Nelle ultime settimane la crescente attenzione mediatica e l’ondata di allarmismo che vi ha fatto seguito (la medesima che non si genera dinanzi a fatti forse ben più gravi e meritevoli di una più profonda riflessione) hanno dato vita ad un certo timore nei confronti del ragno violino, considerato da molti come una minaccia per la salute umana. Spesso definito un predatore silenzioso e pericoloso, infatti, questo piccolo aracnide sta suscitando una particolare preoccupazione soprattutto per quel riguarda i suoi morsi, che si ritiene possano causare gravi danni e risultare addirittura mortali. Tuttavia, è importante fare luce su cosa esso sia davvero, comprendere la reale portata della sua pericolosità e sfatare alcuni miti che sono stati alimentati in maniera del tutto infondata attorno alla sua figura.
Viviamo in mezzo agli allarmi; l’ansia offusca il futuro; ci aspettiamo qualche nuovo disastro con ogni giornale che leggiamo
(Abraham Lincoln)
Noto scientificamente con il nome di Loxosceles rufescens, il ragno violino si è ritrovato suo malgrado protagonista di una narrazione contenente numerose inesattezze. Da un lato, in effetti, i media italiani hanno riportato la cronaca di alcuni casi di decesso (tra cui quello di un giovane di 23 anni) presuntivamente avvenuti per via del morso dell’artropode mentre, dall’altro, nessuno (o quasi), men che meno gli autori degli articoli in questione, ha ben pensato di sincerarsi sulla presenza di eventuali concause della morte o su una evidente relazione scientifica di causa ed effetto tra la puntura e la successiva scomparsa dei pazienti. Per questo, è doveroso fare chiarezza e chiedersi: ma quanto è veramente letale?
Innanzitutto, è bene sottolineare che si tratta di una specie originaria dell’intero bacino del Mediterraneo, dunque “di casa” da sempre in territorio italiano. Ha una colorazione marrone-giallastro e ha la particolarità, a differenza di altri ragni che ne presentano otto, di avere “solamente” sei occhi distribuiti in tre accoppiate da due. Il suo corpo può raggiungere una dimensione di 7 mm negli esemplari maschi e di 9 mm nelle femmine, con entrambi aventi zampe piuttosto lunghe che consentono loro di arrivare ad una grandezza totale di oltre 4 cm. La vera peculiarità, però, alla quale deve proprio il suo nome, è quella di possedere una macchia piuttosto “bizzarra” sul cefalotorace che ricorda, per l’appunto, la forma di un violino.
Contrariamente a quanto riportato da svariati siti d’informazione e a quel che sembrerebbe pensare la stragrande maggioranza degli internauti, il ragno violino è un animale notturno, timido e solitario, che in genere preferisce rifugiarsi in luoghi isolati come soffitte e cantine, al di sotto di mobili, nelle intercapedini o dietro ai battiscopa. Inoltre, non è aggressivo e tende a mordere solo se si sente minacciato o intrappolato. Difatti, è solito nascondersi anche nei vestiti, nei guanti o nella biancheria lasciati a terra e incustoditi per lungo tempo, all’interno delle scarpe o sotto le lenzuola. Perciò, è piuttosto comune ritrovarselo in casa ed è facile incappare in lui. Da qui, l’importanza di controllare con regolarità gli angoli bui (in cui può rifugiarsi di giorno) e umidi/semi-aridi della propria abitazione, scuotere gli indumenti o le calzature prima di indossarli, e mantenere gli spazi puliti.
Ma ora veniamo ad uno degli aspetti più discussi e chiacchierati di recente, ossia alla pericolosità del suo morso. Prima di tutto va evidenziato che il suo veleno non è mortale per l’essere umano e nessun decesso può essere attribuito ad esso. Al momento, non ci sono prove scientifiche a supporto di tale tesi e il polverone mediatico associato non è che mero panico per generare click. Naturalmente, esistono i casi eccezionali, alle volte con risvolti tragici, ed è per questo che andremo ad analizzare la questione nello specifico.
Qualora si venisse punti dal ragno, all’inizio non si avrebbero sintomi evidenti. Difatti, la puntura risulta essere indolore e l’area interessata priva di segni evidenti, eccezion fatta per i fori del morso. Tuttavia, dopo poche ore, la zona potrebbe presentare arrossamenti, prurito, gonfiore e formicolio. In alcuni casi, poi, la lesione può evolvere andando in necrosi (distruzione dei tessuti circostanti) e ulcerandosi a causa di un enzima presente nel veleno (la Sfingomielinasi D). Ad ogni modo, se trattata tempestivamente e adeguatamente, l’ulcerazione tende a guarire in sei-otto settimane e solo in circostanze più rare può espandersi, richiedendo interventi ancor più specifici.
In più, è necessario ribadire che, oltre al veleno, il ragno (al pari di qualsiasi altro insetto), mordendoci, potrebbe introdurre all’interno del nostro organismo batteri anaerobi che, insieme a quelli già presenti sulla nostra pelle, potrebbero dar vita ad infezioni batteriche che, nelle forme più gravi e rare (specialmente in coloro che non presentano un sistema immunitario sano), possono portare all’insorgenza di febbre, ecchimosi, rash cutaneo e, in situazioni estreme, danni muscolari, problemi ai reni ed emorragie.
Recentemente, purtroppo, un ragazzo di 23 anni è venuto a mancare. La stampa ha immediatamente gridato al “morso del ragno violino”, ma ciò che ha portato alla sua morte è stato uno shock settico con ascesso dovuto ad un infezione generalizzata e non alla tossina dell’aracnide in sé. Si tratta di una complicanza a cui si può andar incontro, soprattutto in determinate condizioni di salute. Per tale ragione, prima di tratte conclusioni affrettate o erronee, si dovrebbe, come in questo caso, analizzare la cartella clinica del paziente per saperne di più e risalire alle reali motivazioni della morte.
Il problema, quindi, non è tanto il ragno quanto le complicanze infettive o la negligenza nelle cure delle ferite. Chiaramente, ciò non significa che non bisogna stare in guarda, ma solamente che non ci si deve abbandonare al panico!
Come comunicato dal Centro Antiveleni del Policlinico Gemelli di Roma, non è imperativo correre immediatamente al Pronto Soccorso in caso di puntura di ragno violino. Al contrario, è sufficiente lavare bene le lesioni con acqua e sapone, e disinfettare per prevenire possibili infezioni. Si può comunque contattare il centro per descrivere le circostanze del morso, i probabili segni e i sintomi, e poi, nell’eventualità, stabilire una cura secondo le direttive del proprio medico curante senza ricorrere all’assunzione totalmente arbitraria di farmaci. Utile, infine, sarebbe anche conservare il corpo dell’animale morto per poter stabilire la risposta medica più adeguata.
Insomma, per concludere, sebbene il morso del ragno violino possa essere sgradevole, il rischio di gravi conseguenze è parecchio limitato. Fondamentale è il non allarmarsi inutilmente e agire con buon senso!
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