Cultura e Spettacolo

Amati tu, prima di perderti negli altri: Nikita Pelizon trasforma il dolore in una rinascita pop

Amare se stessi è una delle espressioni più usate e, forse, più fraintese del nostro tempo. Non significa sentirsi superiori agli altri, chiudersi nel proprio mondo, o mettere sempre i propri desideri davanti a tutto. Equivale a conoscersi, ascoltarsi e trattarsi con lo stesso rispetto, la stessa cura e la stessa pazienza che spesso riserviamo alle persone a cui vogliamo bene. Al contrario, vuol dire imparare a dare valore ai propri limiti, riconoscere ciò che ferisce e non sentirsi in colpa quando si sceglie di dire no. È la capacità di non chiedere agli altri di riempire ogni vuoto, di non confondere l’amore con l’attesa continua e di non scambiare il sacrificio per una prova di fedeltà.

Il modo in cui ti ami è
il modo in cui insegni agli altri
ad amarti – Rupi Kaur

In un’epoca in cui si è costantemente spinti a dimostrare qualcosa (bellezza, successo, efficienza, felicità) scegliere se stessi può diventare un gesto controcorrente. Vuol dire fermarsi, accettare le proprie fragilità e smettere di cercare validazione in ogni relazione, in ogni traguardo o nello sguardo degli altri. L’amore per sé non cancella la vulnerabilità. Non impedisce di soffrire, di sbagliare o di sentire la mancanza di qualcuno. Ma può offrire una bussola nei momenti più difficili; ricordare che nessun legame dovrebbe chiedere di rinunciare alla propria identità, ai propri valori o alla propria serenità.

Credit: foto per gentile concessione dell’Ufficio Stampa

Scegliere e amare se stessi anche quando fa male

Spesso è proprio dentro le relazioni affettive che questa consapevolezza viene messa alla prova. Si resta perché si spera che l’altra persona cambi, perché si ha paura della solitudine, perché si teme di dover ricominciare da capo o perché alcuni momenti belli sembrano compensare tutto il resto. Eppure, quando una relazione porta ad annullarsi, a chiedere continuamente conferme o a ridimensionare ciò che si è per non risultare “troppo”, smette di essere un luogo di crescita. L’amore dovrebbe lasciare spazio, non restringerlo; dovrebbe far sentire accolti, non costantemente in difetto.

Tornare a se stessi richiede tempo. Può voler dire ricominciare dai gesti più semplici; recuperare un’abitudine abbandonata, chiedere aiuto, frequentare persone che fanno sentire liberi, ricominciare a parlare bene di sé. Non è un percorso lineare e non esiste una formula valida per tutti, ma il primo passo consiste spesso nel riconoscere che il proprio benessere merita di essere una priorità.

“Amati Tu”, la rinascita pop di Nikita Pelizon

È da questa idea che nasce “Amati Tu”, il nuovo singolo di Nikita Pelizon, disponibile già dal 25 settembre su tutte le piattaforme digitali. Il brano pop dance racconta il momento in cui si comprende di aver amato qualcuno fino a mettere se stessi in secondo piano: si aspetta, si perdona, si giustifica e si continua a dare, mentre dall’altra parte arrivano soltanto attenzioni intermittenti e promesse insufficienti. Il titolo è un imperativo, ma anche una frase rivolta dall’artista innanzitutto a se stessa. “Credo che per me sia sempre stato più facile amare che amarmi. – racconta l’artista – Sto imparando a riconoscere il mio valore anche mentre sono ancora in viaggio”.

Nel singolo, una situazione dolorosa diventa una rivincita da ballare. Il suono parte da un’atmosfera più sospesa e vulnerabile, per poi aprirsi a un’energia pop dance più decisa: il passaggio simbolico da chi teme di perdere l’altro a chi ritrova la forza di non perdersi più. “Vorrei diventasse quella canzone che ti fa dire: ‘Ma io per questo qui stavo così male? Ma per favore’. – prosegue – Ti sistemi la corona e torni a essere una Queen”. Un’immagine ironica e liberatoria che restituisce lo spirito del brano, non negare la ferita, ma smettere di lasciarle decidere il proprio valore.

Non abbandonare se stessi

Credit: foto per gentile concessione dell’Ufficio Stampa

Nikita racconta di aver compreso quanto sia facile abbandonare se stessi per paura di essere abbandonati da qualcun altro. “Per paura che qualcuno abbandoni te, tu sei il primo ad abbandonare te stesso”, osserva. “Ho imparato che a volte lasciar andare qualcuno non significa aver smesso di amarlo. Significa scegliere se stesse come gesto di amor proprio”. È un passaggio centrale del brano, lasciare andare non equivale a cancellare ciò che è stato, né a negare i sentimenti provati. Può essere, invece, il modo più concreto per proteggere i propri confini, la propria libertà e la possibilità di costruire relazioni future più sane. Il ritornello condensa il messaggio in parole dirette: “Chi non capisce il tuo valore, risparmia le tue ore, non dedicarti più. Amati tu. Salvati tu. Allontanati tu”.

Con questo nuovo capitolo, Pelizon prosegue dunque il percorso artistico autobiografico di “SmascherAmandomi”, un progetto nel quale musica, esperienza personale e libertà espressiva si incontrano. “Amati Tu” non è soltanto una canzone sulla fine di una storia. E’ un invito a rimettere se stessi al centro, a riconoscere il proprio valore e a ricordare che la relazione più lunga, più impegnativa e più decisiva della vita resta quella con la propria persona.

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Francesca Lovatelli Caetani

Giornalista, Blogger, Autrice SIAE, Ufficio Stampa, esperta di cultura e comunicazione, con oltre 20 anni di esperienza nel settore della carta stampata, del web, della radio e della tv. Founder di Studio Lovatelli, è autrice di un docufilm, ha diretto e dirige alcuni magazine online. Rappresentante di Interessi Camera Deputati ed è socio fondatore dell’Associazione Mai Più Solo ODV ETS

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