Le Nostre Rubriche

Caro Babbo Natale, tra vanvere e museruole, ecco per i Vip i regali che vorrei

Caro Babbo Natale,
per me le feste sono da sempre tempo di grandi riflessioni. L’anno sta per concludersi e penso inevitabilmente a tutto ciò che, con l’arrivo del 2026, mi lascio alle spalle. Ho un pensiero per tutti, anche per chi non ne ha avuto uno per me. Si, lo so, soffro di quella che viene chiamata Sindrome di Gesù Cristo. Immagino invece che tu, in questo preciso momento, sia molto impegnato a fingere di non vedere come gira il mondo. D’altronde come darti torto! La nostra società è incline alla rovina, ma non voglio annoiarti con la scontentezza di quello che appare evidente agli occhi di molti e che, al contrario, in troppi continuano imperterriti ad ignorare.

Ti scrivo perché deduco tu abbia già lucidato la slitta, accarezzato le renne e impartito gli ordini ai tuoi aiutanti, perciò avrai sicuramente modo di leggermi, e chissà, magari di accontentarmi pure. Io da te non voglio niente, sia chiaro. Anzi, ti scrivo per volti noti e per il mondo dello spettacolo, al quale di spettacolare è rimasto poco, o forse niente, se non l’apparenza di un circolino mediatico in cui tutti brillano, pochi illuminano e molti abbagliano e abbaiano pure. Perciò, dato che sei uno dei pochi ancora disposti a distribuire doni senza dover ad ogni costo avere nulla in cambio, come un contratto, una story su Instagram o una marchetta, vorrei suggerirti qualche regalo mirato ed educativo per chi ti chiede sempre ciò che non solo non gli serve, ma il più delle volte nemmeno merita!

A te la mia lista dei desideri, caro Babbo Natale!

A Matteo Salvini potresti portare un paio di palle? Non di quelle che i comuni mortali utilizzano per addobbare e abbellire gli alberi, e nemmeno quelle che alcuni amano raccontare. Un bel paio di palle che restituiscano un po’ di credibilità ad un uomo che sembra averla persa da tempo! Per Selvaggia Lucarelli, qualora non avessi già provveduto, ti suggerirei una bella museruola in stile Hannibal Lecter, non tanto per lei, quanto per tutti quei poveri malcapitati che finiscono al centro del suo mirino. Così come per Fabrizio Corona mi piacerebbe che ricevesse un’infinita dose di buona memoria, visto che spesso si dimentica chi è e da dove proviene, e una vanvera, utilissimo e antico dispositivo veneziano usato dalle nobildonne per attutire i rumori intestinali, almeno saprebbe come ammortizzare il caos di tutte le scempiaggini che dice, non curandosi poi delle conseguenze che il suo modo di agire anarchico produce!

Per Barbara d’Urso desidererei una nuova occasione perché, a costo di arrivare in carrozzina a Ballando con le stelle, ha tenuto duro fino alla fine classificandosi al terzo posto, nonostante meritasse il primo! A Gemma Galgani augurerei semplicemente un amore, basterebbe quello per togliercela da davanti agli occhi una volta e per sempre!!! Per Antonio Medugno, invece, vorrei un po’ di talento, giusto quel pizzico che serve per apparire in tv senza dover ricorrere a scandali o altri mezzucci taciuti, inesistenti o forse solo dimenticati. E a Chiara Ferragni, che più che produrre candele dovrebbe accendere un cero alla Madonna, invierei un nuovo avvocato, le tornerebbe utile visti i tempi che corrono.

Alla ricerca di un miracolo

A Giorgia Meloni, il nostro odiatamatissimo Presidente del Consiglio, auguro un nuovo Governo, dei nuovi ministri e persino dei nuovi deputati, perché quello e quelli attuali fanno semplicemente pietà! Ugualmente, per Francesca Fagnani mi aspetterei ospiti più interessanti per le sue trasmissioni, di recente pare aver perso anche lei dei colpi. Della serie, cara Francy, se non sai proprio chi chiamare più, chiama me, ne avrei di belvate da raccontarti! E infine, a Mario Adinolfi spedirei quintalate di dignità, una manciata di intelletto e un bel pacco di caxxi propri, visto che continua da anni a farsi impropriamente quelli degli altri!

So che ti chiedo molto, caro Babbo. Ma se c’è qualcuno che può fare miracoli, quello sei tu! Io, al massimo, posso strappare un sorriso!

Ora ti lascio tornare al tuo lavoro, con la speranza che sotto qualche albero, quest’anno, ci sia meno ipocrisia e almeno un pizzico di buonsenso.
Con affetto,

L’irriverente Simone Di Matteo

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Leggi anche:

Chiara Ferragni: altro che candele, dovrebbe accendere un cero alla Madonna! – L’Opinione

Fabrizio Corona, Alfonso Signorini e l’infame ipocrisia di processare (solo) i letti altrui! – L’Opinione

Barbara d’Urso e il tango della vendetta: quando Mamma Rai chiama, Carmelita risponde! – L’Opinione

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Simone Di Matteo

Simone Di Matteo, Latina 25 gennaio 1984. Curatore della DiamonD EditricE, autore, scrittore e illustratore grafico è tra i più giovani editori italiani. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie. Molti dei suoi libri invece sono distribuiti all'interno degli istituti scolastici italiani. È noto al grande pubblico non solo esclusivamente per la sua variegata produzione letteraria, ma anche per la sua partecipazione nel 2016 alla V edizione del reality on the road di Rai2 Pechino Express. Consacratosi come Il giustiziere dei Vip, da circa due anni grazie a L’Irriverente, personaggio da lui ideato e suo personale pseudonimo, commenta il mondo della televisione, dei social network e i personaggi che lo popolano, senza alcun timore, con quel pizzico di spietatezza che non guasta mai attraverso le sue rubriche settimanali.

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  • Simone, nella "letterona“ scritta a Babbo Natale, hai dimenticato Antonio Tajani, Il "Santo" protettore delle Banche Italiane e in particolare della Banca Mediolanum di proprietà della famiglia Berlusconi. Ma qualcosina su di lui, un pover'uomo che lavora così tanto per tutti fino a dimenticare cosa dice il Diritto riguardo alle "acque internazionali" e poche altre cosucce, non credi che avrebbe almeno meritato una piccola menzione?

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