Credit: web
Il caso delle sorelline scomparse in Abruzzo continua a tenere con il fiato sospeso familiari, investigatori e opinione pubblica. Da oltre dieci giorni non si hanno notizie di Sarah e Alisya, due sorelle di 12 e 17 anni ospiti di una casa famiglia situata a Civitella Alfedena, nel Parco Nazionale d’Abruzzo.
A lanciare l’allarme è stato il padre delle ragazze, che attraverso numerosi appelli televisivi ha chiesto il sostegno dell’opinione pubblica per contribuire al loro ritrovamento.
Le ricerche si concentrano da giorni nell’ampia area circostante la struttura, situata nel cuore della Camosciara. Il contesto ambientale, caratterizzato da una vasta estensione boschiva e da una morfologia particolarmente impervia, rende le operazioni di ricerca estremamente complesse.
La vicenda affonda le proprie radici nel 2020, quando le due bambine furono allontanate dalla famiglia d’origine e inserite nel circuito dei servizi sociali nell’ambito di una difficile e conflittuale separazione dei genitori. Da allora hanno trascorso gran parte della loro crescita in diverse strutture di accoglienza, in attesa di una decisione definitiva dell’autorità giudiziaria sul loro affidamento. Solo il mese scorso il tribunale ha emesso il provvedimento conclusivo, disponendo l’affidamento delle minori al padre, Stefano Di Giacinto, e la decadenza della responsabilità genitoriale della madre, Valentina D’Acunto.
Negli ultimi due anni Sarah e Alisya hanno vissuto stabilmente nella struttura abruzzese, frequentando regolarmente la scuola e sviluppando relazioni sociali sia all’interno sia all’esterno della comunità. Le uscite pomeridiane avvenivano sempre sotto la supervisione del personale responsabile. Alisya, la maggiore delle due sorelle, aveva instaurato una relazione affettiva con un ragazzo di qualche anno più grande, già ospite della stessa struttura e successivamente uscito al raggiungimento della maggiore età. Gli investigatori escludono, allo stato attuale delle indagini, un suo coinvolgimento nella scomparsa delle due giovani.
La Procura ha disposto un’imponente attività di ricerca coinvolgendo Polizia di Stato, Carabinieri, unità cinofile e droni per il monitoraggio del territorio. Nonostante l’impiego di ingenti risorse, le operazioni non hanno finora prodotto risultati concreti. Nei giorni scorsi è stato rinvenuto un fermaglio per capelli nell’area interessata dalle ricerche, ma non vi sono elementi certi che consentano di attribuirlo alle due ragazze. Gli investigatori hanno inoltre controllato edifici rurali e casolari abbandonati presenti nell’area, senza che emergessero elementi utili alle indagini.
Secondo le ipotesi investigative, supportate dall’analisi delle immagini di videosorveglianza e dagli elementi raccolti dagli inquirenti, le due minorenni potrebbero aver ricevuto assistenza da una o più persone esterne alla struttura. Si ritiene plausibile che la fuga sia stata pianificata in anticipo e realizzata durante le ore notturne. Le ragazze si sarebbero allontanate attraverso una finestra della struttura, evitando così il portone principale, protetto da sistemi di sicurezza e da un impianto d’allarme.
Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Sulmona ipotizzano inoltre che la recente decisione del tribunale possa aver rappresentato un fattore determinante. Le due sorelle avevano infatti manifestato il desiderio di vivere con la madre e, secondo quanto emerso, avrebbero avuto un rapporto particolarmente problematico con il padre. Alcune immagini acquisite dalle telecamere di sorveglianza private presenti nella zona avrebbero documentato il passaggio di un’autovettura in orario compatibile con la scomparsa delle ragazze. La casa famiglia, peraltro, non disponeva di un proprio sistema di videosorveglianza.
Sul piano giudiziario, la Procura procede attualmente contro ignoti per il reato di sottrazione di minori. Contestualmente risultano indagati anche alcuni responsabili della struttura per l’ipotesi di abbandono di minore, a seguito delle denunce presentate da entrambi i genitori per presunte carenze nella vigilanza. Nei giorni scorsi la madre delle ragazze, tramite i propri legali, ha dichiarato di essere completamente estranea alla scomparsa delle figlie.
Al di là delle responsabilità che saranno eventualmente accertate dagli organi competenti, questa vicenda solleva interrogativi più ampi sul sistema di tutela dei minori e sui tempi della giustizia.
L’allontanamento dalla famiglia d’origine rappresenta uno degli strumenti più delicati e invasivi previsti dall’ordinamento e dovrebbe essere adottato esclusivamente in presenza di situazioni di grave pregiudizio per l’incolumità, la salute o il benessere dei minori. Nei casi in cui ciò sia possibile, sarebbe auspicabile favorire in tempi rapidi l’affidamento a uno dei genitori o a familiari idonei, limitando la permanenza prolungata dei minori nelle strutture residenziali.
Le due ragazze hanno trascorso una parte significativa della loro infanzia e adolescenza all’interno del sistema di accoglienza. Particolarmente rilevante appare il tema della durata dei procedimenti giudiziari. In questo caso sono trascorsi circa sei anni prima di giungere a una decisione definitiva sull’affidamento, un periodo estremamente lungo nella vita di due persone in età evolutiva. Durante questo tempo le ragazze hanno vissuto continui cambiamenti e trasferimenti, una condizione che può avere conseguenze emotive e psicologiche significative.
Nei loro diari personali, secondo quanto emerso, avrebbero raccontato paure, disagi e difficoltà legate alla propria condizione.
Non può esserci una rivelazione più intensa dell’anima di una società del modo in cui tratta i suoi bambini – Nelson Mandela
Alla luce di queste criticità, è urgente, a mio avviso, che la politica affronti con determinazione il tema della tutela dei minori attraverso l’introduzione di una normativa che preveda una figura di controllo indipendente, un supervisore super partes incaricato di vigilare sull’operato dei servizi sociali, delle case famiglia e su tutte le decisioni che incidono profondamente sulla vita dei bambini e degli adolescenti.
Pur riconoscendo il ruolo fondamentale svolto dagli assistenti sociali e dalla magistratura minorile, non si può ignorare che il sistema presenti talvolta criticità che meritano attenzione e monitoraggio. Proprio per questo sarebbe opportuno prevedere un organismo terzo, indipendente da ogni interesse di parte, che abbia come unico obiettivo la tutela effettiva e la protezione dei minori.
Un controllo esterno e imparziale potrebbe contribuire a garantire maggiore trasparenza, prevenire eventuali errori di valutazione e rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni preposte alla protezione dell’infanzia.
Tutti stiamo seguendo con apprensione questo caso e auspichiamo che le due sorelline vengano ritrovate al più presto e poste in sicurezza. Nessuno vuole anche solo immaginare che possano aggiungersi al doloroso elenco dei minori scomparsi e mai più ritrovati. Proprio per questo è necessario che ogni decisione riguardante i minori sia assunta con il massimo rigore, trasparenza e responsabilità, nell’esclusivo interesse dei bambini e dei ragazzi coinvolti.
Se siete curiosi di leggere le precedenti uscite di “Nuovo Millennio”, potete recuperarle cliccando -> QUI <-
Famiglia nel bosco, dalla libertà alla separazione: figli tolti e sogni spezzati
Quando lo Stato non vede: la morte della piccola Beatrice e le domande che restano senza risposta
Nessy Guerra, perché alle volte la giustizia sembra non bastare?
Per rimanere aggiornato sulle ultime opinioni, seguici su: il nostro sito, Instagram, Facebook e LinkedIn
Nell'Abbazia di San Galgano (Siena) si rinnova l'appuntamento con il musical. Questa sera, giovedì 27…
C’è una parola che pesa più della disabilità stessa: pregiudizio. È lì che nasce l’equivoco, l’idea…
Chi giace nella mia bara? Edith Phillips non vede sua sorella gemella Margaret da quasi…
Questa settimana avrei potuto parlarvi della fantomatica docu-serie dedicata a Rita De Crescenzo, quella che…
L'uso dell'intelligenza artificiale pervade ormai quasi ogni branca del sapere umano, poteva mai restare escluso…
Principi, rappresentanti delle grandi casate europee, imprenditori ed esponenti del mondo culturale e della società…
View Comments