A dieci anni dalla scomparsa di Caesar Monti, fotografo e regista che ha segnato l’immaginario visivo della discografia italiana, arriva un libro che ne riaccende la memoria da una prospettiva inedita e intima. Si intitola Viale Monte Nero 55 (Edizioni Isenzatregua) ed è l’esordio letterario della figlia Alice Montalbetti, che sceglie la forma del romanzo autobiografico per raccontare la propria infanzia nella casa-studio milanese dove arte, musica e sperimentazione si intrecciavano quotidianamente.
Viale Monte Nero 55 non è solo un indirizzo milanese: è un luogo simbolo. In quegli spazi dal soffitto alto e dal pavimento scricchiolante si incontravano musicisti, produttori e artisti legati all’etichetta Numero Uno, in un periodo in cui Milano era laboratorio creativo della musica italiana.
Monti, al secolo Cesare Montalbetti, amava definirsi “poeta dell’immagine”. Autodidatta, sviluppò una tecnica personale e un celebre effetto sgranato che rese riconoscibili molte copertine diventate iconiche.
Il suo nome resta indissolubilmente legato a quello di Lucio Battisti, che gli suggerì lo pseudonimo e lo incoraggiò a intraprendere la carriera fotografica. Ma il suo percorso attraversa un’intera stagione musicale.
Nel libro emergono racconti e aneddoti legati alla realizzazione di LP e 45 giri che hanno segnato gli anni ’70. Accanto a Battisti, compaiono artisti come Fabrizio De André, Banco del Mutuo Soccorso, Premiata Forneria Marconi, Mia Martini, Enzo Jannacci e Pino Daniele.
A impreziosire il volume, immagini di famiglia e scatti anche inediti, oltre ai contributi del giornalista Luca Cecchelli, che ricostruisce il processo creativo dietro alcune delle copertine più rappresentative della musica italiana.
Ne emerge il ritratto di un professionista che ha contribuito a costruire l’identità visiva di un’intera generazione di artisti, spesso senza ricevere un riconoscimento proporzionato alla sua influenza.
Alice Montalbetti non sceglie la biografia classica, ma una narrazione che intreccia memoria e immaginazione. La voce è quella di una bambina che osserva un mondo straordinario senza ancora comprenderne pienamente la portata storica.
Il risultato è un racconto che oscilla tra documento e sogno, tra ricostruzione affettiva e riflessione culturale. Non solo la storia di un fotografo, ma la cronaca emotiva di una stagione irripetibile della musica italiana, vista dall’interno di un luogo che ne è stato epicentro creativo.
In un’epoca in cui l’immagine è ovunque e spesso effimera, Viale Monte Nero 55 riporta al centro il valore artigianale e concettuale della fotografia come costruzione di identità artistica.
Il volume è ordinabile su tutte le piattaforme online e in libreria.
“Il Respiro della Luce” di Corrado La Licata: “Fermiamoci a comprendere”! – L’Opinione
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