la rubrica di oggi ho deciso di fare un esperimento e ho selezionato una giuria di ragazze e ragazzi per assegnare un voto e/o un giudizio ai brani in uscita selezionati, e tra voti e pareri, vi dico subito quello che è emerso e che ha messo un po’ tutti d’accordo.

I voti della settimana: dove sono le hit estive?

Eccoci miei cari siamo pronti. Alla fine, sulla scia degli esami di maturità e delle pagelle della scorsa settimana, anche questa settimana mi sono avvalso di una votazione. Anche perché, lo sappiamo, quando si parla di musica i giudizi sono sempre soggettivi, ma confrontare opinioni diverse rende tutto più interessante. Perciò, tra promossi, rimandati e qualche sonora bocciatura, è arrivato il momento di scoprire come se la sono cavata le nuove uscite. Partiamo subito con i voti!

  • Non dovrei non dovresti. Un pezzo elegante di Renga e Giusy Ferreri, che nella scrittura mi pare semplice, soprattutto testualmente, sebbene nel complesso i due non sfigurino: 6.5
  • Antidroga. La linea vocale con la voce di Emma risulta emozionale e emozionate, mentre Fabri Fibra cuce barre con un flow a cui non si può dire nulla. Il rap lo sa fare. Il brano mi suona delicato nonostante la metafora “antidroga” mi sembri riportare tutto sempre ad un contesto molto basso, che sa quasi di cliché. D’altronde anche la grande poesia romantica dell’ottocento parlava di oppio e assenzio. È un brano a cui mi sento di dare un 7+, essendo molto radiofonico e dal retrogusto estivo.
  • Ti amo di Zarrillo è invece un brano in crescendo riguardo l’emotività e passo dopo passo il testo fortemente poetico lascia immaginare. Al livello delle produzioni di Zarrillo. Promettente: 8
  • Vita Lenta di Berna ha un ritornello incalzante è un brano che piace, difficile da collocare. Il ritornello prende e a volte basta quello per dare valore al tutto: 8.5
  • In Chimera, con Bicchieri Rotti, al contrario, manca quel quid in più che fa venire voglia di schiacciare replay. Il pezzo in se non è da buttare, ma se fossimo ad un concorso con i brani di questa settimana non sarebbe sufficiente avrebbe: 5.5
  • Parapluie di Rhove è noioso a mio parere, con poca melodia. Troppo rassomigliante a tanto di già sentito. Così è stato accolto questo brano. Magari si rifarà alla prossima canzone: 4
  • Myss Keta con Hangover girl, allo stesso modo, non mi da nessuna ebbrezza. Myss Keta è da tempo che non si evolve nella produzione musicale e l’arrangiamento, non azzarda da molto, rimane dentro un range di comfort: 5
  • Pati Toa di Ana Mena e Lola Indigo è la solita canzone del genere, da due regine di questa scena musicale. Sicuramente radiofonica ed estiva, ma nulla di nuovo sotto il cielo dell’estate e nei chioschi sul mare: 7
  • Hold me in the dark di Miles Smith mi ha entusiasmato, e così ha entusiasmato anche i ragazzi a cui l’ho fatta ascoltare. Bella voce, un buon brano che emerge nel ritornello. Ne vale la pena, si distingue per qualità nel marasma di questa settimana: 9
  • Allo stesso modo My body isn’t ready di Sombr presenta un sound originale, con una voce che si incastra alla produzione musicale in maniera certosina. Emoziona e si distingue al primo ascolto: 9+
  • E infine, per concludere, c’è The time of my life di Benson Boone. Un buon pezzo, da 7.5 in pagella

Alla prossima!

Se siete curiosi di leggere le precedenti uscite di “Venerdischi”, potete recuperarle cliccando -> QUI <-

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Simone Pozzati

Paroliere saggista e narratore ha firmato brani per artisti del panorama musicale nazionale instaurando una prolifica collaborazione con il cantautore modenese Davide Ognibene. Tra le sue ultime pubblicazioni Il testo e la figura del paroliere (Arcana 2019) una raccolta di racconti noir e Il drago di carta (Augh 2017).

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