Quando una donna smette di avere paura, smette anche di elemosinare amore
Per molto tempo le donne hanno pensato che la solitudine fosse una mancanza, un silenzio da riempire, un fallimento da giustificare. La solitudine viene vissuta come una sconfitta:
Se resto sola, significa che non valgo abbastanza
È su questa paura che si innestano dinamiche di dipendenza, ritorni ciclici, compromessi che svuotano. Non per amore, ma per la paura del vuoto intorno. Eppure esiste un momento preciso in cui qualcosa cambia. È lì che nasce Nemesi.
La solitudine di Nemesi non è subìta, è scelta, non arriva come una condanna, ma come una presa di coscienza. Nemesi non resta sola perché “non ha alternative”, ma perché smette di barattare la propria pace con la presenza di qualcuno che la destabilizza. È una solitudine piena, consapevole, finalmente non rumorosa. In una parola: solitudine felice. E’ qui avviene la vera frattura e quindi la possibilità di rinascita: quando siamo complete anche senza l’altro.
Una donna che sta bene da sola diventa scomoda perché non è controllabile, non è ricattabile emotivamente, non è affamata di attenzioni. La solitudine felice di Nemesi non soffre, non rimugina, non attacca, non spiega: semplicemente non ha più bisogno e non accetta più relazioni sbilanciate.
All’inizio il silenzio pesa e non è facile accettarlo, va davvero conquistato con determinazione e volontà perché si crea lo spazio per le domande mai fatte, per le ferite non elaborate, per le parti di sé rimaste in ombra, anche quelle che fanno più male, anche quelle parti di noi che non ci piacciono. Ma Nemesi non lo evita: lo ascolta.
Nel tempo, quel silenzio cambia consistenza, non punge più, non accusa, diventa lo spazio per rielaborare una nuova NOI. Se impariamo che questi spazi servono per respirare, per crescere, per riconoscersi, allora accade qualcosa di decisivo: non ci interessa più correre verso chiunque prometta rumore.
Non cerca più qualcuno che la distragga da sé, non usa più l’amore come anestetico, non confonde la presenza con la cura. La solitudine felice non è chiusura, è selezione.
Nemesi non ha fretta di tornare in coppia perché si è costruita uno spazio solido, pieno dell’amore che lei stessa sa dare a se stessa e non farà più entrare nessuno che possa disturbare quella nuova consapevolezza che è finalmente casa calda, accogliente, profumata. La sua rinascita è irreversibile.
La solitudine felice non è il contrario dell’amore, anzi è la base dell’amore verso gli altri e verso se stessa perché Nemesi si può preparare con tutta calma ad un nuovo amore, ma anche a stare benissimo da sola.
Ed è questa, forse, la libertà più grande che una donna possa conquistare.
Se siete curiosi di leggere le precedenti uscite di “Inganni d’Amore”, potete recuperarle cliccando -> QUI <-
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