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“Volevamo prendere il cielo” di Federica Bosco: quando il destino ci mette lo zampino

Rotta la fiducia, non si ricostruiva più, nemmeno con fili d’oro come le ceramiche giapponesi. Una cosa rotta era rotta e non sarebbe più tornata quella di prima

Linda è una ragazza normalissima, con una famiglia normalissima, una casa normalissima e un presente normalissimo. Va al liceo e sogna in grande, come tutte le adolescenti, ma ha anche i piedi per terra: è così quando nasci in un contesto tranquillo, con due genitori che lavorano sodo per darti la serenità di un pasto caldo e un tetto sulla testa, seppur modesto. Corinna, invece, è tutt’altro: pur essendo gentilissima, umile persino, è ricchissima. Lei in quel liceo ci va solo perché, dopo aver frequentato le migliori scuole del mondo, voleva un tuffo nel mondo meno scintillante delle sue coetanee. La sua casa sembra una reggia, gli amici di famiglia hanno abiti che costano quanto case e ha l’autista. L’autista, ecco. Però, diventa amica per la pelle di Linda. 

La storia di un’amicizia dolcissima in “Volevamo prendere il cielo”

Le vuole davvero bene, Corinna a Linda, e non si capisce bene cosa c’entri con quel mondo perché lei pare diversa davvero. A differenza di Bebo, suo fratello che pensa di essere Dio in terra. Ma come Leo, l’altro fratello, che è proprio come lei. E di lui, difatti, Linda si innamora perdutamente. Ricambiata, sia chiaro. Leo è bellissimo, ricchissimo e pieno di possibilità, ma anche gentile come poche persone al mondo sanno essere, dolce come il miele e innamorato pazzo di Linda. Ma, be’, diciamo che chi pensa che tra persone così diverse in termini di status sociale non ci siano fossi è stolto. Purtroppo, ci sono. I ricchi con i ricchi, di solito, e i poveri – la plebe, come dice Linda – con i poveri. Ma non lo dice Leo, lui la ama davvero, ma la sua famiglia. Sua mamma, per l’appunto.

Una strega vestita Dior

Ecco, la mamma di Leo, un’arrivista piena di soldi che ha il cuore vuoto e sterile, lo chiarisce subito a Linda: tu non sei come noi, punto. Ti rovinerò se resterai al fianco di Leo: questo il succo del discorso. E arrivederci al secchio. E Linda, nel cui ventre cresce qualcosa di bello e importante e speciale, deve farsi da parte. Senza spiegazioni. Senza possibilità. Spezzando il cuore del ragazzo che ama e il suo stesso. E non solo: come madre single senza un compagno – perché lei non dice né a Leo e né alla sua famiglia chi è il padre del bimbo che aspetta – viene esiliata a Parigi da una vecchia zia per non riempire la famiglia di vergogna. 

Linda parte, si costruisce una nuova vita. Ma il destino a volte agisce per noi.

Alla fine tutto torna, perlomeno nei libri!

Un bel libro che descrive il percorso di una ragazza messa con le spalle al muro. Che narra la sua rinascita, perché di questo si parla. Linda passa da ragazzina sognatrice ad adulta che se la cava da sola. Da bimba a donna in nove mesi. E lo ama, quel bambino, più di se stessa. Lo cresce con amore e con gentilezza. A un certo punto, dovrà dirgli la verità, ma lo farà con naturalezza e tenerezza. Perché quello che portò Raphael al mondo fu un amore bello, totalizzante e giusto, come solo gli amori che fanno battere il cuore sanno essere. E i bambini nati dall’amore ce l’hanno quel seme dentro, quello della dolcezza. 

Tutto torna al proprio posto. Come le tessere di un puzzle!

Se siete curiosi di leggere le precedenti uscite di “Rotte Letterarie”, potete recuperarle cliccando -> QUI <-

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Federica Cabras

Giornalista pubblicista, editor e scrittrice, ha in tasca una laurea in Lettere e un master in Criminologia. Ha pubblicato sette libri, spaziando dall'horror al romance, e lavora nel campo del giornalismo da dieci anni. Tra le sue pubblicazioni, "I segreti di una culla vuota" e "Chi me lo ha fatto fare".

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